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(it) FdCA - Bollettino Sindacale, no.5: Settore scuola

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 15 Mar 2005 18:32:17 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Quadro di insieme:
Il settore scuola è attualmente alle prese con 3 questioni di natura
legislativa e sindacale con numerosi nodi di intersecazione reciproca. La
Riforma Moratti (L.53/03; Dlgs. 59/04):
Lasciando ad altra trattazione gli aspetti di natura strettamente
pedagogico-didattica, vanno invece qui evidenziate alcune rilevanze: 1.
gli effetti sulla riduzione della spesa tramite il taglio degli organici
e la ristrutturazione gerarchica dell'organizzazione del lavoro nelle
singole scuole;
2. la conseguente contrazione del tempo-scuola, con l'introduzione di
insegnamenti opzionali e facoltativi a scelta delle famiglie, quale
corridoio di accelerazione verso la mercificazione delle proposte
formative della scuola della repubblica;

3. il declino della scuola della repubblica come istituzione dedicata
alla formazione, in presenza del proporsi e realizzarsi dei luoghi della
produzione capitalistica come luoghi in cui si esplica la formazione
stessa.


Il federalismo ed il ddl sullo stato giuridico

L'attribuzione alle Regioni del potere di organizzazione in materia di
istruzione conferma la tendenza dello Stato a devolvere a livello
periferico la responsabilità e la gestione della scuola, trasformandone
così la natura di istituzione universalistica in servizio regionale
regolato da criteri di sussidiarietà ed economicità. Che i lavoratori
della scuola diventeranno progressivamente prima dipendenti delle Regioni
e poi delle singole istituzioni scolastiche è cosa del tutto coerente con
il quadro legislativo introdotto dalla riforma del Titolo V della
Costituzione e dalla devoluzione di ispirazione leghista.

Si interseca strettamente con quanto detto il ddl giacente in Parlamento
a firma Napoli-Santulli, rispettivamente deputati di AN e FI, con cui
viene istituito l'albo dei docenti, il reclutamento a livello di singola
istituzione scolastica, la ristrutturazione delle carriere, la
de-sindacalizzazione e la de-contrattualizzazione della carriera e della
rappresentanza.

L'interazione di questi elementi del quadro legislativo avrebbe un
effetto di accelerazione sul processo di privatizzazione del rapporto di
lavoro e sul processo di formazione delle giovani generazioni,
subordinando entrambi a restrizioni della libertà di
insegnamento/apprendimento ed a variabili legate al committente politico,
religioso, economico interessato ad investire/estrarre profitti dalla
scuola.


Il contratto

Manca un anno alla scadenza del quadriennio giuridico, mentre il biennio
economico è scaduto il 31 dicembre 2003. Tutto il 2004 è stato impegnato
in una estenuante trattativa sulle ricadute della Riforma Moratti a
livello contrattuale per effetto dell'art.43 del CCNL. Gli esiti di
questa trattativa sono certamente pregiudizievoli dell'impostazione del
prossimo CCNL giuridico e la situazione di stallo deriva dalla mancanza
di un compromesso onorevole per la parte datoriale ARAN e per quella
sindacale (confederali + autonomi) più che da un braccio di ferro frutto
di contrapposizione netta ed irriducibile a mediazioni al ribasso.
L'insufficienza delle risorse nella Finanziaria 2005, sia a fronte
dell'applicazione della Riforma che delle esigenze poste dal rinnovo
contrattuale, è il pretesto dello stallo, in attesa dell'intervento di
qualche ministro (come Fini nel 2003) pronto a garantire fantomatiche
risorse virtuali.
Tra la richiesta sindacale (8%) e l'offerta governativa (4,3%),
considerati tutti i calcoli sui tassi di inflazione
programmata/statistica/differenziale, verrà trovato il compromesso,
probabilmente ancora una volta a danno del salario-base per privilegiare
il salario accessorio, connesso al proliferare di ruoli e figure sempre
più gerarchiche all'interno della Riforma.



I lavoratori; i sindacati

Raramente si era vista in passato una generosità di lotta e di
mobilitazione da parte dei lavoratori della scuola, come quella che si è
manifestata tra scioperi e cortei, negli ultimi 4 anni. Senza badare
spesso a chi indiceva lo sciopero -se sindacato di base o della triplice-
i lavoratori della scuola hanno espresso chiaramente la loro contrarietà
alla Riforma Moratti, ricorrendo anche a forme di auto-organizzazione
quali i comitati di difesa della scuola pubblica, in cooperazione con le
famiglie.

Il mito della "spallata" per buttare giù il governo o una legge, ha
favorito uno spostamento di consenso e di impegno dei lavoratori verso i
sindacati concertativi Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda ed in particolare la
Cgil, sguarnendo così i cantieri per la costruzione di una opposizione
sindacale di base che si erano aperti durante il governo del
centro-sinistra e nel primo anno di governo Berlusconi, di fronte
all'inerzia dei sindacati tradizionali. Il consenso ricevuto da questi
ultimi nelle ultime elezioni delle RSU nel 2003 ne è la conferma, anche
se, si fosse votato nel 2004, probabilmente avremmo avuto una tenuta
migliore dei sindacati di base, viste le ambiguità dei sindacati
concertativi nella trattativa con l'Aran. Consapevoli del rinnovato
controllo sulla categoria, i 5 concertativi hanno lanciato la campagna
per il fondo pensione Espero, di cui sono gestori, in piena sintonia con
l'approvazione della riforma delle pensioni del governo della CdL. Si
tratta di un passaggio delicato, che distrugge la percezione della
pensione come fatto collettivo per farne un'aspettativa frutto di
investimento finanziario individuale e che dovrà perciò essere affrontato
in categoria con un'opposizione contraddistinta da chiarezza di
controinformazione e senso di responsabilità sulle scelte individuali.

Il sindacalismo di base della scuola, pur contando su numeri e potenziale
non trascurabili rispetto alla sindacalizzazione media della categoria,
non è in grado di porsi come alternativa globale credibile, riuscendo a
raccogliere consensi a livello locale e di rsu solo dove è organizzato.
Spontaneismo da un lato, ideologismo dall'altra, totale incapacità e
nolontà a darsi almeno strutture di coordinamento ed una piattaforma
unitaria di lotta, sono i limiti e le carenze che impediscono ai
litigiosi sindacati di base della scuola di poter raggiungere livelli di
rappresentanza qualitativa e quantitativa tali da porsi come soggetto
interlocutore ed affidabile per la categoria.
Ciononostante, il loro ruolo è importante specialmente a livello locale,
laddove il sindacalismo concertativo rinuncia alla lotta o addirittura la
spegne, laddove occorre dare punti di riferimento ad attivisti sindacali
disorientati e delusi; ma sarà ugualmente importante per riorganizzare le
lotte, se e quando il sindacalismo concertativo tornerà ad essere cinghia
di un eventuale governo di centro-sinistra.



Il ruolo degli attivisti sindacali anarchici e libertari

Indipendentemente dalle organizzazioni sindacali in cui militano è
compito degli attivisti sindacali anarchici e libertari battersi perché
nei luoghi di lavoro l'attività sindacale si svolga nel modo più
democratico possibile per coinvolgere iscritti e lavoratori nelle
decisioni di natura contrattuale, di lotta e mobilitazione. La stessa
cosa è auspicabile all'interno dei sindacati di appartenenza. La
battaglia salariale torna ad essere prioritaria, sia sul piano del
salario diretto che di quello indiretto e differito e si interseca con la
lotta a tutte le forme di gerachicizzazione salariale nei luoghi di
lavoro ed a tutte le forme di fondi pensione, chiusi o aperti che siano,
per difendere il sistema di pensioni pubblico. Sempre nei luoghi di
lavoro occorre sviluppare controinformazione e lotte contro la riforma
dello stato giuridico e la de-sindacalizzazione e contro e le ricadute
verticistiche della Riforma Moratti.

Ma anche a livello territoriale occorre promuovere coordinamenti
intersindacali, aggregazioni orizzontali per difendere la scuola della
repubblica come istituzione bene della collettività, promovendo comitati
misti studenti-genitori-docenti, aprendo le sedi sindacali di base
all'auto-organizzazione studentesca, sviluppando una vertenzialità sul
territorio contro Enti Locali afflitti da riformismo morattiano precoce o
da federalismo coatto.

Gennaio 2005

Commissione Sindacale FdCA - (settore scuola)

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Bollettino Sindacale n.5
Disponibile in formato scaricabile PDF
sul sito della Federazione
http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>




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