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(it) Spagna: IV Congresso di Solidaridad Obrera - proposta di unità anarcosindacalista (ca)

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Date Thu, 27 Jan 2005 14:46:48 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Il IV Congresso di Solidaridad Obrera ha lanciato una proposta volta a
creare uno spazio di unità formato da tutte le organizzazioni che si
richiamano all'anarcosindacalismo [CNT-AIT, CGT y CNT de Catalunya
(defederata)]. Questa proposta è già stata trasmessa a tutte tali
organizzazioni.
Crediamo che detta proposta debba essere conosciuta e discussa dai
militanti e dagli iscritti ai vari sindacati, e dai lavoratori in
generale; per questo ne esponiamo i termini in ordine alle relazioni
interne ed esterne nel loro insieme.

Accordo sulle Relazioni Esterne
IV Congresso
LAVORANDO PER L'UNITÀ

Fin dagli inizi di Solidaridad Obrera la ricerca dell'unità è stata una
constante nella nostra traiettoria e, per quanto si siano fatti dei passi
avanti negli ultimi anni, la situazione di divisione, atomizzazione,
settarismo e, in molti casi, di confronto, continua ad essere la norma
fra le diverse organizzazioni che si dichiarano anarcosindacaliste [CGT,
CNT-AIT, CNT- Cataluña (defederata), Solidaridad Obrera] e fra le
organizzazioni ed i coordinamenti che si rifanno al sindacalismo
combattivo ed assembleare (CTA, CAT, PS, CSM, IA, AIC, etc.).

A nostro avviso tutte queste realtà dovrebbero realizzare un'unica
organizzazione anarcosindacalista plurale, del peso e delle dimensioni
che erano stati della CNT durante la seconda repubblica, seppure siamo
consapevoli dei rifiuti che tale proposta raccoglierebbe nella pratica
dalla totalità di queste organizzazioni. Per rendere più facile e
comprensibile il nostro messaggio unitario dobbiamo operare su due
fronti, uno sul terreno propriamente anarcosindacalista di cui ci
occupiamo in quest'intervento, e l'altro più eterogeneo e ideologicamente
distante che riguarda i coordinamenti e le organizzazioni del
sindacalismo combattivo e assembleare a cui partecipiamo dall'epoca dei
c.d. "incontri sindacali" di cui in questo 2004 si è celebrata la terza
tornata, e della Sección Sindical de Metro nella Coordinadora Sindical di
Madrid.

In questo caso noi ci stringiamo unicamente al campo anarcosindacalista,
per la nostra pratica e per il sentirci più responsabili della divisione
attuale e del fatto che possa perpetuarsi in futuro.

La radice di questa divisione non è recente, ma va cercata dopo la
sconfitta del 1939 nella guerra e nella rivoluzione, e si accentua e
travolge durante il lungo esilio e risorge, sotto altre forme e con altri
argomenti nella c.d. "transizione democratica. Orbene, se l'immensa
maggioranza degli attuali militanti ed iscritti delle diverse
organizzazioni non sono responsabili dell'origine di tale divisione, lo
sono però del suo perpetuarsi. Recuperare l'unità rivoluzionaria perduta
potrebbe essere il nostro apporto principale al movimento operaio rivolti
verso un futuro migliore per il nostro ideale. In questo senso e con tale
intenzione viene elaborata questa proposta che proprio per questo vuole
essere aperta e flessibile agli apporti, alle varianti, ai cambiamenti
che possono essere apportate da tutte le organizzazioni.


LE RADICI DELLA DIVISIONE

L'anarcosindacalismo e il movimento libertario vengono travolti nella
lotta a seguito della "militarada" fascista di Franco e dei suoi alleati
interni (Militari, Chiesa, Falange, Carlisti) ed esterni (Hitler,
Mussolini, Salazar) con l'aiuto delle democrazie Britannica e Francese
con il "non intervento". Durante la guerra civile i militanti e gli
iscritti si dedicano alla lotta al fronte, nelle collettivizzazioni, etc.
cessando di operare nei sindacati come invece tradizionalmente avevano
fatto, per ragioni ovvie. Le decisioni e gli accordi erano adottati dai
Comitati locali, regionali o nazionali. Questa pratica "dei comitati"
continuò dopo la sconfitta tanto nell'esilio come all'interno del paese.
Si inventarono comitati perfino Intercontinentali e già nel 1945 dopo il
congresso ci fu la divisione in due organizzazioni, quella dell'esilio e
quella dell'interno.


UN ESILIO TROPPO LUNGO

Il mantenimento vitalizio degli incarichi di rappresentanza nell'esilio,
la conclusione di accordi a livello di comitati, il rinnegamento della
linea mantenuta dall'élite del movimento libertario durante la guerra
civile, etc. riesce a trasformare un'organizzazione rivoluzionaria de
massa in una setta dogmatica estranea ai lavoratori, senza che interessi
l'abbandono alla propria sorte a cui condannarono i militanti della CNT
nell'interno del paese, causa di molteplici condanne a morte e al
carcere, di cadute di comitati nazionali, regionali e locali, etc.

Questa divisione che si concretizza in due organizzazioni distinte
durante l'esilio e per 15 anni sembra trovare una soluzione
momentaneamente nel 1961 con il Congresso di Limoges, al quale assistette
il Comité Nacional dell'interno. In questo congresso venne approvata la
messa in opera della Difesa Interna che per 4 anni realizzerà azioni
armate contro il franchismo, con molti caduti fra i giovani militanti che
la dittatura non esitò a condannare a morte per Garrotea vile (Granado e
Delgado nel 1964).

Nel congresso di Montpellier del 1965 tornarono ad apparire le divisioni
e le accuse contro Esgleas per la sua negligenza in D.I., in questo caso
da parte di Cipriano Mera e Octavio Alberala, fra gli altri.

L'apertura dei negoziati fra responsabili della CNT dell'interno e
rappresentanti del Sindacato Verticale, il c.d. "cincopuntismo", permise
di tornare a trascurare i problemi e le responsabilità dell'esilio e di
cominciare una nuova caccia alle streghe, impropria per un'ideologia
tanto aperta e plurale come quella anarchica e quella
anarcosindacalista, alimentandosi della denigrazione di militanti di
notevole rilevanza nella lotta operaia e contro il franchismo da parte
di coloro che non hanno mai lavorato e che non hanno mai corso rischi
fuori dei loro tranquilli uffici.


IL RITORNO ALLA LEGALITÀ

Lotta per la preponderanza ideologica nella CNT. V Congresso 1979

Con la morte del Dittatore ed il recupero di talune libertà minime
comincia la ricostituzione della CNT in tutto lo stato, nella maggioranza
dei casi in condizioni molto precarie, con una militanza molto combattiva
ma poco formata ideologicamente e sindacalmente per affrontare l'entrismo
dei partiti politici marxisti (PORE, LC, POSI ...) ed il lavoro sindacale
quotidiana in un periodo di lotta e mobilitazioni continue nella
maggioranza dei settori produttivi.

Le lotte fra le tendenze si manifestarono con durezza estrema durante il
1978 e la divisione si concretizzò al V Congresso celebrato alla Casa de
Campo di Madrid a dicembre del 1979. Congresso che avrebbe dovuto
chiarire le basi dell'azione della CNT di fronte alla nuova società che
si stava formando. La caotica preparazione del Congresso con ritardi e
richieste di non celebrazione, la disorganizzazione delle votazioni,
l'assalto ai microfoni, gli atteggiamenti massimalisti in temi non
importanti (come l'ammissibilità o meno delle telecamere), gli abbandoni
irresponsabili, continuati e massicci di delegazioni, etc. fecero sì che
si terminasse il Congresso con più confusione che chiarezza.

Decine di sindacati, interi Regionali cercarono di impugnare il
Congresso, ma sorsero di nuovo la violenza e la caccia alle streghe
contro i dissidenti, con aggressioni contro compagni, espulsioni, uscite
dalle federazioni, etc. Periodo nero in cui la maggioranza degli
iscritti, migliaia e migliaia di militanti in potenza se ne andarono a
casa, disgustati dalle lotte sterili fra compagni, dagli insulti, dalle
aggressioni e dall'abbandono del sindacalismo.


I SINDACATI DEL NUOVO REGIME: CCOO (PCE) y UGT (PSOE)

Di fronte a questa situazione si fregarono le mani i sindacati cinghia di
trasmissione del PSOE e del PCE, aspiranti ad occupare lo spazio lasciato
dalla CNT e di fatto lo occupano senza alcuna difficoltà. Il Patto della
Moncloa ne dimostra le "aspirazioni" con chiarezza: collaborare con il
nuovo potere politico ed economico. Le elezioni sindacali che
"democratizzano" i Giurati di Impresa franchisti, convertendoli negli
ancor vivi comitati di impresa a cui la CNT rinuncia a partecipare
condannando alla marginalità un sindacato che per la sua traiettoria
storica e le simpatie nella classe lavoratrice avrebbe dovuto essere
un'organizzazione di massa con influenza in tutta la società.


GLI ANNI '80. PATTO SOCIALE

Assestamento definitivo di CCOO e UGT

Se il Patto della Moncloa non era stato sufficiente, ogni anno
dall'inizio del decennio i sindacati ufficiali firmavano un Patto Sociale
con il Padronato e il Governo (ANE, AMI, etc.), fino ad arrivare allo
Statuto dei Lavoratori del 1984 che dette alle conquiste dei lavoratori
il sigillo giuridico definitivo e mise le basi degli eventuali contratti;
questo ricevendo in cambio un Governo del PSOE. La riforma industriale
portata a termine contro la siderurgia dimostrò il vero volto di un
"governo dei lavoratori".


LA DIVISIONE DI CRISTALLIZZA IN DUE ORGANIZZAZIONI

Una parte importante dei sindacati che cercarono di impugnare il V
Congresso (canale organico negato dalla "frazione" all'epoca
maggioritaria) celebrarono a Valencia un congresso straordinario che di
fatto significò ufficializzare la rottura nell'anarcosindacalismo. Fra
questi sindacati si trovano sezioni sindacali e sindacati con esperienza
nella lotta sindacale ed anche molti dei militanti storici che già
nell'esilio avevano conosciuto la divisione e lo scontro. Concordano
sulle elezioni sindacali che permettono l'esistenza di Sezioni Sindacali
su un piano di uguaglianza con gli altri sindacati ed i negoziazioni. Ma
ormai è tardi, la perdita di prestigio della CNT e la stessa divisione
fanno sì che non si arrivi all'insieme dei lavoratori che all'epoca per
più del 10% si sentivano rappresentati dalla CNT. I risultati della c.d.
CNT rinnovata non arrivavano al 2% ed oltre tutto con grande sforzo.


IL CONGRESSO DI UNIFICAZIONE

Il congresso fu celebrato nel Palacio de Congresos de Madrid (con un
esborso economico inusitato per un'organizzazione senza risorse) per
unificare la CNT-Congresso di Valencia con la CNT-AIT (settore Bondía).
Questo personaggio, Bondía, ha finito con l'essere elevato agli altari
della balordaggine atteso che, se 5 ani prima era stato il massimo
difensore dell'ortodossia, ora partecipava ad una nuova rottura che non
risolveva nulla (il settore della CNT che spingeva verso l'unità con la
"CNT rinnovata", benché maggioritario non seppe nemmeno sembra tale) e
tornava a gettare le basi per un nuovo confronto fra anarcosindacalisti.
Sette anni dopo, questo personaggio sarebbe riapparso con un incarico
pubblico voluto dal PSOE nei (ne)fasti ufficiali del V Centenario.

Dietro a questi fatti c'è da riferire del ricorso ai tribunali dello
Stato circa la proprietà della sigla CNT. Quest'abbandono dei principi ed
il suo conseguente risultato (aggiudicazione della proprietà delle sigle
ad una sola delle fazioni) costituisce, insieme alla rottura
dell'organizzazione col 5º Congresso, il fatto più nefasto che ha
contribuito a separare sempre di più le due tendenze principali
dell'anarcosindacalismo.

La perdita delle sigle obbliga la CNT rinnovata ad adottare un altro
nome, CGT, cambio di cui approfittò il settore più riformista per portare
avanti le sue proposte in un congresso tenutosi solo due mesi dopo alla
Casa de Campo de Madrid, con un'organizzazione praticamente divisa al 50
% fra
anarcosindacalisti e sindacalisti e basta.

Solidaridad Obrera nasce da questo nuovo sproposito optando per seguire
un cammino proprio che combini la partecipazione sindacale nell'impresa
con l'azione rivoluzionaria, senza rinunce su nessun fronte. All'inizio
formano Solidaridad Obrera parte dei sindacati bancari, dei Trasporti e
dell'Insegnamento di Madrid e bancari di Zaragoza. Molti sindacati e
regionali non vollero compiere il passo di associarsi a questa proposta
facendo passare veri mesi per lavorare al cambio delle sigle da CNT a CGT
e non considerando possibile spiegare ai lavoratori in genere un nuovo
cambio di denominazione, almeno questo ci dissero allora.


ANNI '90, PIÙ O MENO LO STESSO

Far crescere Solidaridad Obrera, un compito duro

In Solidaridad Obrera fin dall'inizio abbiamo dato impulso alla lotta
congiunta nelle strade che permettesse di avvicinare le due
organizzazioni principali, ma senza esito alcuno. Allora fummo catalogati
come ladri nella CGT e traditori mascherati nella CNT.

Sono stati anni in cui ci siamo dovuti rivolgere ai lavoratori in
generale ed ai giovani in particolare recuperando la lotta aperta nelle
piazze alla maniera abituale. I legami che abbiamo conseguito con gruppi
autonomi di quartiere ci ha portato a formare un'alleanza stabile con il
coordinamento dei gruppi Lucha Autónoma ed a partecipare a mobilitazioni
tanto importanti come la Marcia contro la Disoccupazione da Valencia a
Madrid, ad avviare le mobilitazioni contro il carcere del 20-N, la
partecipazione con grandi picchetti nelle mobilitazioni generali, la
partecipazione ai Centro Sociali occupati, alle lotte antimilitariste per
l'insubordinazione, etc. E definitivamente ci siamo impegnati a
convocare la nostra manifestazione del 1º Maggio con una ripercussione
modesta ma pari a quella che ottenevano le altre organizzazioni
anarcosindacaliste, molto più grandi.

Abbiamo dimostrato per chi volesse verificare che era possibile fare
anarcosindacalismo partecipando alla vita sindacale nelle imprese
(negoziare, tenere grandi assemblee, difendere gli iscritti, dare impulso
a proposte, scioperi, etc.) senza rinunce ideologiche o organiche di
alcun tipo.

Il male è che nessuno ha voluto fare questa verifica, e tutti si
contentano delle autogiustificazioni.


LA SITUAZIONE ATTUALE

Attualmente e dopo vari anni di lavoro su proposte unitarie per indire
manifestazioni, realizzare campagne congiunte, etc. è ormai chiaro agli
occhi dei lavoratori più coscienti che molte delle chiamate alle
mobilitazioni vengano firmate dai tre sindacati anarcosindacalisti benché
solo a livello di capitale dello Stato.

Analizziamo che accade in ogni organizzazione:

CNT-AIT

A poco a poco si sta aprendo a posizioni meno chiuse in sé ed
isolazioniste rispetto a quelle tradizionalmente difese, dando uscite
negoziate ai conflitti di lavoro nelle imprese private o con lo Stato che
alcuni anni fa sarebbero state impensabili. La posizione aperturista è
sempre più maggioritaria fino al punto di essere catalogata come
componente socialdemocratica
dell'organizzazione da parte dei gruppi autodenominatisi
insurrezionalisti.

Essa ha molta difficoltà a dare una virata alla sua linea sindacale
poiché vorrebbe dire riconoscere la poca efficacia di una posizione
mantenuta contro venti e maree per 25 anni.

L'unità è anche un tema molto difficile, atteso ce molta della sua
militanza attuale si è educata all'odio con l'altra parte, colpevole di
tutti i mali, propri o esterni, dell'anarcosindacalismo.


CGT

Quindici anni dopo essersi denominati così riconoscono di aver perduto
molto sul piano ideologico. Ci si posiziona in favore di un "cambiamento
sociale", ma ben lungi dall'avere come obiettivo una qualche rivoluzione
sociale.

Il suo pragmatismo, il crescere per crescere, ammettere le convenzioni
statali, immettersi nella corruzione dei corsi di formazione, ammettere
nelle proprie fila e negli incarichi di rappresentanza coloro che
anteriormente erano dall'altra parte ella barricata in molteplici lotte
(professionisti del CCOO, PCE, MC, LCR, etc.), l'ha portata a non avere
una linea operativa sindacale chiara come organizzazione, sebbene ci sia
da riconoscere che ha delle sezioni sindacali che funzionano
correttamente e che si tratta dell'organizzazione anarcosindacalista più
grande, con radicamento reale in quasi tutto lo Stato ed in quasi tutti
in settori della produzione.

L'unità non le causa alcun problema, semmai il problema potrebbe sorgere
se per questa unità dovesse rinunciare a qualcuna delle sue pratiche non
condivise dalle altre organizzazioni anarcosindacaliste.

Se ancora mantiene come proposta ideologica l'anarcosindacalismo, lo si
deve all'inesistenza nel paese di un partito marxista minimamente
radicato a livello nazionale, giacché il suo disarmo ideologico ne fa una
facile vittima di gruppi del genere. Sta ai militanti anarcosindacalisti
dentro e fuori di tale organizzazione evitare, mentre ancora c'è tempo,
che essa segua un cammino similare a quello della la CGT francese.


CNT de Catalunya (defederata)

Si sono trovati in fase di ristagno nella loro prevista evoluzione,
peraltro riconoscendo loro agli inizi un atteggiamento molto più aperto e
plurale della CNT nazionale. Sembra che il cammino verso l'unità potrebbe
essere percorso senza molti problemi.


Solidaridad Obrera

Dopo 15 anni in cui si sono offerti strumenti di lotta e di unità in
particolare all'anarcosindacalismo, ed ai lavoratori in generale,
dobbiamo riconoscere che ci è stato negato il successo, anche se
manteniamo un buon livello di lotta aperto alla partecipazione.
L'attività del sindacato ed il suo radicamento hanno sofferto bruschi
cambiamenti in varie occasioni, passando da una militanza nutrita e
attiva ad una scarsa e passiva; lasciando il peso dell'attività
quotidiana su un ridotto numero di militanti. L'opportunità di
partecipare, decidere e fare, continua ad essere aperta a tutti, sebbene
sia certo che lo scetticismo comincia ad impregnare molti militanti.

Avanzare sul cammino dell'unità ed ampliare la partecipazione di iscritti
e militanti è quieto che può fare in modo che si recuperino speranze ed
appoggi.


PROPOSTA DI UNITÀ

La nostra proposta va diretta ad ciascuna delle organizzazioni
anarcosindacaliste e consiste nella formazione di un luogo di incontro
comune su temi concreti che coordini e riunisca le differenti posizioni e
renda possibile rivolgere proposte concrete in unità all'insieme dei
lavoratori e delle, con l'obiettivo di limare le differenze e recuperare
fra tutti l'essenza dell'anarcosindacalismo in ciascuna delle
organizzazioni, il che permetterebbe, in un periodo non troppo lontano,
di affrontare la ricostruzione
dell'organizzazione anarcosindacalista unica, con un minimo di garanzie
di successo.

Questo luogo di incontro potrà chiamarsi Coordinatrice
anarcosindacalista, coordinatrice libertaria, rivoluzionaria o avere
altra denominazione, il nome è il meno, l'importante è concretizzare la
cosa. Partiremmo pertanto dall'attuale situazione, senza necessità di
unificare organizzazioni, di rinunciare a nulla, né a strategie (elezioni
sindacali, sì o no), tattiche (sovvenzioni, sì o no), modelli di
finanziamento (corsi di formazione) o sigle che ogni organizzazione
possiede e difende.

Ogni organizzazione invierebbe due delegati al citato coordinamento e i
loro interventi costituirebbero il contenuto di un mandato di ognuna
delle organizzazioni e non posizioni personali. Le decisioni verrebbero
prese all'unanimità, senza di che non esisterebbero. C'è sempre la
possibilità che, come oggi, talune organizzazioni - e non tutte -
concordino su iniziative concrete, ma in tal caso non si potrebbe
utilizzare il nome del coordinamento in mancanza di accordo unanime.

L'ambito di operatività dell'elemento unitario che proponiamo sarà quello
che le organizzazioni decidano di determinare, e da parte di Solidaridad
Obrera non abbiamo alcuna restrizione. Ma in punto di partenza ci
sarebbero temi che non dovrebbero porre problemi da parte di nessuno,
come per esempio:

Memoria storica:
* 1ª Internazionale.
* Difesa del pensiero libertario, la sua formazione storica e le
sue figure più carismatiche.
* Guerra e rivoluzione 36-39.
* Lotta antifranchista, Maquis, Difesa Interna, lotte del lavoro.

Politica:
* Campagne sull'astensione alle elezioni politiche.
* Referendum. Analizzando caso per caso.

Sfera Sociale:
* Contro le carceri, solidarietà con i detenuti (FIES, Dispersione,
malati nelle prigioni).
* Antimilitarismo, contro la guerra e l'autoritarismo.
* Antifascismo, contro le aggressioni.
* Antirazzismo e lotta alla xenofobia.
* Discriminazione di genere o orientamento sessuale.
* Ecologismo.

Lavoro:
* Lotte in genere: Scioperi generali o mobilitazioni contro riforme
generali pattuiti o no con i sindacati del potere (CCOO-UGT),
precarietà, delocalizzazione.
* 1º Maggio.
* Lotte unitarie contro la repressione padronale o statale ai militanti.

Il coordinamento avrebbe uno spazio concreto, con domicilio postale,
telefono, fax e posta elettronica. Pianificherà la sua attività, oltre ad
occuparsi di temi congiunturali gravi. Le organizzazioni che la
compongano si faranno carico delle spese di mantenimento con la seguente
proporzione: CGT 45%; CNT 25%, Solidaridad Obrera 20% y CNT (Ctnya) 10%

http://www.nodo50.org/sobrera

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali
http://www.fdca.it

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>




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