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(it) Bologna: USI e la lotta dei lavoratori irregolari dello scalo internazionale

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 7 Feb 2005 19:03:41 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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http://ainfos.ca/index24.html
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UNIONE SINDACALE ITALIANA e lavoratrici e lavoratori anarchici.
-Val più l’azione cosciente e determinata di 10 lavoratori che la delega
passiva di 1000 tesserati.-
L’unione sindacale italiana invita a sostenere l’iniziativa di lotta
contro il lavoro nero che le lavoratrici ed i lavoratori sprovvisti di
permesso di soggiorno, residenti allo Scalo Internazionale dei Migranti
di via Casarini, stanno portando avanti.
Queste lavoratici e lavoratori hanno deciso di uscire dalla clandestinità
nella quale sono stati spinti dalla attuazione delle leggi xenofobe
sull’immigrazione, denunciando pubblicamente quelle situazioni di lavoro
irregolare che, da troppo tempo sono costretti a subire.

Essi si espongono, in prima persona, a rischi eccezionali, quali la
perdita dalla possibilità di continuare ad ottenere una, sia pur misera,
occasione di reddito, ma anche a rappresaglie di parte padronale o delle
mafie che gestiscono il fiorente caporalato di Bologna e provincia.

Queste persone, pur appartenendo alla fascia più ricattabile e meno
garantita nella organizzazione capitalistica del lavoro, stanno
promuovendo una lotta che, già da tempo, avrebbe dovuto essere portata
avanti dalle lavoratrici e dai lavoratori di tutte le categorie.

Oggi, chi non è in possesso del permesso di soggiorno, non può essere
assunto con un regolare contratto.

Questo non toglie il fatto che, quello stesso, non debba continuare a
dover cercare di procurarsi i denari necessari al mantenimento proprio e
della propria famiglia, con grande soddisfazione di chi approfitta della
situazione per reperire mano d’opera sempre più a buon mercato, sempre
più sottomessa e sempre meno garantita.

L’inserimento quotidianamente più massiccio di mano d’opera "al nero", a
fianco di lavoratrici e lavoratori regolarmente assunti, rende la vita
nei luoghi di lavoro ogni giorno più difficile e pericolosa per tutti e
tende a diminuire il valore della paga oraria.

Questo in una situazione già terribile per tutte e tutti i dipendenti, a
causa dell’ormai consolidato regime di contratti d’assunzione a breve e
brevissimo termine, anche tramite le agenzie del lavoro interinale, vere
e proprie agenzie per il caporalato legalizzato.

La lotta di queste lavoratrici e di questi lavoratori è anche la nostra
lotta, lotta contro la dittatura padronale e per il riconoscimento del
valore economico ed effettivo del nostro lavoro.

Comune a tutte ed a tutti deve essere la lotta contro il lavoro nero e
contro leggi come la Turco-Fini e Bossi-Napolitano che impediscono
l’emersione dei lavoratori immigrati dalla clandestinità e decretano la
reclusione nei C.P.T. dei lavoratori colti senza contratto e permesso,
mentre nessuno si preoccupa di controllare i padroni che ingrassano sulle
nostre disgrazie.

L’unione sindacale italiana sottolinea l’importanza della lotta
intrapresa da queste lavoratrici e lavoratori e si auspica che tutti, ed
in special modo chi ha od ha avuto esperienza di lotta sindacale,
riconoscano il valore sociale della loro azione.

Si adoprerà inoltre, cercando di coinvolgere anche altre organizzazioni
sindacali e movimenti autoorganizzati dei lavoratori e dei migranti,
affinchè possa al più presto realizzarsi una giornata di sciopero contro
il lavoro nero, contro la Bossi Fini e contro i C.P.T.


Per l’internazionalismo, la libertà e la giustizia sociale.

Rif. Coord. Lav. Migranti: Leo 348/2628395 / nenno 23 chiocciola libero .
it Alla stampa, alle organizzazioni sindacali, al sindaco di bologna.


Dalla mailing list di Contropotere




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