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(it) Umanità Nova, n.36: Per Margherita e DS la Legge 30 va resa più "efficiente". Remake di un brutto film andato in ond a 5 anni fa

Date Thu, 17 Nov 2005 18:44:26 +0100 (CET)


I responsabili lavoro di Margherita (Tiziano Treu) e DS (Cesare Damiano)
hanno già detto la loro: la legge 30, la legge c.d. Biagi, che ha
totalmente precarizzato il rapporto di lavoro, non verrà abrogata dal
futuro governo di centrosinistra, ma modificata per renderla più
efficiente, distinguendo tra flessibilità cattiva, che non serve a aziende
e lavoratori, e flessibilità buona che fa marciare l'economia e soddisfa
tutti. In particolare, secondo Treu, bisogna rendere la flessibilità
"veramente europea e non disperata" (sic). Treu ha rilasciato le sue
dichiarazioni ad un'agenzia di informazioni in rete; Damiano ha parlato in
margine allo sciopero dei lavoratori delle telecomunicazioni del 4
novembre. Per entrambi è necessario andare ad una revisione delle tante
forme di contratto offerte dalla legge 30, eliminando quelle di sapore più
brutalmente americano (non solo per il nome), tipo job on call o staff
leasing, e smussare alcuni eccessi di altre tipologie, tipo il lavoro a
progetto (il vecchio co.co.co.); unificare tutti i contratti formativi in
un'unica forma di apprendistato; confermare i contratti a termine e il
lavoro interinale, che ha dato ottima prova di se.

Queste dichiarazioni non sorprendono. Non vale la pena dilungarsi sulla
necessità di questi partiti moderati di accreditarsi presso gli
imprenditori ecc., rassicurando, tranquillizzando ecc. In realtà, come
abbiamo più volte ribadito, il governo di centrodestra ha raccolto quel
che i precedenti governi dell'Ulivo avevano seminato in materia di
precarizzazione del rapporto di lavoro. La vera rottura con il mercato del
lavoro basato sul rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è
arrivata con l'introduzione nel nostro ordinamento del lavoro interinale
contenuto nel pacchetto Treu, la legge 196/97, e la sua scissione tra
titolare del rapporto di lavoro (agenzia interinale) e utilizzatore della
forza lavoro (l'impresa presso cui si svolge l'attività); nel pacchetto
Treu si legittimavano anche le famose collaborazioni coordinate e
continuative (co.co.co.). Passato questo concetto, la pletora di contratti
precari contenuti nella legge 30/03 ha costituito un'offerta di modalità
di esecuzione della prestazione lavorativa che andavano testate alla prova
del mercato del lavoro: questa sorta di sperimentalità era dichiarata a
chiare lettere dai fautori della legge 30. E così è stato: ci sono
contrati di lavoro che hanno trovato il favore degli imprenditori e altri
no, magari perché troppo macchinosi o semplicemente inutili, perché mera
scopiazzatura di istituti giuridici stranieri, come detto in particolare
americani.

Dopo qualche anno di sperimentazione, il governo di centrosinistra che
verrà potrà mettere a punto la macchina della precarietà dopo i test fatti
dal governo Berlusconi. L'Ulivo ha introdotto la precarietà, la destra ne
ha sperimentato gli eccessi, toccherebbe ora di nuovo alla sinistra
razionalizzare la precarietà selvaggia con una patina di politically
correctness in salsa europea.

Ma precarietà e stabilità del posto di lavoro sono solo modalità del
rapporto capitale/lavoro e dicono solo del maggiore o minore sfruttamento
del lavoro da parte del capitale. Al di là delle favole sulla fine del
lavoro e della libertà dal lavoro che il mondo globalizzato porterebbe con
sé, che starebbero nel cuore della nostra contemporaneità, favole che per
tutti gli anni '80 son state raccontate, il cuore del problema è sempre
nel conflitto capitale/lavoro e nel prevalere dell'uno sull'altro. Ai
mistificatori che blaterano di flessibilità per dire maggior sfruttamento,
va risposto solo con il conflitto che riporti al centro dell'agire e del
discorso proprio l'incompatibilità tra interessi del lavoro e interessi
del capitale. Come sempre, il tuo padrone è il tuo nemico.

Simone Bisacca


Da Umanità Nova, numero 36 del 13 novmbre 2005, Anno 85
http://www.ecn.org/uenne


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