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(it) USA/Canada: Comunicato della NEFAC: I comunisti anarchici dicono BASTA CON LA GUERRA, BASTA CON LO STATO! [en]

Date Tue, 4 Oct 2005 18:27:01 +0200 (CEST)


Molti liberali sostengono che è stato un errore invadere l'Iraq; e che,
sebbene gli Stati Uniti abbiano usato il crimine dell'11 settembre 2001
per giustificare una guerra fatta in realtà per ragioni geopolitiche, per
la ricchezza ed il petrolio e per creare disastri su disastri in quel
paese, è una scelta responsabile restare lì per riportare l'ordine e
gestire la ricostruzione. Altri liberali pensano che l'Iraq dovrebbe
andare sotto il controllo della NATO o dell'ONU. Ma anche in questo caso
si tratta di coalizioni di governi altrettanto imperialisti spinti da
motivazioni simili a quelle degli USA. Per gli irakeni non cambierebbe
nulla se ad occupare il loro paese fossero molti eserciti anziché uno in
particolare. Per gli anarchici è evidente che non si può confidare sul
fatto che lo stato imperialista statunitense faccia meglio di quanto abbia
già fatto e che gli USA aiutino gli irakeni a guadagnarsi una vera
democrazia e una vera libertà. Gli USA devono andarsene immediatamente
dall'Iraq e dall'Afghanistan, così come devono smettere di sostenere
Israele. Dare sostegno alla persistente occupazione dell'Iraq è una
giustificazione per la persistente imposizione del dominio degli Stati
Uniti.

Gli operai ed i contadini irakeni hanno il diritto di determinare i
destini del loro paese. Essi hanno tutto il diritto di fare resistenza
armata contro un esercito straniero invasore. Noi non diamo alcun sostegno
politico ai para-fascisti che vorrebbero imporre una dittatura religiosa
sulle donne ed i lavoratori dell'Iraq o sul resto del Medio Oriente,
invece noi vogliamo che gli USA dismettano le loro guerre di aggressione.
Ci appelliamo ai soldati ed alle loro famiglie perché si oppongano a
questa guerra per richiedere il ritiro delle truppe. Sosteniamo tutti gli
sforzi per vanificare il reclutamento militare dei giovani, sia fuori che
dentro gli istituti scolastici. Non ci deve essere nessuna leva militare.
Qualsiasi Ufficio di Leva con relativi elenchi deve essere smantellato
immediatamente.

Ogni volta che il popolo ha progredito, lo ha fatto al di fuori del
sistema elettorale. La schiavitù degli afro-americani negli Stati Uniti è
stata abolita da manifestazioni illegali, rivolte ed infine da una guerra
civile. La segregazione razziale legalizzata è stata sconfitta con la
disobbedienza civile. Sono state le ribellioni nelle città a portare alla
legislazione contro le discriminazioni e per le azioni positive. I
sindacati hanno vinto grazie a presidi e scioperi di massa nelle maggiori
industrie. I diritti delle donne sono realtà grazie alla crescente presa
di coscienza ed alle manifestazioni di massa. I diritti degli omosessuali
hanno visto il loro riconoscimento a partire dalla rivolta di Stonewall.
La lotta contro la guerra in Vietnam è stata vincente grazie alla
resistenza armata del popolo vietnamita e, negli USA, grazie alla grandi
ed illegali manifestazioni, agli scioperi nei campus universitari, alla
vasta diserzione alla leva e ad un virtuale ammutinamento nei ranghi
dell'esercito. La corrente principale dell'attuale movimento contro la
guerra ha spinto per votare per i Democratici o per i politici del terzo
partito, ma è solo attraverso la lotta di massa, al di fuori e contro lo
Stato, che possiamo avere successo nel fermare questa guerra. In
particolare, dovremmo puntare agli scioperi politici, usando l'unico
potere strategico che hanno i lavoratori per fermare i gangli della
società, per poi ricostruirla su nuove e migliori basi.

La guerra e gli altri mali della società sono provocati dal pessimo
sistema sociale vigente. Non sono causati da politiche sbagliate o da
politici incapaci. Al cuore del sistema vi è il capitalismo, grazie al
quale un pugno di ricchi drena la ricchezza prodotta da tutti. Questo
sistema classista sostiene ed è a sua volta sostenuto da tutte le altre
forme di oppressione: quella sulle donne, sulla gente di colore, delle
nazioni più povere, sugli omosessuali, sulle lesbiche, sui bisessuali ed i
transessuali e così via. A tenere il tutto è lo stato-nazione, con i suoi
bracci speciali che si chiamano polizia, militarismo, burocrazia,
politici, lobbisti e tanti altri che sovrastano le nostre vite. Lo
stato-nazione è una macchina da guerra al sevizio dei potenti. Senza la
guerra con i suoi preparativi ed i suoi costi, non ci sarebbe ombra degli
stati-nazione. Per mettere fine alle guerre, dobbiamo mettere fine a tutti
gli stati.

Che cos'è il socialismo anarchico rivoluzionario? Anarchismo significa
abolizione di qualsiasi forma di oppressione. Al posto dello Stato, noi
prefiguriamo una federazione di associazioni democratiche. Al posto del
capitalismo, noi prefiguriamo una federazione di luoghi di lavoro
autogestiti, industrie, associazioni e comuni autogestite. Per giungere ad
una simile società, dobbiamo mettere fine al patriarcato, alla supremazia
dei bianchi ed al dominio di classe; dobbiamo abbattere il potere dello
Stato; dobbiamo espropriare la ricchezza che è nelle mani dei ricchi;
occorre abolire il sistema salariale e l'economia di mercato; occorre
dimensionare i mezzi produzione e di distribuzione a beneficio dell'intera
società. Tutto questo comporta nient'altro che una rivoluzione sociale, la
quale può solo generarsi dai movimenti autonomi e di massa e dalla azione
diretta rivoluzionaria della classe lavoratrice.

24 settembre 2005

Open City Anarchist Collective,
New York City,
opencity@nefac.net

Nemesis Collective,
Baltimore, Maryland,
nemesis@nefac.net

Capital Terminus Collective,
Atlanta, Georgia,
capitalterminus@gmail.com


secretary@nefac.net
PO Box 250-159, Columbia University Station, NY, NY 10025

http://www.nefac.net/

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>




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