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(it) Allo scippo del TFR-TFS rispondiamo no!

Date Wed, 5 Oct 2005 11:00:29 +0200 (CEST)


Allo scippo del TFR-TFS rispondiamo no!
ASSEMBLEA CITTADINA 12 Ottobre 2005
Ore 21,00 alla Casa della Cultura Via Borgogna 3 MILANO.
Interverranno Carlo Carelli e Pippo Torri
La pensione pubblica ha garantito, fino a 10 anni fa, ai lavoratori
dipendenti un reddito dignitoso, basandosi su principio della solidarietà
fra generazioni.

I "giovani" lavoratori, hanno sempre mantenuto questo principio senza
tentennamenti. Oggi, governo, padroni, e sindacati tentano di cambiare
ancora in peggio le regole. Rispondiamo no!


Cosa ci propongono i fondi pensionistici "negoziali" o "chiusi"?

I fondi sono costituiti con i soldi dei lavoratori, dei datori di lavoro e
le quote dei contributi sono stabilite dai contratti nazionali, che
verranno, questi ultimi utilizzati per stornare quote dal salario diretto
(es. premi incentivanti) ai fondi stessi; cercando, così, di favorire il
loro decollo a scapito dei lavoratori che non vi aderiranno.

Il Consiglio d'Amministrazione è costituito dai Rappresentanti dei
sindacati, dei datori di lavoro, che affideranno i nostri soldi, a
soggetti, quali gestori dei fondi che investono, sul mercato finanziario:
Azioni, obbligazioni, buoni del tesoro, ecc.

I fondi dovrebbero rendere e poi dovrebbero essere erogati ai lavoratori
con una rendita mensile o una cifra da ritirare al momento dell'andata in
pensione. Come recupereranno queste risorse, da dividere tra i lavoratori,
i nostri maghi della finanza e a scapito di chi?


Chi li ha voluti?

* Il Governo Berlusconi, sulle pensioni, vuole portare a compimento
l'opera incompiuta portata avanti nel 1995 dal Governo di Centro-Sinistra
Dini e sottoscritto da CGIL-CISL-UIL e sindacati "autonomi". CGIL-CISL-UIL
e vari sindacati "autonomi" sponsorizzano i fondi pensioni e i loro
rappresentanti siedono nei Consigli di Amministrazione.

* Le grandi compagnie assicurative che in molti casi sono i gestori dei
fondi sgomitano per gestire una parte del nostro salario: TFR-TFS. Un
evidente esempio: il fondo negoziale dei metalmeccanici "COMETA" ha tra i
gestori le Assicurazioni Generali.


Quanto rendono?

Parlando di fondi che devono garantire le pensioni occorre fare una
valutazione sul lungo periodo.

Tra il 1921 ed il '96, nel 50% dei casi il rendimento reale dei mercati
azionari dei diversi paesi, al netto dei dividendi, è stato inferiore allo
0,8%.

I Fondi Pensione italiani nel triennio 2000 -2002, hanno avuto un
rendimento medio prossimo allo 0%, contro un 14% offerto dal TFR. Dal
rendimento dei Fondi pensione occorre togliere le spese di gestione tra il
l % e 1,5% annuo. Per un reale rendimento questo deve essere annualmente
superiore ai costi di gestione.



Non vogliamo che il nostro TFR finisca nei fondi.

Non dobbiamo alimentare con nostro salario i mercenari della finanza;
abbiamo già subito il taglio delle pensioni (con la riforma Dini), ora ci
chiedono di rinunciare al TFR con l'illusione di una rendita delle
pensioni.


I fondi delle pensioni non sono sicuri.

Perché i fondi puntano a recuperare i soldi dagli investimenti finanziari
e non c'e nulla di più incerto nel lungo periodo, che come nel caso
Parmalat, possono rivelarsi disastrosi (il Fondo pensionistico degli
insegnanti dell' Alaska aveva investito in azioni Parmalat). Altro caso
indicativo è quello dell'Enron, multinazionale americana fallita
rovinosamente. I lavoratori, quasi 100.000, hanno perso il posto di lavoro
e la pensione per aver investito il loro fondo delle pensioni nelle azioni
Enron.


In Italia c'è il caso Comit:

Un fondo delle pensioni sorto nel 1905 per dipendenti e dirigenti della
banca nel 1999 è entrato in crisi, dovendo erogare pensioni superiori di
800 miliardi di lire a quello che c'era in cassa, oggi, il fondo sta per
essere chiuso: la pensione integrativa svanirà per tutti i dipendenti!


L'attuale TFR-TFS, è più sicuro!

Il TFR non è investito in borsa, è il nostro salario differito che è
accumulato annualmente e rivalutato, secondo indici controllabili da
tutti.

Negli anni '80 tra sindacati, padroni e governo, è stato istituito un
fondo di solidarietà in caso di fallimento per un'azienda. Il TFR-TFS è
garantito nella misura dell'80% da uno speciale fondo INPS ed è uno dei
crediti privilegiati che il curatore fallimentare deve attivarsi per
rimborsare.

Nel triennio 2000-2002 il TFR ha avuto un rendimento del 14% e non essendo
un investimento non ha costi di gestione.


Sì, quindi, ad a una pensione dignitosa che sia agganciata al salario
reale dei lavoratori dipendenti! No ai fondi pensione!

Mobilitiamoci e organizziamoci perché non passi questa rapina al nostro
salario, raccogliendo l'adesione dei lavoratori sui posti di lavoro, nei
presidi che faremo e nelle varie iniziative.


COMITATO MILANESE CONTRO LO SCIPPO DEL TFR-TFS
http://www.controloscippodeltfr.org


Il comitato é composto da:

* Unione Sindacale Italiana: Viale Isonzo 10, Milano tel 02/54107087 fax
02/54107095 (http://www.usiait.it)
* Unicobas: Via Primaticcio 217 scala B 2º piano, 20147 Milano, tel
02/4043057 fax 1782265600 (http://www.unicobas.it)
* Slai Cobas: Viale Liguria 49, 20143 Milano tel/fax 028392117. Sede RSU
Slai Cobas Alfa Romeo, Arese MI tel. 02/44428529; SinCobas: Via Pietro
Calvi 29 Milano, tel. 02/7492485 fax 02/7492503
(http://www.slaicobasmilano.org) * Rete del 28 Aprile
(http://www.cgil.it/eccoci/rete_del_28_aprile.htm) * C.S. Vittoria: Via
Friuli ang. Via Muratori, Milano tel/fax 02/5453986
(http://www.ecn.org/vittoria)
* Confederazione Cobas: Viale Monza 160, 20127 Milano, tel 02/27080806 fax
02/25707140 (http://www.cobas.it)

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