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(it) Israele-Palestina: Grande manifestazione congiunta a Bil'in (en)

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Date Sun, 1 May 2005 17:12:33 +0200 (CEST)


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28.04.05
Alle manifestazioni quasi quotidiane degli abitanti di Bil'in insieme
agli Anarchici Contro il Muro durante gli ultimi due mesi, si è aggiunta
oggi una manifestazione particolarmente grande. Il comitato di base del
paese ha chiesto aiuti in termini di partecipazione ai villaggi vicini e
alla città di Ramalla. Da parte israeliana, gli anarchici si sono
appellati alle organizzazioni radicali israeliane perché si unissero
nella "Coalizione Contro il Muro". Dopo una settimana intensa di
preparazioni, ci siamo tutti trovati insieme per convergere sulla regione
dov'è situato Bil'in, con pullman e macchine, diversi centinaia di
attivisti da Gerusalemme, Haifa e Tel Aviv. Eravamo preparati con più
tattiche per girare i posti di blocco che lo Stato israeliano avrebbe
sicuramente disposto, come fanno di solito. Invece stavolta non ce
n'erano. Abbiamo successivamente scoperto perché non hanno nemmeno
tentato di impedire il nostro arrivo a Bil'in.

Siamo arrivati nella regione attraverso le strade larghe e moderne che
usano i coloni israeliani, ma anche attraverso le strade rotte e bloccati
dai rifiuti in certe parti che sono quelle riservate ai palestinesi.
L'ultimo tratto di strada l'abbiamo dovuto fare con "un ponte di taxi",
gli unici veicoli capace a percorrere una strada del genere.

Sul nostro arrivo al centro del villaggio di Bil'in, la gente ci ha
accolto con simpatia e abbiamo socializzato per un po' di tempo, tutti
insieme. Sui marciapiedi, gli abitanti hanno allestito una sorta di
mostra. On entrambi i lati della strada centrale c'erano dei grandi
lettere che insieme dicevano "NO AL MURO DELLA SEPARAZIONE". Tra le
lettere c'erano delle collezioni di munizioni nemici: vecchi bombole di
gas lacrimogeno, i resti di alcune granate ad urto e granate di
lacrimogeni, c'erano anche degli scritti formati con i proiettili
ricoperti di gomma.

Una volta tutti i partecipanti sono arrivati (inclusi gli israeliani e i
giornalisti anche di al-Jazeera), abbiamo cominciato il corteo verso il
percorso del recinto dove le ruspe stanno lavorando sulla terra
confiscata dai palestinesi di Bil'in. Durante la marcia, il portavoce del
villaggio ha chiesto che gli anarchici e gli internazionali si fossero
trasferiti in testa al corteo.

Così abbiamo camminato, accompagnati dai ritmi di un tamburo e qualche
slogan, molti di noi all'ombra di una bandiera palestinese di dimensioni
gigantesche - 50 metri per 6 -, fino ad arrivare a circa un kilometro dal
cantiere. Ed è qui dove è iniziato il confronto. I militari cercavano di
bloccarci la strada con una catena umana e i modi non tanto gentili, ma
comunque senza l'uso di manganelli o comportamenti selvatici.

Un centinaio di noi abbiamo spezzato la prima linea dei militari, girando
intorno a loro e passando tra gli ulivi nei campi. Il resto dei
partecipanti è rimasto bloccato dai militari con l'uso di gas lacrimogeni
e, per la prima volta nella storia di queste proteste, dei proiettili di
plastica (dicono che sono meno letali dei soliti proiettili di metallo
ricoperti di gomma).

Il nostro gruppo, composto di palestinesi, israeliani (per lo più
anarchici), internazionali e addirittura qualche "vip" (palestinesi
d'israele membri del parlamento israeliano e alcuni membri del parlamento
palestinese), è rimasto bloccato a 50 metri dal cantiere.

Durante l'ingaggio, "l'arma segreta" dello Stato israeliano è stato
rivelato: alcuni membri delle unità di soppressione di sommosse nelle
carceri, travestiti da manifestanti, hanno cercato di provocare uno
scontro violento con l'esercito israeliano e la polizia che avrebbe
giustificato una dura repressione della manifestazione. Tuttavia, dal
momento che la manifestazione era bene organizzata, queste persone sono
state immediatamente avvicinate dai rappresentanti del comitato di
sicurezza del villaggio. In questo modo sono stati smascherati come
provocatori esterni. Ma dopo un periodo di riposo, si sono rimessi le
loro maschere e hanno arrestato due palestinesi.

Il nostro gruppo di un centinaia di manifestanti è riuscito a tirare
fuori una sorte di pareggio con i militari. Ma l'esercito è riuscito ad
impedirci di raggiungere la parte principale della manifestazione, pur
senza avere ricorso ai mezzi violenti.

Dopo più di un'ora, è diventato chiaro che non saremmo riusciti a rompere
le righe dei militari ed impedire i lavori di costruzione delle ruspe. E'
iniziato una trattativa per cercare di far liberare i due palestinesi
arrestati in cambio di un arretramento di un kilometro da parte nostra.
Durante questa trattiva, due israeliani si sono fatti arrestare in
solidarietà con i palestinesi.

Ad un certo punto, un alto ufficiale ha promesso di rilasciare tutti e
quattro 15 minuti dopo la nostra ritirata. Ci siamo ritirati senza grandi
speranze che avrebbe onorato la promessa fatta... e infatti così è stato.

Una seconda ondata di manifestanti verso il cantiere è fallito anche a
causa della stanchezza da parte dei manifestanti e l'uso intensivo dei
gas lacrimogeni. Ci siamo raggruppati di nuovo ad un kilometro di
distanza. Undici manifestanti hanno deciso di aumentare il numero degli
arresti in solidarietà con i compagni già arrestati. Hanno sfidato i
lacrimogeni, raggiungendo le posizioni dei militari accanto al cantiere,
ma non sono riusciti. L'esercito ne ha arrestato solo due - troppi
arresti di israeliani non fa bene al loro immagine nei media!

Comunque, 3 ore dopo l'inizio della manifestazione abbiamo cominciato a
dirigerci verso il villaggio e da lì verso casa.

Durante la manifestazione e ancora dopo, tutti imedia del paese hanno
trasmesso immagini, filmati e servizi sugli eventi, incluso i principali
telegiornali. I media parlono di 300 israeliani e 700 palestinesi che
partecipavano e hanno fatto menzione anche della nuova tecnica usato,
dando però una falsa spiegazione dell'impiego di agenti travestiti per
giustificare la fallita provocazione con lanci di sassi: dicevano che gli
agenti erano costretti a lanciare sassi per proteggere le loro
identità... (Purtroppo per loro, aver lanciato sassi quando non lo
facevano i manifestanti è stato proprio quello che li ha smascherati).

Ore 22,40: aggiornamento - i quattro israeliani arrestati sono stati
rilasciati. i due palestinesi erano detenuti nella caserma militare di
Ofer. Gli attivisti israeliani stanno attualmente denunciando formalmente
le azioni dei provocatori in borghese e lasciando anche delle
dichiarazioni riguardo alle accuse false contro i due palestinesi.

Ilan


traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali
http://www.fdca.it/wall





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