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(it) Comunicato FdCA: Un TFR oggi val bene una Finanziaria domani

Date Tue, 29 Nov 2005 19:20:51 +0100 (CET)


La pantomima del governo sulla riforma del TFR si è conclusa con il pieno
raggiungimento degli obiettivi previsti. Dietro il rinvio al 2008, si
agitano alcune ragioni e tensioni:
1. Tremonti recupera in Finanziaria 2006 i circa 700 milioni di euro che
dovevano andare in 2 tranches a finanziare le imprese per l'operazione
smobilizzo del TFR tramite il decreto sulla competitività ed il decreto
fiscale previsto per l'autunno 2006; una bella barca di soldi da ributtare
ora nel "sociale" in vista delle elezioni;
2. Confindustria ottiene la moratoria per le imprese al 2009 e l'UDC
addirittura fino al 2011 per le piccole e medie imprese, oggi come oggi
assolutamente NON in grado di smobilizzare il TFR;

3. le assicurazioni ottengono 2 anni di tempo per poter più
efficacemente predisporre i loro pacchetti di polizze assicurative per
adescare ed intercettare il TFR e nel frattempo continuare a premere per
ottenere la portabilità del contributo del datore di lavoro anche nei
fondi aperti.

Sono venuti a convergere quindi alcuni interessi tattici con altri più
strategici:

- il governo si ritrova con una torta milionaria di euro da usare in
chiave elettorale e sempre in quest'ottica sgombera il campo dal fastidio
di una campagna di scetticismo popolare contro i fondi pensione che
iniziava a farsi sentire con la costituzione di comitati e la denuncia
delle ridicole rese dei fondi;

- il capitale, ben consapevole della attuale crisi di disponibilità della
liquidità necessaria a costituire i fondi pensione, ottiene la moratoria,
incassa le agevolazioni fiscali e conta sui prossimi 2 anni di presumibile
ripresa per aumentare profitti che non andranno in investimenti
(finanziati dal decreto sulla competitività);

- non si ferma il gigantesco processo di distruzione del salario (in
questo caso quello differito), poiché la congiunzione nel 2008 di riforma
delle pensioni e riforma del tfr alimenterà la percezione di
ineluttabilità della pensione integrativa (per non parlare degli effetti
della L.30).

Intanto svanisce l'ennesima illusione concertativa delle burocrazie
sindacali che ora punterannno ad accelerare l'adesione volontaria ai
fondi, non potendo contare sulla trappola del silenzio/assenso, per poter
chiedere ad un eventuale governo Prodi di rivedere il decreto. Ed avendo
le organizzazioni sindacali concertative rinunciato strategicamente da
tempo immemorabile (ricordate l'accordo Lama-Agnelli del 1977 che
cancellava le liquidazioni? poi ripristinate nel 1981 per evitare il
referendum) a qualsiasi dfesa della previdenza pubblica fondata sul
sistema retributivo, si annunciano tempi duri in Cgil per quei pochi
delegati ed attivisti contrari alla riforma del tfr ed ai fondi pensione!

In questo quadro deprimente, si pongono tuttavia alcuni problemi (poco)
futuri:

- che ne sarà del tfr ora immobilizzato nelle PMI e quanto mai vitale alla
loro sopravvivenza, qualora le politiche di credito si rivelassero
inadeguate o inefficaci? Assisteremo a fenomeni di TFR in nero, versato ai
fondi negoziali, ma poi sottratto dai salari?

- che ne sarà dei fondi pensione negoziali, se la platea delle anzianità
oltre i 20 anni non aderisse? (vedi flop del fondo Espero nella scuola).
Come potranno garantire il pagamento della pensione integrativa?

- che ne sarà dei dipendenti pubblici (esclusi per ora) il cui TFR non è
mai stato accantonato dallo Stato o dagli Enti Locali? Cartolarizzazione
delle liquidazioni?

- come vigilare sulle informazioni relative ai rendimenti dei fondi
pensione sia chiusi che aperti, per confutare le sirene sindacali e
dell'ANIA? La Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) ha dato
questi dati:

Dal 31/12/99 al 31/12/2004 (5 anni)
Fondi pensioni negoziali: 9,2
TFR: 15,8

Dal 31/12/2000 al 31/12/2004 (4 anni)
Fondi pensioni negoziali: 5,4
TFR: 11,9

Dal 31/12/01 al 31/12/04 (3 anni)
Fondi pensioni negoziali: 6,0
TFR: 8,7

Dal 31/12/02 al 31/12/04 (2 anni)
Fondi pensioni negoziali: 9,8
TFR: 5,4

Dal 31/12/03 al 31/12/04 (1 anno)
Fondi pensioni negoziali: 4,5
TFR: 2,5

In una tale situazione in cui si gioca a monopoli con i contributi dei
lavoratori e le loro liquidazioni, contando sulla disinformazione e sul
disorientamento, sarà necessario nei prossimi 2 anni alimentare lo
scetticismo dei lavoratori e delle lavoratrici e rinvigorire la lotta per
la previdenza pubblica fondata sul sistema retributivo e sulla
rivalutazione del TFR senza penalizzazioni fiscali costituendo decine e
decine di comitati che raccolgano l'adesione di delegati ed attivisti
sindacali, di sindacati di base, di forze sociali e culturali per tenere
costante una grande mobilitazione di base

- per denunciare la truffa e l'inganno dei fondi pensione;
- per il ritiro del meccanismo del silenzio/assenso a favore
di una dichiarazione esplicita del lavoratore;
- per ripristinare il sistema retributivo;
- per cancellare la controriforma Berlusconi/Maroni e
quella... Dini;
- per ripristinare il libero accesso alla pensione, senza
finestre e porte di servizio;
- per separare previdenza ed assistenza;
- per recuperare l'evasione contributiva delle aziende;
- per riconoscere la contribuzione figurativa per i
lavoratori precari nei periodi di disoccupazione.

29 novembre 2005
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI

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Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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