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(it) Umanità Nova, n.38: Fabriano - convegno su Luigi Fabbr i. Anarchico e antifascista
Date
Tue, 29 Nov 2005 11:25:25 +0100 (CET)
La città di Fabriano, avvalendosi della efficace collaborazione dei
compagni della Biblioteca Franco Serantini, ha voluto ricordare uno dei
suoi figli migliori, e lo ha fatto con impegno e passione.
Nei giorni 11 e 12 novembre, si è svolto infatti, come già annunciato su
queste pagine, il riuscito convegno internazionale di studi dedicato a
Luigi Fabbri. Vita e idee di un intellettuale anarchico e antifascista,
nel corso del quale alcuni fra i migliori studiosi del movimento anarchico
hanno ricostruito, di fronte a una platea attenta e numerosa, la figura di
questo militante che occupa, nella storia dell'anarchismo internazionale,
una posizione di particolare rilevanza. Luigi Fabbri, infatti, fu uno dei
più acuti e sistematici pensatori libertari, giornalista e saggista di
grandi capacità, organizzatore e fecondo divulgatore, figlio "spirituale"
e continuatore dell'opera e del pensiero di Errico Malatesta, sempre
centrale nella vita e nell'attività del movimento anarchico, come si può
anche cogliere dalla sua ricchissima corrispondenza, finalmente raccolta
in un bel volume curato da Roberto Giulianelli.
Giunto all'anarchismo non ancora ventenne, collaborò metodicamente alla
stampa di movimento, promovendone molte fra le più importanti iniziative
editoriali, in Italia e nell'esilio, dall'inizio del secolo fino alla
morte avvenuta a Montevideo nel 1935. Dalle pagine de "L'Agitazione"
anconetana di fine ottocento a quelle de "Il Pensiero" (1903-1911), da "La
Scuola Moderna" (1910-1911) a Volontà ante e dopoguerra, da "Umanità Nova"
quotidiano a "Pensiero e Volontà" (1924-1926), dalla parigina "La Lotta
Umana" (1927-1928) per finire all'edizione montevideana di "Studi Sociali"
(1930-1935), la sua penna, chiara e felice nell'esposizione, ferma e
coerente nei principi, contribuì a mantenere l'anarchismo nel solco di
quella tradizione sociale e organizzatrice che ne costituiva, e ne
costituisce, l'essenza più genuina. Sempre alle prese con la repressione
governativa, sia in Italia che nell'esilio, anche perché non disgiunse mai
dall'attività intellettuale quella del militante e dell'organizzatore,
conobbe, come tutti i compagni della sua generazione, il carcere, la
discriminazione sul lavoro, la violenza del fascismo e dello stato.
Nel corso del convegno, sono stati messi in evidenza i tratti più
originali e interessanti della sua produzione intellettuale, quali la
lucidità di analisi e la sorprendente capacità di previsione delle
dinamiche dei fenomeni sociali. Quale dimostrò preconizzando le
opportunità offerte dai movimenti sindacali, le conseguenze della guerra
mondiale, la degenerazione della rivoluzione bolscevica, gli sviluppi
della "rivoluzione" fascista. E questi lasciti, sia quelli offerti dal suo
pensiero, sia quelli frutto dell'attività editoriale e della conservazione
di preziosi materiali d'archivio, hanno trovato in tutti i relatori che
hanno onorato questo appuntamento, il più ampio riconoscimento. Né va
dimenticata l'attenzione dedicata all'amata figlia Luce (al cui ricordo è
stata posta una lapide accanto a quella nella casa natale del padre), che
ha saputo continuare ed approfondire, con bella intelligenza, l'opera di
pensatore ed educatore di Luigi.
È stata così compiutamente restituita alle loro figure quell'importanza,
nel campo libertario e rivoluzionario dell'epoca, che una storiografia
poco attenta a valutare dovutamente il pensiero libero e anticonformista
dei movimenti "marginali", aveva misconosciuto. Ed è stato senz'altro
questo, tra i molti altri, il merito maggiore delle due felici giornate di
studio fabrianesi.
Massimo Ortalli
Da Umanità Nova, numero 38 del 27 novmbre 2005, Anno 85
http://www.ecn.org/uenne
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