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(it) Federazione Anarchica Torinese: Olimpiadi, Tav, Inceneritore? NO grazie!

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Wed, 26 Jan 2005 18:19:54 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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http://ainfos.ca/index24.html
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Venerdì 28 gennaio alle 21,15 - corso Palermo 46 serata contro tutte le
nocività
****************
Sarà presente Alfonso Nicolazzi di Carrara, che ci porterà l'esperienza
di chi una lotta - senza deleghe e senza partiti - l'ha vinta. Una lotta
contro un gigante della chimica, la Farmoplant, che è stata infine chiusa
grazie all'azione diretta e all'autorganizzazione.
Sarà un'occasione per parlare di raccolta differenziata, rifiuti zero,
diossina, amianto ma anche di alternative, alternative non solo tecniche
ma anche politiche e sociali, perché la lotta contro i mostri del Gerbido
e della Val Susa è anche lotta per un modello sociale centrato sulla
libertà e la solidarietà e non sul profitto e la competizione. Un modello
che mira al benessere di tutti. Sarà anche un'occasione per fare il punto
sulle lotte in corso contro la TAV, l'inceneritore, le Olimpiadi e per
promuovere nuove iniziative. Rispediamo a lor signori il "pacco" che ci
stanno preparando!

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Mail: fat@inrete.it; tel. 011 857850; 338 6594361


Al Gerbido è in partenza l'inceneritore, in Val Susa si accingono a fare
i carotaggi per la TAV - il treno ad Alta Velocità - mentre la
devastazione olimpionica fa passi da gigante. Destra e sinistra sono
d'accordo: la Torino del dopo Fiat affida il suo futuro alle grandi
opere. Opere destinate a distruggere l'ambiente e la salute di tutti,
lasciandosi alle spalle solo macerie. La città dell'auto è ormai al
tramonto, ma non il clima mefitico che gli scarichi delle automobili ci
impongono. Vogliono edificare la città della Neve in una metropoli dove
non nevica quasi più: un modello di sviluppo dissennato viene sostituito
da uno ancor più folle. A caccia di profitti facili sulla pelle di tutti.
Intanto dai cantieri delle Olimpiadi esce amianto e uranio e si
moltiplicano gli incidenti sul lavoro. L'Alta Velocità che già sta
devastando ampi territori delle penisola (si pensi al Mugello dove ha
prosciugato le falde acquifere) si prepara a sbarcare in Val di Susa, un
territorio già attraversato da due strade nazionali, da una mostruosa
autostrada e da una linea ferroviaria internazionale. Un treno a trecento
chilometri l'ora che renderà invivibile la Val Susa mentre i pendolari
muoiono nelle linee a binario unico abbandonate all'incuria perché poco
redditizie. L'inceneritore, sbandierato come soluzione alla cosiddetta
"emergenza rifiuti" non servirà che agli interessi della piccola lobby
che da quest'affare trarrà grandi profitti mentre ai cittadini non
resterà che l'inquinamento da diossina e veleni vari assortiti che
bruceranno assieme ai rifiuti anche la salute di tutti. In nome del
profitto ci rubano la vita e la salute. I servizi pubblici sono ridotti a
meri affari privati. Ma non tutti ci stanno. C'è chi si oppone alle
devastazione del proprio territorio e delle proprie vite. Sono gli
abitanti della val Susa e quelli della zona Ovest, sono quelli di
Orbassano e delle zone investite dal nuovo "termovalorizzatore", il
mostro spara diossina che vogliono imporci. Ma sono anche tutti coloro
che in questa "civiltà" dell'immondizia non ci vogliono vivere. Raccolta
differenziata, cancellazione di imballi inutili e difficili da smaltire,
riduzione dei consumi sono solo alcune delle semplici soluzioni,
immediatamente possibili che mandano in fumo tutta la retorica degli
inceneritoristi. Potenziamento del trasporto pubblico su base locale,
consumo di prodotti del proprio territorio, adozione di sistemi di
approvvigionamento energetico puliti sono le risposte di chi pensa alla
vita delle persone e non al guadagno di padroni e amministratori.
Godimento dell'ambiente naturale in sintonia con i suoi equilibri e
rifiuto dei grandi scatoloni quali le Olimpiadi, che per un gioco di
pochi giorni e miliardi di sponsor cancellano le valli, disboscano, e
fanno il deserto è una ricchezza che non ha prezzo e che ci stanno
portando via. Quando lo spettacolo sarà finito, quando le luci si
spegneranno non resteranno che le macerie. Le soluzioni sono a portata
di mano. Ma le mani occorre allungarle in prima persona, mettendosi in
gioco, perché le lotte di Scanzano e di Acerra dimostrano chiaramente che
solo l'azione diretta, il rifiuto della delega e della mediazione
istituzionale pagano.

Nei prossimi mesi tutti i partiti cercheranno il nostro consenso,
cercando di blandirci con la favola dello sviluppo, una favola macabra
che ben sappiamo cosa significhi. A Torino, come già è accaduto in Val
Susa, occorre avere le idee chiare, rifiutare una scelta che decide solo
chi lucrerà sulla nostra pelle nei prossimi anni, scegliere il rifiuto
della politica di palazzo, praticando quella orizzontale, diretta, sui
nostri territori. L'opposizione sta crescendo. Anche a Torino.

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>




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