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(it) Val Susa: la resistenza continua...

Date Wed, 30 Nov 2005 11:06:53 +0100 (CET)


Cronaca della giornata di lotta del 29 novembre attendendo l'alba del 30.
Foto delle truppe di occupazione a Venaus a quest'indirizzo:
http://italy.indymedia.org/news/2005/11/933833.php
* * * * * * * * * *
Erano circa le tre nella notte tra il 28 e il 29 novembre quando decine e
decine di blindati partiti da Torino si sono diretti alla volta della Val
Cenischia, una valle laterale della Val Susa dove passa la statale 25 che
porta al valico del Moncenisio. La strada diretta a Venaus si stacca dalla
statale 25 e correndo quasi sotto i piloni dell'autostrada arriva al
paesino. Qui mercoledì 30 la CMC, cooperativa rossa specializzatasi in
devastazione ambientale nel Mugello, si accingeva a prendere possesso dei
terreni per aprire il cantiere per la realizzazione della galleria di
servizio di 10 Km, preliminare alla costruzione delle due canne del Tav da
54 Km. tra Venaus e S. Jean de Maurienne.

Il 29 giugno e il 6 e 7 ottobre i blocchi popolari avevano impedito ai
tecnici di CMC, scortati da polizia e carabinieri, di effettuare gli
espropri. Il 30 novembre, ad un mese dalla battaglia Seghino, quando solo
di notte e con l'inganno le truppe dello stato riuscirono ad occupare un
sito destinato ai sondaggi Tav, e a 15 giorni dallo sciopero generale, la
CMC ci ha riprovato, usando ogni mezzo a propria disposizione. Le forze
del disordine statale agli ordini di Pisanu hanno giocato d'anticipo e
come un autentico esercito invasore hanno occupato Venaus, bloccando tutte
le strade di accesso. Per l'intera giornata del 29 novembre solo ai
residenti è permesso passare. Ai check point che da un mese separano la
frazione Urbiano di Mompantero dal resto del mondo se ne sono aggiunti
altri che tengono in ostaggio l'intera Val Cenischia.

Di fronte all'ennesima sfida della lobby delle grandi opere la gente della
Valsusa ha dato una risposta immediata attuando blocchi ferroviari e
stradali a sorpresa, e facendo scioperi spontanei di protesta sin dalla
mattinata del 29: i lavoratori della Azimut di Avigliana, della Irem di
Sant'Antonino, della Savio di Chiusa San Michele, della Roatta e della
Cord3 di Bruzolo, hanno lasciato il posto di lavoro per raggiungere i
manifestanti. Per una decina di minuti è stata bloccata anche l'autostrada
del Frejus. In alcuni paesi i genitori hanno fatto uscire dalle scuole i
bambini.

Al bivio verso Venaus un presidio spontaneo formatosi sin dalla notizia
dell'occupazione del sito di Venaus viene caricato - europarlamentari in
visita compresi - ma resiste sino a sera, quando il blocco viene tolto.
Durante la giornata di occupazione le truppe dello stato si sono attestate
all'interno dell'ex cantiere dell'AEM pronte ad entrare nei terreni
destinati all'esproprio. In serata migliaia e migliaia di persone
raggiungono Venaus e rendono sempre più folto e partecipato il presidio di
fronte all'area destinata ai lavori Tav. Nevica fitto fitto e fa un gran
freddo: numerosi falò illuminano la valle e danno calore, mentre dall'area
in cui sono asserragliati gli uomini in divisa i fari gettano una luce
vivida e sinistra. Da Torino una lunga colonna di automezzi si muove in
direzione della Val Susa intorno a mezzanotte e trenta.

Mentre scriviamo si sta consumando una lunga notte intorno ai falò della
Val Cenischia: tutti attendono l?alba sapendo che la polizia probabilmente
tenterà un?azione di forza. Qualunque sia l?esito della giornata che ci
attende Stato, UE e Regione sappiano che all?ombra del Rocciamelone c?è un
mucchio di gente che non è disposta a mollare. Un mucchio di gente che ha
imparato a decidere in prima persona sulla propria vita e che continuerà a
lottare per continuare a farlo.

La resistenza continua? Tutti a Venaus!


Federazione Anarchica Torinese - FAI
fat@inrete.it
011 857850 oppure 338 6594361

www.federazioneanarchica.org

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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