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(it) Umanità Nova, n.7: Non ci sono poteri buoni. Dalla Gran Bretagna al Brasile: arbitrio e repressione

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Date Sun, 6 Mar 2005 18:15:38 +0100 (CET)


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In GB una proposta di legge per imprigionare, dietro segnalazione del
Ministero dell'Interno, i "sospetti" che nessun tribunale potrebbe
incarcerare. In Brasile sgombero violento con morti e feriti di 15.000
senza casa poi rinchiusi in tre stadi
A chi ancora si ostina a credere che esistano poteri buoni, oppure se non
proprio buoni comunque molto migliori di quelli "cattivi", il duro
contatto con la realtà riserva, purtroppo, amare sorprese. E, visti i
tempi che corrono, queste amare sorprese sono sempre più frequenti. Anche
là dove meno ce lo si aspetterebbe!
Come si sa, l'Inghilterra è la patria dei diritti civili, la terra dove
già secoli orsono il rispetto del singolo e delle sue libertà era, a
confronto con tutti gli altri paesi, semplicemente inimmaginabile. E dove
un'opinione pubblica consapevole della propria capacità di "vigilanza"
sugli atti del potere poteva bilanciare, e qualche volta anche
ostacolare, l'arroganza dei potenti. Secondo logica, quindi, verrebbe da
pensare che oggi, con un governo laburista, quindi di tradizione
socialista, forte come non mai al punto da non dover tenere in cale
l'opposizione, i diritti dei cittadini, e soprattutto quelli fondamentali
dei ceti e delle classi più deboli, questi diritti, dicevamo, siano più
salvaguardati e protetti che mai. E il bel faccione aperto e sorridente
di Blair dovrebbe esserne il sigillo.

Leggiamo, invece, che per solleticare gli umori più reazionari e
irrazionali del paese, il governo laburista si sta apprestando a varare
nuove leggi di ordine pubblico. Leggi che, facendo strame anche del più
innocuo garantismo, concedono alla polizia poteri straordinari di
controllo e repressione per una lunga serie di reati. Se questi eventuali
reati sono poi commessi da extra comunitari o da cittadini britannici di
fede mussulmana, i poteri assoluti della polizia sono ancora più
accentuati. Il tutto, naturalmente, in nome di quella benedetta lotta al
terrorismo dalla quale, un po' ovunque, si trae pretesto per "migliorare"
gli strumenti di controllo su ogni forma di devianza o dissidenza. E se
qualcuno volesse insinuare che, da buoni anarchici, siamo inclini ad
esagerare le nefandezze del potere (ma il potere è talmente nefando di
suo, che non c'è bisogno di esagerare), si prenda questa dichiarazione di
Lord Scott, uno dei giudici della corte costituzionale che, per il
momento, si oppone al progetto di legge laburista: "Quando uno Stato può
incarcerare un indiziato senza mostrargli le prove a suo carico, si apre
un incubo che pone il Regno unito al fianco delle peggiori dittature del
passato".

Vabbè, ma questo è Blair, quello pappa e ciccia con quell'altro genio di
Bush, colui che non ci ha pensato due volte a mandare la Royal Army a
esportare la democrazia in Iraq, con la scusa delle armi di distruzione
di massa! E che già da un pezzo sta facendo di tutto per togliere al
laburismo britannico quel poco di credibilità che gli era rimasto.
Fortunatamente mica tutti, a sinistra, sono come lui. Sparsa per il mondo
c'è anche gente onesta, credibile, che viene dalla gavetta e che si
sforza di mantenere e mettere in pratica, una volta conquistato il
potere, quei buoni principi di fratellanza, solidarietà e uguaglianza,
che gli hanno permesso di essere eletto!

E infatti...

Passiamo in Brasile. Nel grande Brasile democratico, finalmente governato
da un presidente, Lula Da Silva, sul cui passato di militante sempre
dalla parte dei poveri e degli sfruttati non c'è nulla da eccepire.
Eppure di nefandezze del potere, anche in questa parte del mondo, ne
troviamo a iosa. Come questa, l'ultima: la repressione feroce, ordinata
dal governatore di Goias e compagno di partito di Lula, tale Marconi
Perillo, contro le migliaia di disgraziati, gente affamata e senza casa,
che occupavano "abusivamente" terre private appartenenti ai ricchi
proprietari della città di Goiana. Decine di morti e dispersi come
risultato del democratico intervento della polizia fra le baracche di
Sohno Real, decine di morti e dispersi colpevoli di aver creduto alle
promesse demagogiche di un governo che si diceva interessato a trovare un
rimedio alla loro disgraziata povertà. Decine di morti e dispersi a
difesa dei proprietari terrieri e della loro libertà di godere delle
proprie ricchezze. Che sia questo il significato da dare, oggi, al
vecchio motto Tierra y Libertad?

Cosa pensare? Che il buon vecchio Lula, responsabile oggettivamente, come
il suo governatore, di questa ennesima strage, sia diventato un
reazionario e abbia cambiato testa? O invece che anche lui, se pretende
di governare sulla base di una delega concessagli dalla cosiddetta
volontà popolare, si trova inevitabilmente, come chiunque al suo posto,
nella necessità di difendere non gli interessi degli sfruttati nel cui
nome ha costruito la propria credibilità (e fortuna), ma quelli di chi
vuole che il potere sia sempre uno strumento di repressione al servizio
dei potenti.

Saremo noiosi, saremo monotoni e con poca fantasia, ma non è colpa nostra
se ogni giorno ci vengono offerti nuovi argomenti per ricordare, anche
alle tante anime candide del mondo solidale, che di poteri buoni, piaccia
o non piaccia, proprio non ne esistono. E che, come diceva quel tale,
l'unico potere buono è quello che non esiste.

Massimo Ortalli


Da Umanità Nova, numero 7 del 27 febbraio 2005, Anno 85
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