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(it) Israele-Palestina: Un nuovo approccio alla lotta congiunta a Bil'in [en]

Date Sun, 3 Jul 2005 13:29:04 +0200 (CEST)


Ven. 01 luglio 2005
Era un venerdì tranquillo. Le forze dello Stato non hanno cercato di
fermare noi israeliani dall'arrivare a Bil'in. Dal momento che il numero
dei partecipanti era più alto del previsto, il viaggio da Tel Aviv era
abbastanza scomodo. Eravamo circa 45 persone di Anarchici Contro il Muro,
dei Shministim (l'iniziativa degli obiettori totali dei licei) e altri
della coalizione contro il recinto. Arrivando presto, abbiamo potuto
partecipare alla preparazione dell'azione di oggi: sei persone "inseriti"
in un recinto con lo scritto "Il recinto ci sta lacerando" in arabo,
inglese e ebraico. Alla solita ora, ossia dopo i riti religiosi del
venerdì, è iniziata la manifestazione, noi sei che eravamo "inseriti" nel
recinto in testa. Gli altri (circa 150 abitanti del villaggio e 15
internazionali) erano dietro a noi, mentre davanti a noi c'erano i
giornalisti che scattavano foto e riprendevano filmati per i telegiornali
internazionali.

Il corteo è partito, ma non seguendo il solito percorso dei mesi
precendenti. Infatti, i militari e le guardie di frontiera che ci
aspettavano al solito posto sono rimasti sorpresi dal nostro percorso e
sono riuscito a bloccarci a soli 100 metri dal recinto. Una volta hanno
fatto questo, hanno dichiarato, come al solito, che la zona fosse
interdetta agli israeliani, dandoci 10 minuti per disperderci. I
componenti del "recinto mobile" si sono seduti ed è iniziato il conto alla
rovescia. Scaduti i 10 minuti duranti i quali ci hanno minacciati, i
militari hanno cominciato a disperderci. Il comandante ha ordinato
l'arresto di noi sei del recinto, ma i poliziotti non sono stati
eccessivamente assidui nell'eseguire l'ordine. Quello che mi ha sollevato
si è accontentato con avermi alzato in piedi e districato dal recinto, poi
si è allontanato. Infatti, dei sei solo due sono stati arrestati.

Sono stati arrestati anche tre israeliani che hanno confrontato le forze
dello Stato verbalmente. Dei cinque compagni arrestati, due sono stati
liberati quasi subito, gli altri tre sono stati accompagnati al
commissariato di Givat Zeev, identificati e liberati dopo poche ore sulla
condizione di non partecipare ad alcuna manifestazione a Bil'in per altri
dieci giorni.

Il resto della manifestazione è finito con il solito attacco di
lacrimogeni, granate ad urto, proiettili di metallo ricoperte di gomma e
la nuova arma dei militari, un proiettile di plastica e spugna.
All'attacco hanno risposto i ragazzini del paese con il rito del lancio di
sassi verso i militari. Dopo una breve invasione del villaggio, i militari
vinti si sono ritirati, facendo sì che la "battaglia" contro i lanciatori
di sassi fosse proseguita alle estremità del villaggio. Qualche tempo dopo
si sono ritirati fino alle loro solite posizioni vicino al percorso del
Muro.

Durante la dispersione della manifestazione e la "sagra dei sassi", sono
state ferite 19 persone tra palestinesi, israeliani e internazionali. I
due feriti in modo più grave sono stati ricoverati in ospedale. Anche un
soldato è stato ferito in modo abbastanza lieve da un sasso.

I media telematici hanno riportato le notizie da Bil'in e c'è stato anche
un breve servizio sul principale telegiornale serale del paese dove hanno
raccontato la solita bugia - che il lancio dei sassi è iniziato per primo,
quando invece inzia solo in risposta all'attacco dei militari contro le
nostre manifestazioni pacifiche.

Ilan


Resoconto e traduzione di ainfos

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