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(it) Israele-Palestina: La lotta quotidiana contro il Muro - oggi a Beit Surik [en]

Date Tue, 7 Jun 2005 13:21:00 +0200 (CEST)


01 Jun 2005
Stamattina verso le 7,00 la gente di Beit Surik è andata alla terra del
villaggio per mettersi davanti alle ruspe che da ieri cercano di sradicare
gli ulivi per preparare il terreno per la costruzione del Muro che passerà
attraverso le terre del villaggio. Beit Surik spera ancora di ottenere una
ingiunzione che metterà fine alla costruzione, respingendo il percorso del
Muro vicino alla colonia di Har Adar in modo di proteggere gli oliveti del
villaggio, l'unico mezzo di sussistenza per molti. Negli ultimi giorni il
villaggio ha chiesto sostegno dagli attivisti internazionali e israeliani
[gli Anarchici Contro il Muro e altri ispirati da loro] per la campagna di
fermare la costruzione, in atteso di qualche notizia dai loro avvocati.

Ieri sono riusciti a fermare le ruspe dal distruggere gli oliveti. Alle
8,00 stamattina, dopo essere bloccato dai Magav [guardia di frontiera], un
gruppo di 9 attivisti israeliani si sono avvicinati al cantiere e sono
riusciti ad unirsi al gruppetto di persone piazzate davanti alle ruspe che
stava per sradicare un ulivo.

Da subito, il Magav ha dichiarato una zona militare chiusa, ma senza poter
produrre l'ordine. Quando la gente si è piazzata davanti alle ruspe, i
militari hanno trascinato, spinto e picchiato la gente per circa 20 metri.
Quando la ruspa ha percorso questi 20 metri, la scena si è ripetuta.

Il gruppo di manifestanti consisteva maggiormente in persone anziane, i
proprietari della terra, e qualche attivista israeliano. Un attivista è
stato portato via e chiuso dentro una jeep militare.

Due poliziotti a cavallo hanno avuto l'ordine di cavalcare in mezzo ad un
gruppo di persone sedute per terra, causando il ferimento di due uomini
anziani, che hanno anche perso la coscienza. Altre persone sono stati
colpiti alla testa dalle fruste dei poliziotti.

Il modo in cui il comandante del Magav, As'ad Atila, ha esplicitamente
ordinato ai suoi uomini di usare la massima forza, trascinare via i due
anziani e "rompere qualche ossa" è stato sentito dagli attivisti
israeliani. Uno dei 2 anziani è stato portato via in ambulanza poco dopo
che è stato trascinato per terra e picchiato. Più tardi, un militare del
Magav ha cercato di strozzare un altro anziano con il bastone di
quest'ultimo, che è stato portato via in ambulanza con la spalla lussato.

Così il Magav ha respinto i manifestanti per circa 2 ore, arrestando nel
processo un attivista israeliano. Alle 10,00 circa, As'ad Atila ha
annunciato di non avere un ordine di chiusura militare ma in quel momento
ha afferrato un terzo attivista israeliano, portandogli alle jeep.

Gli attivisti sono stati minacciati con frasi del tipo "Ti manderò in
ospedale" o "Ti manderò il naso dentro la testa". C'è stato qualche altro
tentativo di arrestare alcuni abitanti del villaggio, durante i quali i
manifestanti sono stati inseguiti a cavallo e calpestati. Il comandante,
vedendo che i suoi uomini trovavano esagerati gli ordini, è stato capace
di chiamare i propri uomini "delle femminucce per non aver picchiato
abbastanza i manifestanti e per non aver fatto il loro dovere".

Nel corso dei tafferugli, un manifestante che filmava gli eventi è stato
arrestato.

Verso le 11,00 il Magav ha finalmente tirato fuori l'ordine di chiusura
militare e gli attivisti arrestati sono stati liberati da un capitano
della guardia di frontiera.

Quasi subito, il Magav ha cominciato a sparare gas lacrimogeni verso un
gruppo di giovani che aveva iniziato un confronto in disparte. La
manifestazione principale era ormai composto di alcuni anziani sconvolti
che erano stati picchiati e che ora stavano in silenzio mentre guardavano
la destruzione dei loro ulivi.

Il Magav è arrivato al villaggio e cominciava un largo uso di proiettili
di gomma e lacrimogeni, mirando dentro le case. Due persone hanno perso la
coscienza dai lacrimogeni. Verso le 13,00 due giovani di 20 e 22 anni sono
stati feriti dai proiettili di gomma (uno al petto, l'altro alla schiena)
e sono stati ricoverati alla clinica Karmel di Biddu.

Alle 15,00 la situazione era oramai calma, ma i lavori proseguono.



traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
http://www.ainfos.ca/05/jun/ainfos00009.html

Per altri informazioni sull'attività di Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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