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(it) Francia: Volantino UL-CNT Marsiglia per la manifestazione "per un miglior accesso all'aborto" - 15/07/05 (fr)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Wed, 12 Jan 2005 13:58:18 +0100 (CET)


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Il mio corpo m'appartiene!
Per un miglior accesso all'aborto
(Volantino dell'UL-CNT Marsiglia )
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Certamente l'interruzione volontaria di gravidanza è autorizzata in
Francia dal 1975. Una duratura lotta femminista ha permesso un
cambiamento delle mentalità ed un rovesciamento giuridico di fronte a
questa che costituisce una rivendicazione chiave delle donne: "un
bambino, se io voglio, quando io voglio"; in altre parole, il rifiuto di
essere considerate come delle "macchine da piacere" al servizio della
riproduzione degli uomini e della dominazione maschile. Se oggi si alza
la voce contro "l'omo-genitorietà" ed il diritto degli omosessuali a
crescere dei bambini, è in nome degli stessi valori retrogradi: per loro
la famiglia deve restare il santuario dell'ordine patriarcale (che
chiamano "ordine simbolico") e la tomba dei nostri desideri. Contro
l'ordine morale, i nostri desideri fanno disordine!!!

Numerose barriere, giuridiche o no, impediscono ancora a molte donne di
accedere all'aborto: rimane pur sempre un percorso da combattente perché
le strutture che assicurano questa operazione diventano talmente rare, e
lo Stato s'impegna talmente poco, che a Marsiglia, il 60% degli aborti si
fanno nel settore privato. L'intervento medico non è stato rivalorizzato
da 15 anni, è poco retribuito e solo un pugno di medici impegnati
affianco delle donne lo praticano. "Medico abortista" non essendo una
specializzazione, sono gli ostetrici che fanno abortire. La clausola di
coscienza, vera e propria ingiustizia, permette ad un buon numero di loro
di rifiutare di praticare l'intervento. Per evitare questo problema,
bisognerebbe creare più posti di medico per garantire un vero diritto di
abortire. Pochi medici praticanti, la brevità dei termini, le file
d'attesa, le procedure del colloquio et di riflessione? Tutto quanto
questo allunga l'attesa e porta spesso ad un superamento dei termini
legali (14 settimane d'amenorrea). Cosi, ancora oggi, delle donne devono
partire all'estero per abortire.

Dei progetti di legge che puntano nel breve termine a dare una
personalità giuridica al feto, porta d'ingresso ad una rimessa in
discussione del diritto all'aborto et del diritto delle donne a disporre
dei loro corpi (emendamento Garraud). Grazie alla vigilanza delle
femministe, tali misure non passano , ma resta il fatto che il diritto
all'aborto è fragile. Ugualmente, il deterioramento dei servizi pubblici
ospedalieri colpisce duramente le popolazioni più esposte: sempre quelle
che sono più povere subiscono il disimpegno dei poteri pubblici.

Noi rivendichiamo:
* La creazione di centri specializzati, separati dai reparti
maternità
* L'allungamento dei termini entro i quali si può abortire,
l'aumento del numero dei medici che praticano l'aborto
* Il rifiuto del riconoscimento giuridico del feto
* Delle sanzioni per ogni attentato al diritto all'aborto
* Una rivalorizzazione dell'intervento medico, sia pecuniaria sia
attraverso una formazione specifica dei medici, un aumento del
numero dei medici.
* La garanzia dell'accesso alla pillola abortiva per le minorenni
* L'abolizione del divieto dell'aborto in tutti i paesi europei,
ed un'armonizzazione verso l'alto
* La gratuità e la diffusione più ampia possibile dei contraccettivi
(femminili e maschili) negli edifici pubblici, e soprattutto nelle
scuole superiori.
* L'avvio di campagne d'informazione nelle scuole superiori sulla
contraccezione e l'aborto.

Manifestiamo tutte e tutti insieme sabato 15 gennaio
Alle 15h, ai "Réformés"

L'unione locale della CNT organizza, inoltre, la proiezione del
documentario "aborto, una libertà fragile", di Régis Sauder, sabato 15
gennaio alle 19h30, presso Mille babôrds, 61 rue Consolat, Marsiglia

http://www.cnt-f.org/archive_actu.php?body=748

Traduzione di stecunga/fdca




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