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(it) Underground - Bergamo. Volantino sulla procreazione assistita. Dal Kinesis di Tradat

Date Mon, 30 May 2005 12:31:27 +0200 (CEST)


LA VERA VITA È ALTROVE
In occasione del prossimo referendum, due armate di esperti di ogni sorta
si contendono il controllo sulla procreazione assistita. Entrambi paladini
della ricerca scientifica, questi San Giorgio dalle diverse armature ma
dagli stessi interessi si pongono tutti come difensori della Vita. Ma
quale vita? La legge in vigore sulla fecondazione artificiale, voluta da
un ampio fronte cattolico, è un esempio di come sia impossibile applicare
princìpi morali a una ricerca scientifica che, divenuta il centro della
società capitalista, si impone ormai come un valore in sé. Da una parte,
infatti, si sostiene che l'embrione è un soggetto di diritto al pari della
madre e del padre, dall'altra si autorizza l'impianto nell'utero di tre
embrioni per volta, due dei quali verranno poi distrutti. Da un lato,
insomma, si dice che l'embrione è una persona (nell'evidente tentativo di
arrivare ad abrogare la legge sull'aborto), dall'altro si autorizza ciò
che questa stessa legge definisce come un crimine. Perché? Semplice:
perché nessuno che aspiri a governare questa società può dichiararsi
contrario alla procreazione artificialmente assistita, dal momento che si
tratta di un gigantesco programma di ricerca e di un altrettanto
gigantesco mercato. "Piuttosto che buttare nella spazzatura gli embrioni
in sovrannumero, perché non li congeliamo per la ricerca?" chiedono con
rigore filosofico i sostenitori del referendum, al fine di legalizzare la
sperimentazione sulle cellule staminali e la clonazione terapeutica. Ciò
che entrambi questi cavalieri del Progresso tacciono è che siamo di fronte
ad un assoggettamento che trasforma il corpo umano in una semplice unità
produttiva, ad un progetto di controllo sui processi vitali della specie
umana - in breve, alla creazione di un essere artificiale.

Il desiderio degli uomini di superare i limiti che la natura impone loro
fornisce un campo infinito per fare mercato delle loro aspirazioni.

Abituati ad una catastrofe scientificamente amministrata, allevati in un
mondo di merci, troviamo ormai scontato che un apparato tecnologico
soddisfi il desiderio di avere dei bambini. Invece di interrogarci sulle
cause reali di una sterilità sempre più diffusa, ci affidiamo
religiosamente agli scienziati della vita. Invece di affrontare umanamente
un problema umano - capendo che l'impossibilità di avere figli non fa di
una donna un essere inferiore, come invece sostiene una martellante
Propaganda insieme cattolica e scientista -, si cerca di adattare il corpo
alla tecnica, il vivente alla macchina, l'organico all'inorganico. Non
potendo cambiare il "migliore dei mondi possibili", si cambia la specie.
In questo progresso nella sottomissione, siamo espropriati di tutto,
persino delle nostre facoltà biologiche. Quanto alla nostra libertà, cosa
ne rimane quando simili problemi vengono sottratti a qualsiasi dibattito
sociale e riservati unicamente agli specialisti o a qualche referendum
degno di un quiz televisivo?

Tra il NO del regressivo oscurantismo clericale e il SÌ del progressivo
oscurantismo scientista, in gioco non è affatto il se, ma soltanto il
come. L´esistenza di un processo scientifico totalitario non è oggetto di
scelta. La parte riservata al cittadino-elettore, questo essere
democraticamente modificato, è infatti sempre la stessa: mettere la
crocetta a partita conclusa, ovvero rivendicare come diritto ciò che
l´alienazione industriale ha già trasformato in fatto. Così, in queste
funeste nozze tra esigenze del dominio e richiesta dei dominati, ciò che
la tecnica rende possibile diventa poi desiderabile, quindi si deve fare:
se sono sterile devo rimediare, se ho il ciclo durante il periodo di
vacanza devo rimandarlo a tempi più opportuni, se non ho il corpo alla
moda devo rimodellarlo chirurgicamente, se non faccio carriera devo
individuare il gene malato e sostituirlo.

Riporre ancora fiducia in un apparato di conoscenze in serie che produce
disastri in serie non assomiglia forse a una vera e propria superstizione
moderna? Dopo Hiroshima, dopo Seveso, dopo Chernobyl, dopo la "mucca
pazza", dopo gli OGM, dovremmo capire che in questo mondo-laboratorio
abbiamo tutti il ruolo di prigionieri, di cavie, di macchine. Che l´unica
scelta è quella di attaccare le basi stesse dell´addomesticamento, con i
suoi apprendisti stregoni e le sue nefaste promesse.

Prima che alla nascita in provetta segua solo la morte nel carcere sociale.


alcuni nemici del migliore dei mondi


dalla mailing list di Contropotere

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