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(it) USA: Volantino/Comunicato della NEFAC contro la guerra (en)

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Date Wed, 30 Mar 2005 11:21:04 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Il seguente volantino è stato distribuito in circa 1000 copie durante la
manifestazione di massa contro la guerra di sabato 26 marzo a New York
City ed anche il giorno prima a cura dell'Open City Collective.
* * * * *
Gli anarchici dicono: BASTA CON LA GUERRA! BASTA CON LO STATO!
Comunicato della Northeastern Federation of Anarchist-Communists
CONTRO L'IMPERIALISMO! Gran parte dei liberali pensano che, sebbene fosse
sbagliato invadere l'Irak, ora che gli USA hanno creato disastri su
disastri in quel paese uccidendo migliaia di persone, essi hanno la
grande responsabilità di restare per restaurare l'ordine e ricostruire le
infrastrutture distrutte. Ma questo punto di vista non è che una
giustificazione per continuare l'imposizione del dominio USA. Lo Stato
imperialista degli Stati Uniti d'America, che ha usato il crimine dell'11
settembre per giustificare questa guerra in nome del potere, della
ricchezza e del petrolio, non farà altro che perseguire il proprio
interesse per i propri profitti. Né il governo USA né qualsiasi altro
governo aiuterà il popolo iracheno a conquistarsi vera democrazia e
libertà. Gli Stati Uniti devono ritirarsi immediatamente ed
incondizionatamente sia dall'Irak che dall'Afghanistan. Ci sono altri
liberali i quali chiedono che l'occupazione dell'Iraq sia amministrata
dalla NATO o dalle Nazioni Unite. Ma queste ultime non sono altro che
coalizioni di governi imperialisti con motivazioni simili a quelle degli
Stati Uniti, cioè ottenere vantaggi economici e controllare politicamente
la regione. L'occupazione dell'Irak da parte di più eserciti stranieri
significa che il popolo iracheno continuerà ad essere ucciso e
minacciato, che le sue risorse verranno depredate, che il suo futuro sarà
nelle mani di altri.

CONTRO LA LEVA ED IL RECLUTAMENTO! La tendenza dell'opinione pubblica
statunitense è cambiata. I soldati USA e le loro famiglie si oppongono
giustamente all'occupazione con un numero di soldati sempre crescente.
Gli studenti ed i loro genitori hanno dato vita ad un movimento contro il
reclutamento. Il ripristino della leva obbligatoria deve essere il
prossimo obiettivo principale dell'opposizione pubblica nel paese.
Bisogna mettere fine all'iscrizione obbligatoria alla leva. Il ritiro
delle truppe deve iniziare immediatamente.

CONTRO LA POLITICA ELETTORALE! I dirigenti del movimento contro la guerra
continuano a sostenere che occorre eleggere politici dei Democratici o di
un terzo partito, convinti dell'idea che si tratti di politici "buoni" in
grado di fermare la guerra. Ma i Democratici, al pari dei Repubblicani,
sono un partito ugualmente favorevole alla guerra ed alla ricchezza. E'
solo attraverso la lotta di massa, al di fuori e contro lo Stato, che
possiamo riuscire a fermare questa guerra. Il nostro scopo deve essere
quello di usare quel potere unico strategico che è il potere dei
lavoratori e delle lavoratrici tramite scioperi politici contro la
guerra.

Tutte le conquiste popolari sono state vinte al di fuori del sistema
elettorale. Il riconoscimento dei sindacati fu vinto negli anni '30 dopo
scioperi e presidi di massa ed illegali nelle maggiori industrie. La
segregazione razziale e legale degli americani-africani venne sconfitta
con la disubbedienza civile. Le leggi antirazziali per le azioni positive
furono ottenute con le ribellioni nelle città. I diritti delle donne
furono ottenuti con le manifestazioni di massa. Il movimento per i
diritti dei gay iniziò con la Stonewall Rebellion. La lotta contro la
guerra USA in Vietnam fu vinta dalla resistenza armata del popolo
vietnamita e, negli USA, da manifestazioni di massa legali ed illegali,
da scioperi nelle università, dalle diserzioni di massa, e da un quasi
ammutinamento nell'esercito, che contribuì peraltro alla fine della leva.

LA RIVOLUZIONE SOCIALE! La guerra e gli altri mali della società sono
prodotti da un pessimo sistema sociale. Non è colpa delle cattive
politiche di politici incapaci. Al cuore del sistema c'è il capitalismo,
per cui pochi ricchi si impadroniscono della maggior parte della
ricchezza prodotta da tutti gli altri. Questo sistema di classe sostiene
ed è sostenuto da tutte le altre forme di oppressione sociale, come pure
lo sfruttamento dei paesi più poveri. A tenere insieme il tutto è lo
Stato-nazione, quella cricca speciale di polizia, esercito, burocrati,
politici, lobbisti ed altri che governano su tutti gli altri. Lo
Stato-nazione è una remunerativa macchina da guerra al servizio dei
ricchi. Senza le guerre, senza i costi delle guerre e delle ricostruzioni
post-belliche -in passato, nel presente e in futuro- non ci sarebbe
alcuna necessità dello Stato-nazione. Per mettere fine a tutte le guerre,
dobbiamo mettere fine a tutti gli Stati.

QUESTA E' LA NEFAC! La North-Eastern Federation of Anarchist-Communists è
un'organizzazione bilingue (francese ed inglese) di anarchici della
regione nord-orientale del Nord America, che si identifica con la
tradizione rivoluzionaria e classista all'interno dell'anarchismo. Al
posto dello Stato vogliamo una federazione di associazioni democratiche
federate. Al posto del capitalismo vogliamo una federazione di luoghi di
lavoro autogestiti, di comuni, di associazioni. Per realizzare una tale
società, dobbiamo mettere fine al patriarcato, alla supremazia dei
bianchi ed alla dominazione di classe; abbattere il potere dello Stato;
espropriare la ricchezza dei ricchi; abolire il sistema salariale e
l'economia di mercato; socializzare i mezzi di produzione e di
distribuzione per il bene di tutta la società. Questo vuol dire
nient'altro che la rivoluzione sociale, la quale può solo scaturire dai
movimenti sociali autonomi e dalla auto-organizzazione rivoluzionaria
della classe lavoratrice. Ci opponiamo a tutti gli elitari, le
avanguardie e le tendenze autoritarie all'interno del movimento contro la
guerra e di altri movimenti progressisti.

NEFAC
http://www.nefac.net
opencity@nefac.net
P.O. Box 250-159,
Columbia University Station,
New York,
New York 10025

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali
http://www.fdca.it






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