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(it) Comunicato FdCA sul contratto nel pubblico impiego

Date Tue, 31 May 2005 18:55:35 +0200 (CEST)


PAGHERÒ
Con una cambiale in scadenza nel 2006, il Governo si è impegnato ad
aggiungere un pugno di euro lordi agli stipendi dei lavoratori degli Enti
Locali (+91,51), della Sanità (+102,8), dei Ministeri e agenzie (+100,20),
della Scuola (104,00), del Parastato (+120,7).
Con una firma inopinata i soliti sindacati filo-concertativi si sono
impegnati a ridurre le richieste economiche (solo +5,01% lordi) ed a
contrattualizzare la mobilità e la riduzione dei dipendenti pubblici
(-110.000 previsti tra mobilità e tagli), come previsto nel comma 6 del
protocollo di intesa.
È questo il dialogo con le parti sociali, come piace dire al ministro del
welfare?

È questa la concertazione, come piacerebbe a CGIL-CISL-UIL?

È questa vera contrattazione con cui si sono "strappati" aumenti da
posizioni di forza? E tutti quelle ore di sciopero?

In realtà questo accordo è un'ancora di salvezza reciproca, a cui si
aggrappa il governo che può rivendicare la tenuta della sua posizione tra
il 4,3 ed il 4,6% messa in finanziaria 2005; ed a cui si aggrappano i
dirigenti sindacali di CGIL-CISL-UIL che ottengono la loro legittimazione
con un contratto nell'ambito di quella ridicola oscillazione tra il 5 e
l'8%, come si era già capito alcuni mesi fa.

Quello 0,5% che si aggiunge al 4,6% del Governo va poi alla produttività e
cioè al salario individuale, come previsto nel comma 4 dell'accordo.

Gli aumenti reali in busta paga saranno in realtà dentro una media di
50-55 euro netti. Una miseria!

Una miseria di fronte ad una perdita del 20% del potere d'acquisto negli
ultimi 2 anni e mezzo.
Il più grande drenaggio e rastrellamento di risorse finanziarie dalle
tasche dei lavoratori è appena iniziato: il salario, lo stipendio,
rischiano di non essere più neanche una variabile dipendente ma
semplicemente un assegno di sopravvivenza. Altro che sostegno alla
domanda! È lo sprofondare dei lavoratori italiani nel baratro
dell'indebitamento per far fronte alle sole spese necessarie. E
l'indebitamento di decine di migliaia di lavoratori è l'anticamera del
ricatto sociale.

Certo, non è la prima volta che i sindacati tradizionali firmano
accordi-bidone con la scusa del senso di responsabilità; non è la prima
volta che i salari dei lavoratori vengono decurtati per parare le crisi
capitalistiche; ma questa volta i due padroni, Stato e Confindustria
portano un attacco in profondità all'autonomia degli interessi dei
lavoratori e dei loro bisogni materiali per trasformare il lavoro
salariato da una necessità ad uno stato di subordinazione giuridica e
finanziaria dei lavoratori, non contrattabile e non emancipabile, in cui
-una volta propagatasi la sfiducia dei lavoratori verso la lotta - non
sono previsti rapporti di forza.

E dire che era in prospettiva uno sciopero generale regionale di 4 ore in
cui scendessero in piazza anche i metalmeccanici uniti ai lavoratori
pubblici in una vertenza salariale comune che non è più solo -se mai lo è
stata- categoriale. Si era infatti fatta strada la possibilità di unire le
lotte delle varie categorie. Ma questa strada può essere ancora tentata
per i rinnovi del settore privato e per il biennio economico 2004-2005 del
Pubblico Impiego.

L'unità delle lotte, la ricerca dell'autonomia dei lavoratori, la libertà
di sciopero e di organizzazione sindacale sono infatti le condizioni da
costruire per affrontare un lungo ciclo di conflitti che è davanti a noi e
che ha bisogno di tutte le forze sindacali, sociali e politiche disposte a
stare dalla parte dei lavoratori, dei loro diritti, della loro dignità,
perché la fiducia nella lotta diventi fiducia nella nostra capacità
autonoma di organizzarci.

I governi passano. I burocrati sindacali pure. La lotta di classe rimane.


FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
30 maggio 2005

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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