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(it) Sabato 4 giugno da Susa a Venaus grande manifestazione popolare anti TAV

Date Wed, 1 Jun 2005 14:34:21 +0200 (CEST)


Il corteo si terrà nella mattinata di sabato 4: appuntamento alle 9,30 a
cento metri dalla stazione ferroviaria di Susa: i compagni che
desiderassero partecipare da fuori Torino possono contattarci per
pernottare la sera prima se lo desiderano.
Per raggiungere Susa: treno da Torino oppure in auto l'autostrada del
Frejus (circa mezz'ora da Torino).
Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - ogni giovedì dalle 21,15
Per info: 011 857850 oppure 338 6594361
************

L'Alta Velocità ferroviaria, che già sta devastando ampi territori delle
penisola, si prepara a sbarcare in Val di Susa, un territorio già
attraversato da due strade nazionali, da una mostruosa autostrada e da una
linea ferroviaria internazionale.

In Valle, a fronte di imprese faraoniche come l'autostrada e il TAV, in
questi anni sono peggiorati i servizi alle persone. Le stazioni minori
hanno chiuso biglietterie e sale d'aspetto perché poco remunerative: così
i pendolari, studenti e lavoratori, aspettano il treno all'aperto in
estate come nei lunghi inverni. La città di Susa, dove c'è l'ospedale,
alcune scuole superiori ed altri servizi è collegata con una linea minore
che funziona poco e male. Se il Tav verrà realizzato la gente farà fatica
a raggiungere l'ospedale mentre dei razzi a trecento chilometri all'ora
sfrecceranno ogni cinque minuti rasenti alle case. La logica del profitto
non guarda in faccia nessuno.

Quella che si gioca in Valle di Susa non è solo una partita sull'ambiente
ma è anche una battaglia politica, economica e culturale in cui è in ballo
il destino delle trentacinquemila persone che l'abitano, che, di fronte
alla "fretta" della globalizzazione, non sono che piccoli ostacoli lungo
il "corridoio" destinato a collegare sempre più celermente Torino
all'Europa. Ma loro non ci stanno e nonostante l'Alta Velocità veda il
consenso sia del Polo che dell'Ulivo, nonostante gli enormi interessi in
ballo da oltre 10 anni continuano a battersi per le loro case, per la loro
salute, per il diritto dei loro figli a crescere in un ambiente sano.

Numerose manifestazioni, comizi, assemblee popolari hanno marcato in modo
inequivocabile l'opposizione della gran parte dei valligiani ad un
progetto destinato a portare solo inquinamento e distruzione. In questi
mesi le iniziative si stanno moltiplicando, perché a Venaus stanno per
partire i lavori per la galleria di servizio di nove km collegata alla due
"canne" principali di 52 chilometri. Le due gallerie, traforando la
montagna da Venaus a S. Jean de Maurienne, sono destinate a produrre danni
ambientali considerevoli (taglio delle falde, estrazione di materiali
pericolosi quali l'uranio e l'amianto, etc.). Si tratta, lo dicono con
"orgoglio" le stesse ditte che hanno vinto l'appalto per conto del General
Contractor LTF (Lyon Turin Ferroviarie), di realizzare una linea di
"pianura" (con pendenza non superiore al 12%) in montagna (la montagna in
questione è l'Ambin, 3.500 metri di altezza). Chi parla è gente con una
vasta esperienza in materia di devastazioni ambientali: l! a ditt
a che ha vinto l'appalto per la costruzione del tunnel di Venaus, la CMC,
una cooperativa rossa di Ravenna, ha già dimostrato la propria perizia nel
Mugello, dove è sotto processo per il taglio delle falde acquifere e per
il grave inquinamento causato dai lavori effettuati.

Ma in Valle la gente ha la testa dura: il percorso delle ruspe non sarà
certo agevole.

Di fronte alla devastazione annunciata del TAV, di fronte alla folle corsa
verso il profitto per i soliti pochi potenti la parola e l'iniziativa
tornano alla gente, alla gente della Valle ed a quella della città, a
quelli che in quest'angolo del Piemonte vogliono vivere e non correre, a
quelli che della Val Susa amano i sentieri ed i boschi, a chi desidera un
futuro per se e per i propri figli. Di fronte ai giganti è giusto
ribellarsi.


Da: fat@inrete.it

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