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(it) Comunicato FdCA sulla finanziaria

Date Wed, 2 Nov 2005 14:28:38 +0100 (CET)


CONTRO LA MOLTIPLICAZIONE DEI PROFITTI
CONTRO LA DISTRUZIONE DEI SALARI
Siamo sicuri che il sistema Italia sia in crisi? I dati ISTAT su ordini e
fatturato nell'industria indicano rispettivamente +11,1% e +12,9%
nell'agosto 2005 rispetto allo stesso mese del 2004. La domanda estera
cresce oltre il +15%, mentre la domanda interna fa segnare +9,4% sul
fatturato e più 11,4% sugli ordini.
Eppure la Finanziaria 2006 prevede 1 miliardo di euro di riduzione del
costo del lavoro (cuneo fiscale e contributivo) per le imprese, e il
ministro Maroni si spinge fino a prevedere ben 2 di miliardi di euro che
resteranno nelle casse delle imprese.

Intanto il contratto dei metalmeccanici è bloccato su una offerta di
Federmeccanica pari a 65 euro, proprio mentre è giusto il settore del la
meccanica (+30,9%) a trainare la ripresa.

Cambiamo argomento. Sarebbero necessari 6,5 miliardi di euro per
finanziare gli aumenti dei lavoratori pubblici, ma guarda caso questa è
proprio la cifra che serve al governo per far quadrare i conti e
raggiungere il 4,3% di indebitamento sul PIL.

Perciò sul pubblico impiego si abbatte il castigo dei tagli alle risorse:

* 1 miliardo di euro in meno per i rinnovi contrattuali biennali
e quadriennali e contro il mantenimento di circa 300mila lavoratori
precari;
* l'1% in meno rispetto al 2004 per i contratti integrativi;
* un -40% rispetto al 2003 per le assunzioni a tempo determinato;
* un -10% per gli straordinari.

Un attacco di grande portata al salario diretto.

Sul versante dei servizi altri tagli alle risorse:
* 3 miliardi di euro in meno per gli enti locali;
* 2,5 miliardi in meno per la sanità.

Un attacco di grande portata al salario indiretto.

Che si aggiunge all'inganno dei fondi pensione, veri e propri buchi neri
all'assalto dei 13 miliardi di euro del nostro salario differito.

Intanto Unioncamere prevede un aumento del PIL dell'1,5% per il 2006 e
2007, dell'1,7% per il 2008: vuol dire che i lavoratori italiani
continueranno a produrre ricchezza, senza che i nostri salari e stipendi
ci garantiscano una vita dignitosa. Senza che si apra una grande battaglia
sul salario.

Infatti, contro la Finanziaria, CGIL, CISL e UIL, (orfani della
Confindustria di Montezemolo ora benevolmente neutrale verso il governo
Berlusconi), si limitano a chiedere la riduzione del fisco sulle
retribuzioni: chi con maggiori risorse per il recupero del fiscal drag
(Cgil), chi con più bonus fiscali per le famiglie (Cisl), chi con la
detassazione degli aumenti salariali (Uil). Lo sciopero generale del 25
novembre da essi indetto appare perciò debole e soprattutto
inevitabilmente spostato nei contenuti verso la difesa dell'imbarazzante
alleanza col ministro Maroni sui fondi pensione chiusi e quindi contro i
fondi pensione aperti chiesti da Berlusconi e dalle assicurazioni.

La lunga stagione di mobilitazioni aperta all'insegna delle lotte dei
metalmeccanici e del significativo sciopero unitario del sindacalismo di
base del 21 ottobre deve perciò coinvolgere tutte le categorie e
caratterizzare ogni sciopero al fine di sostenere una grande battaglia
* per impedire il business dei fondi pensione e lo scippo del TFR
* per aumenti salariali in contratto nazionale slegati da produttività
e flessibilità
* per servizi pubblici utili alle collettività e contro le privatizzazioni
* per l'eliminazione della Legge 30 da tutti i contratti e per la
stabilizzazione dei lavoratori precari
* per far crescere un movimento di lavoratori capace di liberarsi dalle
burocrazie per sviluppare organizzazione dal basso, vertenzialità e
lotte federate, restituendo la rappresentanza ai lavoratori organizzati.

FdCA - Federazione dei Comunisti Anarchici
30 ottobre 2005

http://www.fdca.it

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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