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(it) Spagna: Comunicato della CGT - Manifesto per il Primo Maggio (ca)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sun, 1 May 2005 10:08:13 +0200 (CEST)


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Gira il mondo e dopo un anno ci ritroviamo davanti ad un altro Primo
Maggio, la data che alcuni chiamano la "festa del lavoro" anche se la
grande maggioranza ha poco da festeggiare data la evoluzione delle nostre
condizioni lavorativi. Ma si dimentica così il motivo storico di questa
giornata rivendicativa, l'assassinio di lavoratori anarcosindacalisti nel
1887 per aver manifestato a Chicago per la giornata di 8 ore.
E sono troppi anni che, quando ogni Primo Maggio facciamo un bilancio,
l'unica cosa che possiamo constatare sono le regressioni in materia dei
diritti lavorativi e sociali che il neoliberismo rampante, attraverso i
suoi strumenti (Governo, padronato, "sindacati" amici...) ci impone.

Si sa che il capitale ha un motto: "Si deve smantellare il welfare e
farlo appena possibile". Un welfare che è arrivato tardi in questo paese
ed è rimasto fatto a metà. Il capitalismo ha bisogno di crescere,
crescere sempre e di non fermarsi mai. I profitti delle imprese devono
aumentare ogni anno e se non si batte un nuovo traguardo in ogni
esercizio, il mondo imprenditoriale entra in crisi e con esso tutto il
sistema. Mentre i profitti delle prime imprese del paese sono aumentati
del 30-40% in quest'ultimo anno, hanno continuato ad eliminare i diritti
lavorativi che solo loro ritengono essere ostacoli alla vorace necessità
di aumentare la produttività e di convertire gli stessi lavoratori in
consumatori compulsivi che comprano a prezzo d'oro con dei salari da
ridere quel che loro stessi producono.

La flessibilità del "mercato" del lavoro e la conseguente precarietà del
lavoro, la delocalizzazione delle imprese, gli incidenti sul lavoro, le
agenzie per il lavoro in affitto, le privatizzazioni e i subappalti...
tutte queste miserie che infettano il mondo del lavoro sono le
conseguenze dirette del neoliberismo e della sua competitività ad
oltranza.

Il recente accordo sulla Trattativa Collettiva firmato tra i padroni e i
sindacati concertativi è un ottimo esempio di quello che abbiamo detto.
L'accordo prevede la "moderazione salariale", che significherà una nuova
perdita di potere di acquisto per i salariati. E in cambio di cosa? Di
qualcosa che non si avrà comunque: la stabilità lavorativa. Ma anche di
qualcosa di sicuro: il mantenimento dello "stato" di privilegio dei
sindacati firmatari.

La mazzata che vedranno i nostri interessi verrà, senza alcun dubbio,
dalla NUOVA RIFORMA DEL LAVORO che questi stessi attori hanno già
cominciato a trattare con il Governo e che, con il presunto obiettivo di
ridurre la temporalità, attacherà la contrattazione indefinita in cambio
di una facilitazione nei licenziamenti.

E come se questo non bastasse, dall'Europa dei capitalisti pretendono
imporci due nuove direttive regressive: quella conosciuta come la
Bolkestein, che consentirà di delocalizzare i diritti lavorativi e il
personale senza la necessità di muoversi geograficamente, e un'altra
sugli orari di lavoro, volta ad aumentare la massima settimanale a 64
ore.

La CGT chiede, e vede come un fatto imprescindibile, un cambiamento di
questa situazione.

Ai lavoratori serve un sindacalismo rivendicativo, che non venga
utilizzato come appoggio al capitale per perpetuare le sue ingiustizie.
Un sindacalismo coraggioso, che non deve difendere i privilegi
dell'organizzazione nelle trattative e la cui unica meta sia di
ricuperare per i lavoratori la loro voce, il grido della loro dignità di
fronte a coloro che l'hanno voluto invece soffocare.

Il modello sindacale della CGT, nel quale le decisioni finali vengono
prese dalla base, deve sostituire le burocrazie sindacali e gli
"esecutivi" formati dai professionisti del sindacalismo.

Noi della Confederación General del Trabajo, con le nostre idee e con un
impulso rinnovato ogni giorno a favore dei sogni dei nostri militanti, e
con l'esperienza di una storia che ci ha reso decisivi nei momenti
difficili, crediamo che sia giunto il momento in cui il modello
anarcosindacalista, il nostro modello, ci dà nuovamente l'iniziativa
nella lotta quotidiana per le nostre condizioni di vita. Nella società e
nel lavoro.


Confederación General del Trabajo - CGT - Spagna

http://www.cgt.es
http://www.rojoynegro.info

traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali


Da: "CGT Internacional" <sp-f.internacional@cgt.es>




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