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(it) Lettera di Iniziativa Libertaria su Stay Behind e patrocinio Comune di Pordenone

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 24 Jan 2005 10:32:56 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Nessun stupore, alcune certezze
Gladiatori, fascisti, stragisti ma soprattutto “liberali”
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La recente polemica incorsa sul patrocinio del comune di Pordenone al
convegno di beatificazione di Gladio, organizzato dalla fantomatica
ass.ne Stay Behind nella sala della Regione e della partecipazione
diretta del sindaco Bolzonello, può insegnare molte cose. Come libertari
ed anarchici premettiamo che non ci stupisce affatto. Soprattutto dopo la
prova di riverenza al becero nazionalismo patriottico che il pimo
cittadino ha caparbiamente voluto con la vergognosa parata sinfonica in
onore della Brigata Ariete di ritorno dalla macelleria Iraqena.

Non ci stupisce soprattutto che la motivazione di tante e tali prove di
“democrazia” sia quella della “liberalità”, un concetto al tempo stesso
vago quanto duttile.

Senza scomodare lunghi discorsi teorici e storici sul concetto di
liberalismo, non di meno vi è una robusta corrente anarchica che si rifà
in parte a tale posizione, è più facile guardare alla politica di ieri e
di oggi per intenderci su come si possa essere liberali sempre e
comunque.

Il liberale Giovanni Gentile aderì con convinzione al fascismo, il
liberale Benedetto Croce lo rifiutò, il liberale Berlusconi esalta il
gran statista Benito Mussolini, il liberale Giorgio La Malfa s’indigna e
chiede pubbliche scuse e così via, ognuno è liberale all’occorenza.

Tant’è vero che i fascismi in Europa ed il nazismo stesso nacquero guarda
caso in seno a quell’europa liberale, in quegli stessi stati liberali, e
non affermandosi certo contro la borghesia e i gruppi dirigenti liberali,
con i quali invece collaborarono sia all’interno delle nazioni dove
presero il potere che su scala internazionale.

Si potrebbe andare avanti parlando dell’operazione Odessa (la rete
occidentale che favorì la fuoriscita, e spesso il riciclaggio, dei
gerarchi nazisti e delle SS dall’europa con meta Argentina o USA) o della
“strategia della tensione” (atti terroristici che insanguinarono il
belpaese per più di un decennio commissionati dai servizi segreti
italiani, Statunitensi ed eseguiti da neofascisti), dimostrando da un
punto di vista ampiamente documentato il ruolo delle “mature” istituzioni
liberali e così via.

In definitiva la “liberalità” è come la democrazia…basta la parola,
pronunciala e sei salvo.

Ne sa qualcosa Fini con l’abiura allo stesso fascismo e la genuflessione
a Sharon. Oppure Sofri con la frequentazione collaudata di amici
influenti, tutti rigorosamente Ex ed ora “liberali” D.O.C. per una
“grazia” acclamata.

D’altro canto la stessa storia di GLADIO è una conferma della “maturità”
della democrazie liberale.

Gladio era una struttura occulta, parallela al Servizio Segreto Militare,
all'epoca unico Servizio Segreto italiano, di cui si cominciò ad indagare
(e a saperne qualcosa) verso la metà degli anni ’70. Solo a metà degli
anni ’80, per conto di estremisti di destra (in particolare Vincenzo
Vinciguerra) iniziarono a giungere alla Magistratura inquirente più
precise indicazioni circa l'esistenza di una struttura segreta,
consituita in ambito NATO, da civili e da militari a scopo di
condizionamento del quadro politico italiano. Ad oggi sappiamo in realtà
che Stay Behind era una sigla esistente ed operante in tutta europa con
le stesse finalità.

In una prima fase, (nei primi degli anni settanta) l'arruolamento ha
riguardato in prevalenza cittadini residenti nel Nord d'Italia, con
attitudini individuali ad una utilizzazione armata (notevole la presenza
di personale che aveva già prestato il servizio militare e anche di
sottufficiali ed ufficiali) con la finalità di costituire una struttura
destinata ad avere un consistente ruolo armato in Friuli.

Così come è stata comprovata (seppur con una certa reticenza) la
complicità di neofascisti e la struttura. In regione è nota la strage di
Peteano (1972) dove due gazelle dei carabinieri vengono attirate da una
telefonata anonima su una "500" bianca. Quando i carabinieri tentano di
aprire il cofano la vettura salta in aria. Muoiono 3 militi, 2 rimangono
gravemente feriti. Dall’inchiesta del giudice Casson emergono l’esistenza
e il coinvolgimento della struttura clandestina Gladio, perchè
l’esplosivo utilizzato dai neofascisti di Ordine Nuovo era lo stesso
trovato in uno dei vari depositi d’armi interrati dai gladiatori.

Cossiga, l’ex Presidente della Repubblica Italiana, già primo ministro,
ministro degli Esteri e degli Interni in campo democristiano, li definirà
come “organizzazione di patrioti”, d’altronde si autodenuncerà d’essere
stato "l'unico referente politico, nonché di essere stato perfettamente
informato delle predette qualità della struttura".

Insomma un quadretto non male dove la “democrazia” e il “liberalismo” la
fanno proprio da padrone tra segretezza, clandestinità, stragismo,
cospirazione e spionaggio.

Come dicevamo all’inizio, della scelta comunale di patrocinare l’evento e
della partecipazione diretta del sindaco, scelta per altro “doverosa”
come rimarca l’ineffabile Ciriani, non ci stupiamo. La sua presunta
“neutralità” è la giustificazione del tutto ed allo stesso tempo è
l’insegamento da tener presente.

Basta un po’ di storia e di buon senso per capire che ogni cosa ha il suo
prezzo e prima o dopo i favori vanno restituiti, Bolzonello da buon
politico lo sa e fa la sua scelta, all’occorenza appunto “liberale”. I
post fascisti ringraziano, i nazionalisti applaudono e le luci si
spengono.

La nostra memoria no.

Iniziativa Libertaria - Pordenone

Da: "Lino Roveredo" <alterlinus -A- libero.it>




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