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(it) Comm. Sindacale FdCA: Uno sciopero riuscito in pieno

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 21 Jan 2005 10:30:29 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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E’ pienamente riuscito lo sciopero dei ferrovieri per la sicurezza del
trasporto ferroviario proclamato da alcuni RLS, dal SULT e da
CUBtrasporti su mandato dell’assemblea autoconvocata a Bologna il 12
gennaio scorso. E’ questa la prima volta da oltre un decennio che i
ferrovieri italiani dichiarano ed effettuano un’astensione dal lavoro
autogestita, senza la partecipazione delle sigle sindacali storiche ed
utilizzando una delle poche "aperture" nelle leggi antisciopero in vigore
in questo Paese (la possibilità di indire una protesta sindacale senza il
canonico preavviso e senza la copertura di OO.SS nel momento in cui venga
messa a repentaglio la sicurezza del trasporto).

Il risultato è stato più che soddisfacente, con un’adesione di oltre
l’80% dei ferrovieri. Un’adesione che va ben oltre il bacino delle due
organizzazioni sindacali di base che hanno dichiarato lo sciopero insieme
con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Sia l’assemblea autogestita che lo sciopero hanno colto in contropiede
FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, SMA, UGL ed ORSA ed il tentativo operato dalle
loro segreterie (in particolare di quella della FILT-CGIL) di
delegittimare quest’azione di lotta è miseramente fallito.

E’ sicuramente presto per pronosticare la costituzione di un movimento
autogestito della categoria ed una ripresa delle lotte autorganizzate in
ferrovia ma le premesse ci sono tutte. La categoria vive oggi uno stato
di prostrazione senza precedenti. Il nuovo CCNL, in vigore da oltre un
anno e mezzo, ha portato condizioni di vita e di lavoro insostenibili in
particolare nel personale viaggiante e di macchina, mentre si smantellano
e si esternalizzano interi settori provocando esuberi sempre più spesso
"coperti" con personale con contratti part-time, a tempo determinato, di
apprendistato, o addirittura in affitto. Intanto il processo di
liberalizzazione spinta (sul modello di quello britannico) procede
inarrestabile, lasciando dietro di sé la sua lunga scia di distruzioni,
di feriti, di morti. Un processo a cui non è estranea la sinistra
storica, visto che le famigerate direttive che liberalizzano il trasporto
ferroviario risalgono ai tempi dei governi Prodi e D’Alema. Ma a cui non
sono estranee nemmeno le centrali sindacali storiche, che questo processo
hanno caldeggiato e continuano in vario modo a supportare.

Non serve, infatti, chiedere come fanno i politici della sinistra storica
ed i sindacalisti concertativi, maggiori investimenti per la sicurezza in
un quadro di liberalizzazione - privatizzazione delle ferrovie. Non
serve, perché è proprio sulla manutenzione e sulla sicurezza, oltre che
sui livelli occupazionali e sul costo del lavoro che il Gruppo FS
interviene pesantemente, operando in un’ottica tipicamente privata. Il
problema è strutturale ed è quindi necessario fermare subito la
liberalizzazione criminale delle ferrovie. Solo una ferrovia pubblica e
sociale, gestita da un’unica azienda che non si ponga l’obiettivo di
creare profitto, è in grado di garantire un trasporto regolare,
confortevole e sicuro ai cittadini, permettendo al contempo ai ferrovieri
di migliorare con la lotta sindacale i propri salari e le proprie
condizioni di lavoro. Diversamente c’è solo la legge della jungla, con
centinaia di imprese di trasporto private attente solo al proprio
profitto da realizzarsi anche a costo di abbattere i parametri della
sicurezza e rendendo precari e sottopagati tutti i lavoratori. Questo è
uno scenario inquietante che però lo sciopero di ieri ha cominciato a
mettere in discussione.

Noi ferrovieri comunisti anarchici, che abbiamo preso parte all’assemblea
di Bologna ed abbiamo preparato e fatto lo sciopero autogestito,
intendiamo continuare a lavorare per la costruzione di un movimento di
lavoratrici e di lavoratori delle ferrovie realmente autorganizzato, che
si ponga come obiettivo principale la lotta alla liberalizzazione. In
linea con la piattaforma rivendicativa dell’assemblea di Bologna, ci
battiamo inoltre per la riassunzione immediata dei colleghi licenziati
per aver detto la verità (che è sotto gli occhi di tutti) sullo stato
delle ferrovie italiane alla trasmissione Report, per il ritiro immediato
delle centinaia di giornate di sospensione comminate a capitreno e
macchinisti "rei" di aver preteso il rispetto delle norme di sicurezza o
di aver avuto contatti con i media. Infine, continuiamo la nostra
battaglia contro un CCNL ignobile che riporta la categoria indietro di
oltre 50 anni, per la costruzione dal basso di una piattaforma
contrattuale alternativa dei ferrovieri.

Genova, 18 gennaio 2005

Commissione Sindacale FdCA
(Cellula Ferrovieri Viktor Balach)


http://www.fdca.it

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>




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