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(it) Umanità Nova, n.5: Evitare il contagio della verità. La ragnatela della propaganda dall'Iraq a Scampia

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Date Sat, 19 Feb 2005 18:51:11 +0100 (CET)


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Il ministro degli esteri Fini ha affermato di sperare che il successo di
affluenza alle urne nelle elezioni irachene possa avere un effetto di
contagio in tutta l'area arabo- islamica. Per il momento però l'unico
contagio che si è verificato è quello della malafede. Infatti la vera
domanda oggi è perché Prodi e D'Alema abbiano accettato di avallare la
propaganda americana sulle "libere elezioni" in Iraq. Ci si chiede cosa
gliene venga a dichiararsi soddisfatti e speranzosi a riguardo, quando
risulta evidente ad ognuno che queste elezioni irachene non sono altro
che la celebrazione del momentaneo accordo tra una potenza occupante (gli
USA) ed uno dei gruppi etnico-religiosi locali (sciiti) contro l'altro
gruppo etnico-religioso (i sunniti, che infatti hanno disertato il voto).
È un accordo tra nemici, ma non è certo la prima volta nella Storia. Nel
1939 Hitler occupò la Polonia previo un patto di spartizione con Stalin,
allo stesso modo in cui l'occupazione americana dell'Iraq sottintendeva
un accordo con l'Iran, lo Stato tutore degli sciiti iracheni.

La strategia storica del colonialismo è stata sempre quella di fomentare
odi e conflitti etnici per utilizzarli a fini di dominio. Altrimenti non
si spiegherebbe come mai poco più di duecentomila inglesi abbiano potuto
dominare per più di un secolo su oltre cento milioni di indiani: ciò è
stato possibile sfruttando i conflitti fra indù, mussulmani e sikh,
utilizzando alcuni come mercenari contro gli altri.

Ma il punto è proprio qui: riconoscere il carattere colonialistico della
politica americana significherebbe demistificare non solo la propaganda
americana, ma anche l'intera immagine che l'Occidente (Europa compresa)
vorrebbe dare di sé. In altri termini: smascherare il colonialismo
americano comporterebbe l'ammettere l'esistenza anche di un colonialismo
europeo.

Il contagio della malafede serve quindi a prevenire un possibile contagio
della verità, da cui troppi hanno da temere. Per lo stesso motivo nessuno
ha messo in evidenza l'assurdità delle dichiarazioni ammazzasettistiche
del primo ministro israeliano Sharon in occasione della giornata della
memoria del genocidio ebraico. Quando Sharon identifica l'antisionismo
con l'antisemitismo, e proclama inoltre che alla propria sicurezza gli
ebrei d'ora in poi provvederanno da soli, non sta neppure bluffando,
poiché nessuno può davvero prenderlo sul serio. Sono noti i dati
dell'assoluta dipendenza finanziaria e militare di Israele dagli USA, per
cui il sionismo ha fallito proprio nel suo obiettivo essenziale, cioè
creare uno stato ebraico indipendente, che oggi infatti non esiste.

D'altra parte è tipico delle potenze coloniali presentarsi come
pacificatrici e mediatrici tra etnie locali in conflitto, perciò bisogna
continuare a fingere che Israele costituisca un soggetto autonomo, invece
che un semplice fantoccio degli Stati Uniti.

Come i ministri degli esteri di Stalin e Hitler, Molotov e Von
Ribbentrop, si accordarono per spartirsi la Polonia, così anche dei
nemici o degli avversari possono convenire di occultare una verità
evidente ma scomoda per troppi.

La mistificazione propagandistica si fonda su delle costanti, su dei temi
sempre ricorrenti, perciò non deve sorprendere che la disinformazione
sull'Iraq abbia delle analogie con quella su Scampia.

I mass media ritraggono infatti Scampia come una sorta di terra straniera
in preda a guerre tribali, nella quale una pattuglia di soldati bianchi
in missione di pace cerca di riportare l'ordine. Insomma: Scampia come
l'Iraq o come il Kossovo o come l'Afganistan.

Il problema è che i soldati saranno anche bianchi, ma non sono poi così
puliti. Infatti non è serio sostenere che delle bande criminali possano
tenere il territorio in quel modo, senza avere i loro solidi agganci con
i corpi di polizia e con gli altri apparati dello Stato. Insomma, dei
bravi soldati bianchi oggi promuovono la coltivazione del papavero da
oppio in Afganistan, mentre dei bravi poliziotti bianchi, nello stesso
tempo, aiutano a smerciare a Scampia l'eroina derivata da quei papaveri.

Comidad


da Umanità Nova, numero 5 del 13 febbraio 2005, Anno 85
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