A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Israele-Palestina: Ancora repressione della lotta congiunta a Bil'in

Date Sun, 24 Jul 2005 09:10:43 +0200 (CEST)


Venerdì 23 luglio 2005
Come ogni venerdì degli ultimi mesi, gli attivisti internazionali e
israeliani (quest'ultimi composti principalmente di militanti di Anarchici
Contro il Muro) si sono uniti agli abitanti del piccolo villaggio di
Bil'in per manifestare contro il recinto della separazione che ruba gran
parte dei terreni di Bil'in. Questa settimana, le forze statali israeliane
hanno fatto del loro meglio per fermarci, noi attivisti di Tel Aviv, e di
impedire il nostro arrivo a Bil'in. Ci aspettavano nei punti principali,
ma siamo scesi dall'autobus in un punto che non se lo aspettavano e così
abbiamo camminato in mezzo alle colline fino alla strada che collega al
prossimo villaggio di Safa. Le forze dello Stato sono riuscite ad
intercettare solo il 30% degli attivisti mentre gli altri hanno trovato
passaggi in macchina fino a Bil'in. Una volta arrivati, si siamo uniti
alle preparazioni per la manifestazione, mettendo delle magliette bianche
con alcuni scritti salienti e le maschere di Condoleeza Rice e il suo
presidente, Bush.

Il corteo è partito dal centro del villaggio, diretto verso il cantiere
del recinto (i lavori sono generalmente fermi di venerdì) dove ci
aspettava il solito confronto con le forze dello Stato: esercito, guardia
di frontiera e forze speciali della polizia, che ultimamente ci aspettano
vicino alle ultime case del villaggio.

Quando siamo arrivati, abbiamo trovato il solito filo spinato e
dichiarazione di zona chiusa militare (valido solo per i non abitanti). Ci
siamo messi seduti (ad eccezione dei fotografi) e abbiamo ascoltato il
comandante mentre ripeteva l'ordine che la manifestazione fosse illegale,
che la zona era chiusa e sotto controllo militare e che avevamo 10 minuti
per disperderci, pena l'arresto... e infatti si è tenuto alla parola.

In un cambio per il peggio dalle manifestazioni precedenti, la guardia di
frontiera ha cominciato a dare calci e manganellate alla gente per terra,
prima ancora di alzarci e arrestarci uno alla volta. Anche le persone che
si limitavano a fotografare l'evento sono stati picchiati e arrestati,
cosa che non è successo durante le manifestazioni precedenti. Hanno
fermato 40 di noi, portandoci in un vicino edificio in costruzione.
Un'altra novità stavolta è stata il fatto che hanno anche messo le
manette, un po' alla volta, fino a che rimanevano pochi senza le manette.

Gli altri manifestanti sono stati dispersi con largo uso di lacrimogeni e
granate ad urto. Proiettili di gomma sono stati sparati soprattutto contro
le poche decine di ragazzini che, come al solito, hanno risposto alla
repressione della manifestazione con lanci di sassi.

Mentre ci accompagnavano al cantiere del recinto per l'identificazione, è
arrivato un ufficiale di più alto grado. Ha deciso di calmare le acque on
po' e la decina di arrestati che non erano ancora in manette sono stati
liberati. Gli altri, una trentina, sono stati portati fino al cantiere per
l'identificazione.

I siti web dei principale giornali del paese portano servizi sull'evento,
compreso un resoconto sui manifestanti feriti.

Dice uno:
Circa 400 persone hanno partecipato alla manifestazione, tra cui cittadini
israeliani e attivisti internazionali. I partecipanti indossavano maschere
rappresentanti Bush e Condoleeza Rais con un nastro di color arancione
(simile a quello usato dai coloni israeliani), "come segno di protesta
della cecità indotta dal progetto di separazione e l'ignoranza delle
attività degli israeliani in Cisgiordania".

Un altro dice:
"... uno dei manifestanti israeliani, Jonathan Polak, dice di essere stato
colpito da una guardia di frontiera, che gli ha rotto la gamba." [Dopo si
è saputo che la gamba non era rotta. -ndr]

I media riportavano anche le menzogne della polizia:
"La polizia dice che circa 100 manifestano nel villaggio di cui 8 sono
stati fermati per l'interrogazione. Non si hanno notizie sui manifestanti
feriti."

Il quotidiano Haaretz, dal suo sito internet:
"Cinque feriti e cinque fermati per l'interrogazione a Bil'in. Alla
manifestazione che si svolge ogni venerdì hanno partecipato centinaia di
persone: palestinesi, internazionali e israeliani. I manifestanti dicono
che i militari hanno usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma."

A mo' di sfondo alla storia, aggiunge:
"Le manifestazioni a Bil'in si svolgono da qualche mese per protestare il
fatto che il recinto della separazione si sta costruendo sulle terre del
villaggio, separando gli abitanti dalla maggior parte dei loro campi [per
lo più uliveti - ndr]. Qui, ogni venerdì manifestano gli abitanti del
villaggio insieme agli attivisti israeliani, deputati arabi del parlamento
israeliano, e deputati del parlamento palestinese [un'esagerazione dal
momento che questi signori si fanno vedere molto di rado - ndr]. Queste
manifestazioni sono stati la prima volta che esponenti di spicco di Hamas,
con Yusef Hasan - numero uno
dell'organizzazione in Cisgiordania - in capo, hanno manifestato insieme
ad attivisti israeliani."

Un altro articolo sullo scontro avvenuto qualche ora dopo tra i ragazzi
lanciatori di sassi e le forze dello stato israeliane, scoppiato quando i
militari hanno represso la manifestazione non violenta:
"Lo scontro a Bil'in ha ricominciato. Due sono i feriti gravi. I
palestinesi dicono che due giovani palestinesi sono stati feriti in modo
grave dai proiettili di gomma - uno colpito alla testa, l'altro alla
pancia. I due sono stati ricoverati in ospedale a Ramalla."

Ma Bil'in non è solo. Sempre venerdì, alcuni militanti di Anarchici Contro
il Muro sono stati invitati ad un'iniziativa congiunta in un villaggio
della Cisgiordania settentrionale.

"Sette attivisti di sinistra sono stati arrestati mentre cercavano di
entrare in una zona chiusa militare. La polizia della regione di Samaria
ha arrestato sette attivisti israeliani di sinistra che sono entrati nel
villaggio di Asira Akhbaliya, zona chiusa militare, a bordo dei taxi
palestinesi. I sette sono stati interrogati al commissariato di Ariel [La
'zona chiusa militare' viene normalmente dichiarata per poter impedire
agli israeliani di manifestare insieme ai palestinesi. Una mossa di
parziale successo, viene effettuata perché la presenza di israeliani tra i
palestinesi costringe l'esercito di adoperare mezzi 'meno violenti' di
reprimere le manifestazioni - ndr]."

Un altro articolo sullo stesso sito dice:

"Vice-comandante di brigata colpisce video-fotografo mentre riprende la
repressione contro i manifestanti.

Il regista di documentari di Canale 8, Shai Cermely-Polack, che documenta
le manifestazioni a Bil'in dice di essere stato picchiato ieri (venerdì)
da Shai Malka, vice-comandante del reggimento dei Maccabim, mentre tentava
di filmare i militari che pestavano i manifestanti fermati nel luogo dove
quest'ultimi sono stati portati. [...] Quando è arrivato il
vice-comandante sul luogo, ha liberato Shai Carmely-Polack, che era stato
fermato perché privo di accreditazioni stampa [la sua tessera era stato
confiscato durante una manifestazione precedente - ndr]. Comunque, quando
ha ricominciato a filmare i pestaggi dei fermati, lo stesso comandante gli
è saltato adosso da dietro, cercando di strangolare il fotografo, in un
tentativo di fermare le riprese."

Giornalista: "La risposta alle accuse da parte dell'esercito non è ancora
arrivata".

"Le fotografie di Polack hanno portato alla liberazione di un palestinese
portato davanti al tribunale militare, perché provavano che il testimone
della guardia di frontiera mentiva".

* * * * *

Ultima ora:

Alla fine della giornata, nessuno ha passato la notte in carcere. Dei 30
ammanettati e portati al punto di detenzione temporanea, solo 3 sono stati
poi accompagnati al commissariato di Givat Ze'ev: un palestinese e due
israeliani. I due israeliani sono stati identificati, accusati e
rilasciati dietro pagamento di una cauzione, con la condizionale di non
tornare al recinto presso Bil'in per due settimane.

Sorprendentemente, a causa delle prove fotografiche presentati in
commissariato, anche il palestinese è stato rilasciato.

I due giovani palestinesi feriti sono stati ricoverati, e dopo aver
ricevute cure mediche sono ora in uno stato stabile.

Invece, i feriti meno gravi degli altri manifestanti saranno guariti in
tempo per la prossima manifestazione del venerdì a Bil'in.

Ilan

resoconto di ainfos

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center