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(it) Lettera aperta degli anarchici de lla FAI al presidente della Comunità Montana bassa Val Susa, Antonio Ferrentino

Date Thu, 17 Nov 2005 18:55:38 +0100 (CET)


Egregio presidente,
abbiamo letto su "La Stampa" di sabato 12 novembre l'intervista da lei
rilasciata dopo la sua visita al giudice Laudi. Non ci soffermeremo troppo
a rimproverarle le brutte compagnie che frequenta: Laudi è quello che nel
'98 imbastì una montatura antianarchica sostenendo di avere "prove
granitiche" contro tre compagni accusandoli di essere gli autori di vari
attentati avvenuti in valle.
Come lei ben sa, o dovrebbe sapere, le "prove granitiche" in tribunale si
sciolsero come neve al sole, ma due dei tre imputati morirono "suicidi"
mentre erano detenuti. Un palese tentativo di trovare dei capri espiatori
per una serie di avvenimenti oscuri e di criminalizzare gli anarchici e la
lotta contro il Tav. Ma non è di questo che vogliamo parlare: in fondo
Laudi è della sua stessa area politica, i DS, ed è logico che abbiate
buoni rapporti. È piuttosto sul contenuto dell'intervista che vorremmo
soffermarci.

Su di un punto, sebbene le nostre motivazioni siano diverse dalle sue,
potremmo essere d'accordo: la condanna delle scatole alla dinamite o delle
buste con proiettili. Questi fatti servono solo agli amici del Tav, perché
non tengono conto della volontà popolare sulle modalità della lotta e
soprattutto perché sono funzionali all'equazione mediatica nemico del Tav
= terrorista, favorendo la criminalizzazione di tutto il movimento.

Al punto che a chiunque verrebbero dei dubbi su chi realmente stia dietro
a questi gesti. Dubbi dai quali, con ogni evidenza, lei non è neppure
sfiorato. Alla domanda "Non ha timore di ricevere minacce come per
Bresso?", ha risposto "di sicuro una domenica decine di anarchici
distribuirono volantini a Condove e a Bussoleno: accusavano qualche
amministratore pubblico di voler svendere la lotta no-Tav". Complimenti,
presidente! Riesce ad avere la spudoratezza di mettere sullo stesso piano
la critica politica e la minaccia di attentati.

Ricordiamo i fatti. L'estate scorsa la sua compagna di partito Mercedes
Bresso, governatore del Piemonte e paladina del Tav, tenta di dividere il
movimento e di far passare i sondaggi inserendo nella commissione
incaricata del controllo sugli stessi due tecnici rappresentanti la
Comunità Montana. Una bella idea per far iniziare i lavori per il Tav,
trasformandoli in "sondaggi buoni". La maggior parte delle istituzioni
della valle abbocca immediatamente all'amo e solo la rottura delle
trattative voluta dall'"impaziente" ministro Lunardi manda a monte il
tentativo DS di far passare il Tav con la vaselina. Non furono solo gli
anarchici ma bensì tutti i comitati popolari contro il Tav a denunciare il
tentativo di imbroglio A quanto pare, per lei, chi critica quell'imbroglio
è un terrorista.

Bell'esempio di logica stalinista: ma voi DS non avevate abbandonato lo
stalinismo? A quanto pare avete abbandonato solo la critica al
capitalismo, ma la pratica della calunnia e della repressione verso chi
dissente resta per voi un baluardo incrollabile.

Veniamo al pezzo forte della sua intervista. Lei afferma che "dopo il
pacco bomba e quel terribile avvertimento alla Bresso dobbiamo dare i
segnali giusti. Il movimento sta crescendo a vista d'occhio e non
accetteremo che nessuno pensi di poter occupare la linea ferroviaria o
l'autostrada". Insomma, per lei terroristi non sono solo quelli che si
permettono di criticare i suoi cedimenti di fronte al governo, ma anche
tutti i valligiani la cui lotta ha dato all'opposizione al Tav un rilievo
nazionale, tutti quei valligiani che con la loro iniziativa hanno impedito
che lo scempio iniziasse. Queste sue affermazioni si commentano da sole e
non ci pare il caso di aggiungere altro. Se non dirle chiaro e forte: si
vergogni!

Da parte nostra le assicuriamo che non ci faremo certo intimidire dagli
attacchi concentrici di giornalisti, poliziotti e politici di ogni colore,
lei compreso, e che resteremo a fianco della popolazione della Val Susa in
lotta contro il Tav, certi che la gente saprà capire che in questa lotta
non ci sono scorciatoie.

Non ci sono le scorciatoie "avanguardiste" di chi si pone al di fuori del
movimento con salti in avanti "esplosivi" che fanno solo il gioco dei
padroni del Tav.

Non ci sono scorciatoie "politiche" di chi tratta con il governo
prescindendo dalla volontà popolare, ottenendo solo di "addormentare" il
conflitto, a favore, poco importa se in buona o cattiva fede, dei padroni.

Solo l'autorganizzazione popolare, la lotta dal basso, senza deleghe e
senza mediazioni, può fermare il Tav.

La vicenda di Scanzano, dove la gente impedì l'installazione di una
discarica nucleare, ci insegna che quando la gente è unita e non ha paura
di lottare, non si affida ad improbabili mediazioni politiche ma scende in
piazza e blocca strade e ferrovie e sfida con dignità, in modo aperto e
collettivo, la repressione, la vittoria è certa.

Un'ultima notazione, presidente. Lei contrappone lo sciopero (buono) ai
blocchi (cattivi). Noi abbiamo creduto e crediamo fermamente a questo
sciopero. Alcuni di noi, nei sindacati di base, sono stati tra i
promotori. Tuttavia questo sciopero non deve essere il canto del cigno del
movimento ma solo un momento, seppure importantissimo della lotta.

Se il giorno dopo lo sciopero non saremo ancora in piazza i signori del
Tav, che già occupano militarmente le pendici del Rocciamelone,
prenderanno poco a poco possesso dell'intera Valle.

Entro l'anno inizieranno i lavori per la galleria di servizio di Venaus, e
non saranno certo le mediazioni politiche a fermarli. Solo l'azione
diretta popolare e di massa può fermare il treno della morte.

Tanto le dovevamo.


Federazione Anarchica Torinese - FAI
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