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(it) Umanità Nova, n.23: Lame manganelli galera. Cariche al corteo antifascista a Torino - arrestati due anarchici

Date Mon, 27 Jun 2005 13:08:41 +0200 (CEST)


A Torino quel giorno era caldo, che caldo ma che caldo faceva? Eh, sì:
tanto tuonò che piovve?, potremmo anche dire. La manifestazione
antifascista di sabato 18 giugno a Torino era stata indetta per
sensibilizzare la cittadinanza sulle aggressioni fasciste e naziste che
negli ultimi mesi avevano colpito un po' ovunque in Italia e sabato 11
giugno anche a Torino, dove due occupanti del Barocchio erano stati
accoltellati da una squadraccia nel cuore della notte. Il presidio in P.za
Madama si trasforma in corteo spontaneo e vuole raggiungere il centro, per
dire forte che il fascismo è fuori dalla storia e che a Torino non c'è
spazio per i fascisti, teste rasate o in doppiopetto. Il pomeriggio è
afoso e si avanza con un percorso tortuoso, contrattando e imponendo ogni
metro ai questurini che hanno blindato la manifestazione. Curioso che le
sedi cittadine di fascisti e neonazisti siano protette giorno e notte da
auto di polizia o carabinieri, mentre un corteo antifascista venga isolato
dal resto della città, come se fosse lui il virus e non piuttosto al
contrario il fascismo strisciante e bavoso che ritorna, con il suo sodale
di sempre il clericalismo e i padroni che passan all'incasso. Fatto sta
che il corteo si muove, certo spinge, cerca di respirare, di prender aria,
insomma, qui si soffoca, in senso reale e metaforico. Giunto che fu in via
Po, il corteo non voleva saperne di rinunciare al palcoscenico di piazza
Castello, il cuore di Torino, non vuole farsi deviare, punta i piedi e?
patatrac, partono le mazzate e i manganelli.

Ma come, proprio qui? Sono ore che facciamo pigia pigia, un passo avanti e
uno di lato, e proprio qui devono caricare? Ma con tutti i posti che
c'erano proprio qui dovevano scatenarsi, con i portici e la gente del
sabato pomeriggio e tutto il resto? Fuggi fuggi generale, in fondo a via
Po due cestini e quattro sedie prendon fuoco in mezzo alla strada, un
autobus si ferma e fa scendere i passeggeri, per diventare, intatto, non
un vetro rotto né una gomma tagliata, lo sfondo a titoloni delle cronache
locali de La Stampa e La Repubblica del giorno dopo, quando si levano i
professionisti dell'infamia a spargere falsità e disinformazione. Ma prima
arrivan gli sbirri non solo a menare botte a destra e manca come loro
professione comanda, ma ad arrestare anche due manifestanti, un compagno
della FAI che si ferma ad aiutare una nostra simpatizzante caduta nella
fuga e sulla quale quei machi degli sbirri che come i fascisti non si
mettono mai meno di quattro o cinque stavan per scaricare una pioggia di
mazzate. E così si son presi Massimiliano. Tutta sera abbiam passato a
cercare di metterci in contatto con lui e con l'altro arrestato, Silvio ed
a sperare che li rilasciassero. Altri due fermati, tra cui la nostra
simpatizzante difesa da Massimiliano, sono stati in serata rilasciati.
Invece Silvio e Massimiliano sono stati portati in galera alle Vallette.
Passata la domenica in cui giornali e TG3 locale si son superati nel
spargere infamia, passa il lunedì per le dichiarazioni dei politici,
sbavanti quelli di AN, come loro solito, e "fermi nel condannare la
violenza da qualunque parte essa provenga" gli Ulivisti onnigovernanti
dopo le ultime amministrative in Comune, Provincia e Regione. Passavano le
ore e dell'udienza di convalida degli arresti nulla si sapeva. Intanto
qualcuno aveva notato che La Stampa e La Repubblica nelle ultime settimane
avevano più volte insistito sul pericolo che la lotta contro il TAV (Treno
ad Alta Velocità) Lione-Torino, contro la quale l'intera Val di Susa è da
anni mobilitata e la cui realizzazione subisce in questi giorni
un'accelerazione, degenerasse nella violenza. Ed ecco che proprio i due
giornali domenica 19 pubblicano i resoconti della manifestazione di sabato
con accanto box sulla lotta al TAV. Il 4 di giugno c'era stata
un'imponente manifestazione pacifica dei valsusini. L'11 le coltellate
fasciste. Il 18 la carica dei celerini i Via Po. Ma guarda guarda 'sti
giornalisti che preveggenza? Di articolo in articolo arriviamo a martedì
21 giugno, primo giorno d'estate 2005, ma che ci ricorderemo come un
giorno di merda. Perché non solo vengono convalidati gli arresti di
Massimiliano e Silvio, ma pure se li tengono in galera in custodia
cautelare! Ma checcazzo hanno fatto? Lesioni e resistenza? Ma andiamo,
nessuno sta dentro in custodia cautelare per accuse del genere? Il fatto è
che la questura ha messo su il solito banchetto ad uso e consumo di
giornali e TG sciorinando la solita mercanzia guasta di bastoni bulloni e
striscioni (non ridete: striscioni come corpi di reato??!). Sinceramente,
giacchè crediamo nel genere umano, pensavamo che dopo la figuraccia
rimediata a Genova con il falso taglio al giubbotto per giustificare
l'irruzione macellaia alla Diaz, funzionari fotografati con sacchetti di
moltov e rinvii a giudizio di sbirri assortiti per violenze bestiali,
calunnie e falsi in atti pubblici, alle questure di tutt'Italia fosse
stato fatto un corso di furbizia (almeno?). Ragazzi, siamo rimasti ancora
una volta delusi. Ci è toccato rivedere le solite scene, ma, quel che è
peggio, son riusciti a tenersi (per ora) Massimiliano e Silvio, giacchè un
capro espiatorio questa città disastrata da crisi FIAT, cantieri Olimpici
e TAV, questa città in cui durante le retate di immigrati ben quattro di
loro da gennaio son crepati affogati, caduti dai tetti, ammazzati da colpi
di pistola alla testa partiti per errore (già, questo succedete a Torino,
mica a Brixton o a L.A., non lo sapevate?), questa città questa provincia
questa regione tutta ulivista, questa città di Gramsci morto in un carcere
fascista (la sua casa diventerà un albergo di lusso per le Olimpiadi?), di
Gobetti ucciso dai postumi delle botte fasciste e, lasciatecelo dire, di
Pietro Ferrero segretario della FIOM massacrato dai fascisti nel '22,
aveva proprio bisogno di due antifascisti arrestati durante una
manifestazione come quella di sabato 18 giugno. Torino questi arresti se
li è un po' cercati, perché nella loro assurdità denunciassero e
smascherassero la crisi in corso di una città che ha la febbre terzana e
non sa dove andare a sbattere. Con una classe politica che si sta solo
spartendo i miliardi di Olimpiadi e TAV, con un tessuto sociale decomposto
dalla lunga estenuante crisi FIAT, con un tessuto urbano violentato da
colate di cemento buone sole per chi le getta.

Caro Massimiliano, volevamo dirti che su La Repubblica di domenica 19
giugno 2005, edizione di Torino, c'è la foto del tuo arresto. Sei
circondato da tre-quattro sbirri che ti portano via e sembri quasi
sorridere o così a noi piace pensarti, come quella foto di Una risata vi
seppellirà.

Cari Silvio e Massimiliano, tenete duro. Faremo di tutto per tirarvi fuori
prima possibile e restituirvi alla libertà per la quale manifestavate,
manifestavamo sabato. Faremo di tutto per restituirvi prima possibile a
quel mondo, a quella storia, di uomini liberi ed eguali a cui voi
appartenete, a cui noi tutti apparteniamo, senza stati né frontiere, senza
lager né galere.

si, emi, pap, cla, co, ma, mar, don, dav, rob, lor


Umanità Nova, numero 23 del 26 giugno 2005, Anno 85

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