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(it) Torino 2 luglio: Resoconto e foto del corteo antifascista

Date Tue, 5 Jul 2005 13:34:15 +0200 (CEST)


Tirava un po? d?aria. Per la prima volta da giorni una brezza lieve
smorzava il caldo feroce. Porta Susa nel pomeriggio del primo sabato di
luglio era invasa dalle camionette di polizia e carabinieri: uno
schieramento imponente per far fronte ad un?emergenza annunciata, gridata,
creata per giorni e giorni dalla stampa cittadina e rimbalzata sin su
scala nazionale. Il clima era pesante: da autentico linciaggio.
Venerdì 30 giugno gli ?strilli? de ?La Stampa? gridavano ?città blindata
per il corteo degli anarchici?: nelle pagine interne l?articolo,
nonostante toni più morbidi di quelli dei dieci giorni precedenti, era
corredato da foto di tavolini in fiamme e, in sovrimpressione, il percorso
del corteo indetto dalla FAI per il giorno successivo. Un autentico
capolavoro dell?espressionismo sabaudo, che faceva il paio con le
farneticazioni del fogliaccio fascista ?Torino Cronaca? che titolava sulla
minaccia ?degli squatter contro i saldi?. I negozianti di via Cernaia in
rivolta contro il questore che aveva consentito il corteo dei vandali
trovava il proprio contrappunto nelle farneticazioni del (post) fascista
Ghiglia che invocava il divieto sul corteo. Era l?epilogo di una campagna
mediatica che aveva toccato il proprio culmine la domenica precedente,
quando i due principali quotidiani torinesi, La Stampa e Repubblica, si
erano contesi la palma del miglior imbastitore di teoremi.

Dall??equivoco? sull?omonimia tra uno degli aggrediti del Barocchio e un
ex BR alla tesi ?autorevolmente? sostenuta da Saverio Vertone che il
corteo antifascista caricato dalla polizia il 18 giugno era diretta
emanazione della cosiddetta FAI informale.

Autentici capolavori di menzogna intenzionale per far crescere l?allarme,
per tenere lontana dal corteo la gente.
Poco a poco la gente è arrivata: oltre alle varie delegazioni venute in
solidarietà da fuori Torino, erano presenti soprattutto torinesi,
antifascisti, anarchici, comunisti, sindacalisti. Gente venuta a ribadire
quello che le cariche di polizia, la criminalizzazione mediatica, il
linciaggio istituzionale avevano voluto mettere in secondo piano,
minimizzare, cancellare: che in questa città, dimentica della propria
storia ed impantanata in un futuro di cemento, soldi e pulizie al
manganello, i fascisti scorazzano impunemente, protetti da chi ha bisogno
di truppe di complemento per mantenere bene in ordine i ?propri? affari.

È bene ridirlo: le coltellate fasciste inferte con chiara volontà omicida
al Barocchio sono arrivate ad una settimana dalla grande marcia antiTav
Susa-Venaus, mentre, in Val Susa, partivano i blocchi a Borgone, Bruzolo,
Venaus, e, silente ma costante, il lavorio istituzionale tentava manovre
per erodere il fronte, per dividere l?opposizione ad un opera di
devastazione ad alta velocità.

Niente di meglio che una bella ?emergenza? sull?ordine pubblico col mirino
puntato sugli anarchici per intorbidire la acque, e, tanto per gradire,
preparare una nuova montatura giudiziaria preconizzata dalle parole del PM
Tatangelo nella requisitoria contro Massimiliano e Silvio, i due anarchici
arrestati durante le cariche al corteo antifascista del 18 giugno.

Una trappola ben congegnata, una trappola dalla quale gli antifascisti
torinesi han saputo sfuggire, con un intenso lavoro di controinformazione
e con la volontà di costruire iniziative di lotta capaci di rompere
l?accerchiamento mediatico e istituzionale.

Il corteo del 2 luglio è stato il primo passo. L?ampia solidarietà
espressa agli antifascisti arrestati due settimane prima e trattenuti in
carcere grazie alle menzogne della polizia e all?accanimento del
famigerato Tatangelo ha dato i suoi frutti: Massimiliano e Silvio erano
stati liberati il giorno prima del corteo da un tribunale del riesame
riunitosi a tempi da record.

Entrambi erano in piazza il 2 luglio. Massimiliano, nel suo intervento dal
microfono ha ribadito il suo impegno antifascista e anarchico, l?impegno
per il quale ha trascorso 15 giorni in carcere e, come l?altro compagno
preso con lui, dovrà affrontare un processo per resistenza e lesioni.

Nei vari interventi sono state ripercorse le vicende delle ultime
settimane, sottolineando l?intima connessione tra lo svilupparsi delle
lotte in città e in valle e l?intensificarsi della repressione.

Siamo partiti dalla lapide che ricorda l?eccidio fascista del 18 dicembre
1922: un compagno ha ripercorso la lunga storia di resistenza di questa
città, resistenza al fascismo e resistenza alla repressione ?democratica?.
I fili della memoria, una memoria viva perché si impasta nelle vite di
tanti noi, si dipanano per mostrare come i fantasmi del fascismo stanno
tornando ad allungare le proprie ombre in città, trovando complici nei
palazzi del potere. Non per caso gli anarchici delle case occupate
portavano, oltre al mozzicone dello striscione strappato dalla furia
poliziesca il 18 giugno, un nuovo striscione con la scritta ?contro il
fascio e i suoi complici?.

In apertura c?era uno striscione con la scritta ?l?antifascismo non si
arresta?.

Oltre alle numerosissime bandiere rosse e nere c?erano quelle della CUB,
presente con una delegazione anche dalla Lombardia, quelle di Rifondazione
e quelle dell?USI.

Lungo il percorso sono stati affissi manifesti, tra cui quello che
annuncia il concerto di sabato prossimo promosso dal Coordinamento
antifascista torinese.

Numerosi gli interventi e le soste lungo le strade, dove, nonostante
qualche commerciante cacasotto avesse pensato bene di chiudere i battenti,
c?era sempre gente attenta, disponibile all?ascolto ed alla lettura dei
volantini. Si è parlato dell?anarchico Franco Serantini, distrutto di
botte dalla polizia durante un corteo antifascista a Pisa nel 1972 e poi
lasciato morire in carcere dopo un?agonia durata tre giorni. Di fronte
all?Osservatorio ecologico n. 1, prima di tre occupazioni seguite da
sgomberi, è stato fatto il punto sulle ultime vicende repressive che hanno
investito la città. Quando il corteo è arrivato all?angolo di tra Corso
Emilia e Corso Giulio Cesare, una zona dove abitano molti immigrati e dove
c?è un CPT per bambini, c?è stato un intervento contro le leggi razziste,
per la chiusura di tutti i CPT e la distruzione delle frontiere.

Nella parte centrale della manifestazione, il corteo si è ingrossato. A
nostro parere ben oltre le mille presenze dateci dal Manifesto e le 700
?generosamente? attribuiteci dalla polizia.

Dopo la sosta alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni, il corteo
si concluso in piazza Crispi, dove, dopo l?intervento di un compagno della
CdC della FAI, ci sono stati i saluti dei compagni della Federation
Anarchiste di Chambery e quelli del Perlanera di Alessandria.

Una buona giornata, nel segno della comunicazione, nel tentativo di
cominciare a rompere l?accerchiamento nel quale, stampa polizia
magistratura avevano stretto gli antifascisti torinesi.

Occorre tuttavia non abbassare la guardia: in città ci sono teste di
segatura armate di coltello, pronte all?occorrenza a fare il loro sporco
lavoro di guardia pretoriana al servizio di chi vuole che su Torino cali
la ?pace? olimpica. Costi quel che costi. Si tratti di sgomberi di case,
di montature giudiziarie, del divieto di manifestare, della
criminalizzazione mediatica. Chi comanda in città non si ferma di fronte a
nulla: lo testimoniano i morti nei cantieri olimpici, i ?normali?
controlli di polizia, con morte accidentale dell?immigrato di turno. E
quando non basta arrivano le lame fasciste, le cariche di polizia, il
carcere.

L?antifascismo non si arresta!

Foto della manifestazione a questi indirizzi:
http://italy.indymedia.org/news/2005/07/827090.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/07/827124.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/07/827141.php

Federazione Anarchica Torinese ? FAI
Corso Palermo 46 Torino ? ogni giovedì dalle 21,15
Tel. 011 857850; 338 6594361

http://www.federazioneanarchica.org


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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