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(it) Russia: Proteste di massa contro le riforme liberiste e repressione contro gli antiautoritari russi (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 20 Jan 2005 17:45:10 +0100 (CET)


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Cari amici,
Negli ultimi 9 giorni la Russia è stata scossa da proteste di una portata
sconosciuta dai tempi delle "guerre delle ferrovie" del 1998 quando i
minatori amareggiati hanno bloccato le ferrovie in molti parti del paese.
E non sorprende scoprire che in alcune città proprio gli anarchici e i
loro compagni coinvolti nell'organizzazione delle proteste sono stati i
bersagli di una nuova ondata di repressione. Serve ora il vostro aiuto!
In questo messaggio, vi darò delle informazioni sulle repressioni a
Samara e a Perm. Ho incluso anche un po' di storia in modo di comprendere
meglio la motivazione dietro le proteste. Aggiornamenti sulla situazione
si troveranno su http://russia.indymedia.org e su http://www.avtonom.org

Contenuti del messaggio:
1. Introduzione
2. Le proteste contro l'umiliazione sociale - finalmente! (tradotto da
russia.indymedia.org)
3. La protesta del 15.01.05 a Pietroburgo
4. La repressione a Samara
5. Gli eventi a Perm, la repressione e un appello alla solidarietà.


1) Introduzione

I sussidi sociali sono praticamente l'unica cosa rimasta dal vecchio
stato sociale sovietico. Tra questi, i più importanti sono i trasporti
municipali gratuiti e i medicinali gratuiti per diversi gruppi sociali.
Ad esempio, molte città offrono trasporti pubblici gratuiti a gruppi
diversi quali i veterani della 2a Guerra mondiale, i veterani della
campagna in Afghanistan, le vittime dela repressione, le vittime di
Cernobyl, gli orfani, le famiglie con più di due figli, i disabili, gli
"eroi dell'Unione Sovietica", i pensionati, i poliziotti, gli ufficiali
dei servizi di sicurezza, gli eroi del lavoro socialista ed altri. A
mosca, un terzo degli utenti della metropolitana viaggiano gratis. Oltre
ai farmaci e ai trasporti, ci sono altri sussidi quali i telefoni gratis
e viaggi gratis nei centri di salute (termi, ecc) per alcuni di questi
gruppi. C'è da dire, però, che nella pratica, alcuni di questi servizi
non esistono per "mancanza di fondi".

I teorici liberisti propagandano la sostituzione dei sussidi con il loro
equivalente in soldi, cosa che sicuramente è sull'ordine del giorno dei
riformatori liberisti russi e i loro tecnici del FMI e della Banca
Mondiale sin dalla caduta della cortina di ferro. Ma i liberisti non
prendono in considerazione:
* l'inflazione (e naturalmente sono di principio contro qualsiasi
aggiustamento dell'inflazione)
* che a differenza dei beni gratuiti, gli equivalenti monetarizzati
possono finire in tasca a qualche funzionario
* l'apparato amministrativo in Russia per via del quale molte regioni non
hanno ancora ne i meccanismi ne i soldi per compensare la revoca dei
sussidi * il fatto che la metà delle regioni della federazione russa sono
in bancarotta * il rischio che, nelle famiglie, gli indennizzi al posto
dei sussidi vengano spesi da persone diverse dal titolare del sussidio.

Il successo effimero dei "comunisti" parlamentari in Russia e le proteste
quali "le guerre delle ferrovie" e le occupazioni delle fabbriche alla
fine degli anni '90, sono riusciti a frenare i reformatori liberisti per
qualche tempo. Ma da quando il Cremlino è riuscito a dividere i comunisti
e a cacciare dal Duma gli oppositori liberali di destra nelle elezioni
per il parlamento nel 2003, la strada alle riforme liberiste è di nuovo
libero. Con la loro vittoria, la cricca ex-KGB che si è impadronita del
potere in Russia ha preparato una serie inimmaginabile di riforme che
prevedono, oltre alla monetarizzazione dei sussidi, la parziale
privatizzazione della scuola elementare e l'abrogazione delle leggi sulla
libertà dalla leva.

Le leggi sulla monetarizzazione sono stati approvati frettolosamente nel
corso di un paio di settimane durante l'estate quando la maggior parte
delle persone oggette delle riforme erano fuori città: ricordiamo che
milioni di persone (anche nelle città) dipendono parzialmente o
totalmente dall'agricoltura di sussistenza. Si è formata una coalizione
imprevista di organizzazioni di veterani, la destra liberale, i piccoli
sindacati autonomi, le organizzazione per i diritti umani che
rappresentano gli interessi delle vittime della repressione e i partiti
"comunisti", coalizione che si è apprestata ad organizzare delle
manifestazioni contro le riforme. Ma le proteste hanno raccolto il
sostegno di poche persone e sono stati per lo più ignorate dal pubblico
generale. Grazie al annientamento della TV indipendente in russia in
quest'ultimi anni, il pubblico non aveva alcuna idea di cosa avrebbe
comportato la monetarizzazione. Nessuno, osservando le proteste fiacche
di luglio scorso, poteva mai immaginare la tempesta che si è vista a
gennaio quando le leggi sono cominciati ad entrare in vigore!

Ma di quanti soldi parliamo? Attualmente il dollaro equivale a 28 rubli e
l'euro a 36 rubli. Nella regione di Leningrado, chi godeva di sussidi ora
riceve mensilmente 230 rubli. Questa somma include l'indennizzo per le
telefonate (prima, 80 rubli al mese per un numero illimitato di
telefonate). Però, il biglietto per il treno metropolitano da Gatcina a
Pietroburgo costa 42 rubli solo andata e costa ancora di più l'autobus. A
Voronezh, il comune ha deciso di compensare per i sussidi con un
pagamento di soli 100 rubli in una città dove il biglietto più economico
costa 4,5 rubli. E un pensionato che ha un orto fuori città (senza il
frutto del quale morirà di fame) potrà recarsi all'orto solo due volte al
mese con questi soldi!

11.01.05 - A Dzerzhinsk nella regione di Nizhni Novgorod, 400 veterani e
disabili hanno manifestato illegalmente contro la cancellazione dei
sussidi.

12.01.05 - 1.000 pensionati e disabili hanno manifestato a Penza,
rivendicando il pagamento delle compensazioni.

13.01.05 - 2.000 pensionati hanno manifestato a Stariy Oskol rivendicando
il ritorno dei sussidi.

13.01.05 - 300 persone manifestano a Krasnogorsk nella periferia di
Mosca.

14.01.05 - 400 persone manifestano a Kaluga

14.01.05 - 400 persone manifestano a Pietroburgo

14.01.05 - 1.500 persone manifestano a Penza

14.01.05 - 200 persone manifestano a Cerepovets

14.01.05 - 200 persone manifestano a Ribinsk

15.01.05 - 1.000 persone manifestano a Himki nella periferia di Mosca

15.01.05 - 300 persone manifestano a Kazan

15.01.05 - Almeno 8.000 persone manifestano a Pietroburgo

18.01.05 - 1.000 persone manifestano a Perm

18.01.05 - 5.000 persone manifestano a Tomsk

E si tratta di una frazione di tutte le proteste, che sono più o meno
spontanee. Aumentano il numero di proteste individuali (il non pagamento
dei biglietti, aggressioni contro i controllori sui mezzi, ecc). In
alcune città il comune manda a lavorare sui mezzi solo il personale
maschile, considerando che il personale femminile è troppo vulnerabile
alle aggressioni da parte dei disabili e dei pensionati. A Kaliningrad,
il comune ha reintrodotto i trasporti gratuiti per i polizioti quando un
branco di sbirri hanno malmenato un controllore.

Insieme agli altri gruppi politici, anche gli anarchici sono stati colti
di sorpresa sia dalla portata sia dalla ferocità delle proteste. A Mosca
la sorpresa è stata ancora più sentita dal momento che si tratta di una
città che forse più delle altre ha mantenuto a livello comunale il
vecchio sistema sovietica, grazie al sindaco Yuri Luzhkov, un uomo che in
passato ha addirittura cacciato gli esperti del FMI dalla città. Ma
ricordiamo anche che Mosca è molto più ricca di altri posti, oltre 25
volte di più rispeto alle regioni più povere.

"Il privilegio di Mosca" è anche un metodo importantissimo nel tenere
divisa la classe operaia e per il mantenimento della stabilità del centro
dell'impero. Pareva chiaro sin dall'inizio che i sussidi non sarebbero
stati mai tolti. La stessa strategia è stata adottata anche dal governo
regionale di Mosca, con l'eccezione dei treni regionali.

Così, dal 1° gennaio, Mosca ha chiuso le porte ai pensionati e a tutti
coloro che una volta ci venivano dalla periferia grazie ai trasporti
gratuiti. Ben presto le città periferiche sono diventati un bollore di
proteste radicali: a Himki, al nord-est di Mosca, un picchetto di 50
pensionati è cresciuto sponteamente diventando un blocco stradale di
oltre 200 persone dell'autostrada Mosca-Pietroburgo. Le autorità della
città e della regione di Mosca si sono affrettati a reintrodurre
temporaneamente i trasporti gratuiti sugli inter-city dopo il 15 gennaio,
ma si progettano ancora manifestazioni in oltre 20 città della regione di
Mosca.

Anche in altre città le autorità sono stati costretti a fare delle
concessioni: * A Samara i pensionati avranno trasporti gratuiti fino alla
fine di gennaio. * Il presidente della Tatarstan, Mintimer Shaimer, ha
promesso un aumento degli indennizzi.
* Il governatore di Kuzbass promette trasporti gratuiti ai pensionati. *
Nell'oblast di Vladimir, il biglietto sui treni metropolitani è stato
ridotto di 20 rubli.
* A Penza i trasporti gratuiti sono stati reintrodotti.
* A Tjumen i pensionati hanno avuto indietro tutti i loro sussidi. * Idem
a Jekaterinburg.
* Anche nella regione orientale di Primorsk.
* Anche a Almetevsk.
* Anche a Celjabinsk.
* A Chukotka, nell'est, tutti i sussidi comunali sono stati ripristinati
insieme a quelli che riguardano i medicinali.
* A Bashkiria, gli indennizzi sono stati aumentati del 100%.
* A Pietroburgo, la metropolitana è di nuovo gratis ai pensionati.

Va detto, però, che ci sono alcuni che invece beneficiano dalle riforme.
Questo è vero soprattutto in quei posti distanti di campagna dove gli
anziani non hanno mai potuto beneficiare dai trasporti gratuiti o dai
medicinali gratuiti. Per loro, avere qualche centinaia di rubli in più
ogni mese è una gran bella cosa. Per questo gli anarchici devono
guardarsi dal semplicemente chiedere un ritorno allo status quo di una
volta.


2. Le proteste contro l'umiliazione sociale - finalmente!

(testo di Sofia, 16.01.05; tradotto da russia.indymedia.org)

Ancor prima che le leggi sulla cosiddetta monetarizzazione dei sussidi
siano passati nel Duma lo scorso estate, c'erano stati già dei tentativi
di manifestare contro l'effettiva abolizione delle garanzie sociali.
Questi tentativi di attirare l'attenzione alle riforme di politiche già
in realtà antisociali sono falliti principalmente grazie all'attacco
mediatico dello Stato che ha cercato di convincere i cittadini che le
riforme rappresentavano un vero miglioramento della situazione sociale di
milioni di persone oggette dei sussidi.

Queste leggi sono entrati in vigore il 1 gennaio 2005 e da allora chi
prima godeva dei sussidi ha dovuto rendersi conto delle conseguenze di
queste leggi. Durante le prime settimane di gennaio ci sono state azioni
non-autorizzate di protesta in tutto il paese: Himki (città periferica di
Mosca), Pietroburgo, Samara, Penza, Vladimir, Barnaul, Stavropol,
Tatarstan, Udmurtia, e altre ancora. In ogni città le proteste hanno
coinvolto centinaia o migliaia di manifestanti. Inizialmente rivendicando
il ritorno dei sussidi, i manifestanti incazzati hanno ben presto
cominciato ad esigere le dimissioni di Putin e del governo.

Nel frattempo, il governo pensa di scaricare la colpa sulle regioni.
Inoltre, accusa alcuni partiti (il Partito Comunista della Federazione
Russa, il Partito degli Operai Comunisti Russi e addirittura i
nazional-bolscevichi) di aver fomentato le proteste, senza rendersi conto
che la gente, trovandosi in questa situazione, non ha bisogno di essere
organizzati da altri.

In alcune città, l'OMON (polizia anti-sommossa del ministero degli
interni) ha disperso i manifestanti, ma nella maggior parte dei casi
sembra che le autorità abbiano paura e si astengono dall'agire contro le
proteste. La mitologia ufficiale del governo vuole che "i pensionati ci
sono carissimi - li amiamo, li rispettiamo e facciamo di tutto per
prenderci cura di loro". I pensionati e gli anziani in generale sono
anche un gruppo molto disciplinato, e pertanto vengono spesso
strumentalizzati dai parlamentari, i governatori e dallo stesso signor
presidente.

Per questo le manifestazioni dei pensionati, che in un primo momento
hanno trovato solo il silenzio da parte del potere, sono ormai soggetto
dei giochi mediatici dello Stato.


3. La manifestazione a Pietroburgo il 15 gennaio 2005

(di Piotr Raush della Lega Anarchica di Pietroburgo)

Circa mille persone di sono radunati a mezzogiorno a Smolna per un
presidio non-autorizzato e spontaneo. Dopo 2 ore, e senza alcun accordo
precedente con il comune, la folla si è trasferita alla Suvorovsky
Prospekt, bloccando il trafico, poi nella Piazza del Sollevamento,
raggiungendo infine la Nevsky Prospekt, di nuovo bloccando il traffico.
Sebbene ci fosse qualche slogan sul discorso dei tagli nei sussidi, la
maggior parte riguardavano temi più generali di carattere politico:
"Putin, vattene!", "Che il governo se ne vada!", "Matvienko (sindaco di
Pietroburgo), vattene!", "Abbasso il regime dei rapinatori!",
"Rivoluzione!", "Governo, dimettiti!", "Putin, dimettiti!", "Putin,
vergognati!", "Abbasso l'autocrazie!", "Abbasso la banda Putin!" e "Basta
con la rapina della gente!".

Durante il percorso del corteo, il numero dei partecipanti è cresciuto e
all'arrivo in via Sadovaya già contava più di 5.000 persone. A quel punto
il corteo è stato raggiunto da un altro corteo che era partito da
Gostiniy Dvor alle 13,00 con 400 persone ma che era ormai di oltre 2.000.

Questa folla di 7.000 persone ha bloccato l'incrocio di Nevski Prospekt e
via Sadovaya. Qualcuno ha parlato alla folla, invitando i manifestanti
alle proteste del 22 gennaio a Gostiniy Dvor (in commemorazione della
"Domenica di sangue" del 1905) e del 25 gennaio (alle ore 18 presso la
statua di Lenin vicino alla stazione) e del 26 gennaio (ore 9,30 in
piazza Isaak).

llo stesso tempo, un'altra folla di circa 1.000 persone si trovava al
Parco della Vittoria, bloccando il traffico sulla Moskva Prospekt. Questo
gruppo di persone si è poi spostato verso il memoriale dell'assedio di
Leningrado. Durante il corteo, però, un automobilista incazzato ha
investito tre manifestanti, uccidendone uno.

La vasta maggioranza dei manifestanti non appartenevano ad alcuna
organizazione politica, anche se tra il gruppo al Parco della Vittoria si
sono stati interventi di membri di Yabloko, del partito Rodina
(pro-Cremlino di sinistra) e di gruppi comunisti. L'altro corteo ha visto
la partecipazione di attivisti di gruppi comunisti autoritari, anarchici
e organizzazioni per i diritti umani, ma si trattava di circa 200
"politicizzati" in tutto. Tutte gli organismi politici sono stati colti
di sorpresa dalla portata delle proteste. I manifestanti hanno letto con
molto interesse quel materiale militante che c'era. Inizialmente, la
polizia sembrava indifferente ma man mano che la giornata si svolgeva, è
diventata sempre più attiva anche se non è riuscita a fare arresti.


4. La repressione a Samara

Il 15 gennaio 2005, un attivista dell'Ong "Voce - per la protezione dei
diritti degli elettori", Aleksander Lashmakin, si trovava sull'autobus in
compagnia di Aleksei Ivanov dopo le proteste spontanee contro la
monetarizzazione. Quando l'autobus era fermo all'incrocio di via
Novo-Vokzalnoy e l'autostrada per Mosca, alcuni poliziotti in borghese
sono saliti e hanno portato via Ivanov e Lashmakin senza qualificarsi.

Ivanov e Lashmakin sono stati portati in questura nel quartiere
industriale di Samara. Lashmakin è stato picchiato in modo brutale. Gli
hanno colpito alla faccia, gli hanno coperto la bocca con nastro adesivo
ed è stato sottoposto alla "tortura Dyba" dove la vittima viene apeso tra
due sedie e picchiata.

Poi, sono stati rinchiusi in una cella insieme ad altri arrestati durante
la giornata, in attesi di comparire davanti al giudice il giorno dopo.
Gli sbirri gridavano "soffrirete tutti per colpa sua" (indicando
Lashmakin) e hanno lanciato dei lacrimogeni dentro la cella. Tutto questo
è stato denunciato dagli accusati nel tribunale ieri, 18 gennaio. Il caso
contro Lashmakin è stato archiviato dal giudice.

(Versione breve del messaggio di Ludmila Kuzmina, scrivendo dal
tribunale)

Nota: Laskmakin non è membro di alcuna organizzazione anarchica, ma
collabora spesso con gli anarchici. Era attivo durante il campo di
protesta a Perm nell'estate del 2004. Merita tutto il sostegno che
possiamo offrire!


5. Gli eventi a Perm, la repressione e un appello alla solidarietà.

Il 18 gennaio il presidio a Perm è iniziato alle ore 12 all'incrocio tra
via lenin e via Kuybyshev con circa mille manifestanti. In un primo
momento la protesta non ha disturbato il traffico ma nonostante questo la
polizia ha dato ordine di portare via una macchina allestito con
megafono. Questa azione ha provocato i manifestanti che hanno deciso di
blocare il traffico. A quel punto la manifestazione è stata circondata da
poliziotti a cavallo.

Alle ore 13,15 i manifestanti hanno cominciato una raccolta di firme
rivendicando:
a) trasporti gratuiti per tutti coloro che ne godevano fino al 01.01.05,
b) il mantenimento di tutti i sussidi revocati con la Legge n.122 e le
varie decisioni del comune e della regione,
c) che i comuni e le regioni sostengano i costi di tutto ciò.

Fino alle 13,45 il numero dei partecipanti è cresciuto, arrivando a 2.000
persone. La polizia è ancora neutra.

Ore 14,00: Il presidio si sposta all'incrocio di via Lenin e via Popov,
bloccando l'unico ponte sul fiume Kama che unisce i due lati della città.
Funzionari dell'amministrazione regionale chiedono che i manifestanti
nominano dei delegati per parlare dei problemi ma i manifestanti si
rifiutano, ritenendolo insufficiente. La polizia, rimasta sorpresa dal
rifiuto, fa arrivare le "avtozaks" (furgoni per il trasporto di
prigionieri) per eventuali arresti di massa.

Ore 14,10: Gli organizzatori della manifestazione annunciano che, in caso
le autorità decidessero di non concedere le rivendicazioni, ci sarà un
blocco delle ferrovie domani. La gente dibatte se spostare la protesta,
liberando l'incrocio.

Ore 14.15: Il capo della polizia della regione di Perm, Yuri Gorlov,
arriva al presidio e chiede che i manifestanti parlino con il governatore
Oleg Cirkunov, affermando che il governatore non vorrà discutere in modo
costruttivo in mezzo a tale confusione. la polizia blocca l'accesso al
ponte sul Kama con degli autobus. Alle ore 14,20 il governatore arriva.

Ore 14,20: Il governatore, Oleg Cirkunov, annuncia che non discuterà con
la gente per strada e ha invitato tutti di incontrarlo nei locali
dell'amministrazione regionale. I manifestanti votano se andare o non
alla riunione, ma la maggioranza decide di essere disposta a parlare con
il governatore solo per strada.

Ore 14,31: Dopo l'intervento di Cirkunov, la polizia municipale crea una
catena umana per bloccare la strada ai manifestanti ed impedire che
raggiungano il ponte sul Kama.

Ore 14,40: Cirkunov si rifiuta di parlare con i manifestanti. Quando gli
è chiesto se i sussidi verrano riconosciusti ai pensionati, risponde
"no". La folla circonda Cirkunov da tutte le parti.

Ore 14,50: Viene dato alla polizia un ordine di arrestare gli
organizzatori della protesta, tra cui Roman Yushkov, un attivista del
gruppo locale Resistenza Anarcoecologica, e Yuri Bobrov, che ha
partecipato anche lui al campo di protesta dell'estate 2004. La gente
reagisce prendendo in ostaggio il governatore Cirkunov. Annunciano che
verrà rilasciato in scambio degli anarchici ed altri arrestati.

Ore 14,59: La polizia acconsente allo scambio e tutti vengono liberati.

Serve la vostra solidarietà!

Non vi sorprenderà sapere che l'amministrazione di Perm è intenzionata a
punire gli attivisti locali per tale umiliazione. Secondo i fonti più
recenti, sembra che intendono arestare Roman Yushkov (di Resistenza
Anarcoecologica), Anastasiya Maltseva e certe altre persone, membri di
altri gruppi. Ieri, 18 gennaio, sono stati arrestati Aleksandr Reznik del
sindacato indipendente "Solidarnost" e sua moglie. Attualmente sono
incarcerati nella questura del quartiere Lenin.

Gli attivisti di Perm fanno appello perché la gente telefoni al comune,
chiedendo al comune di non iniziare alcun processo contro i manifestanti
e che tutti i prigionieri vengano liberati. I numeri telefonici del
comune sono: +7-3412-12-64-57
+7-3412-12-64-57
+7-3412-34-94-91

Traduzione di nmcn/ainfos

Foto delle proteste a:
http://rts.cctpu.edu.ru/news/?id=159

http://www.ainfos.ca/05/jan/ainfos00292.html




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