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(it) Comunicato FdCA: Giù le mani dalla Val di Susa

Date Wed, 7 Dec 2005 17:53:10 +0100 (CET)


GIÙ LE MANI DALLA VAL DI SUSA
Nelle prime ore del 6 dicembre 2005, uomini e donne che presidiavano la
propria terra per impedire l'inizio dei lavori collegati all'alta velocità
sono stati selvaggiamente caricati e sgombrati a Venaus.
Si tratta di una protesta spontanea e di massa, di una valle che si oppone
allo scempio inutile di un'ennesima grande opera, di cui sono noti gli
impatti negativi, ignoti i rischi, ma pericolosamente vaghi e indefiniti i
benefici per la collettività (a parte i destinatari degli appalti e delle
commesse).
La Val di Susa, da sempre valle di passaggio verso la Francia, si oppone
ad essere trasformata in un corridoio desertificato da decenni di
cantiere, si oppone a vedere le sue montagne sventrate per far passare il
raddoppio di una linea ferroviaria già utilizzata solo al 38% e pretende
di poter avere voce in capitolo sullo sviluppo del proprio territorio.

Nessuna autorità è stata in grado di rassicurare e convincere i
valligiani, nessuna risposta credibile è stata data. Invece, dopo aver
provato ad oscurare la protesta, dopo avere provato a screditarla con le
provocazioni dei pacchi bomba, si cerca di seppellirla sotto i manganelli
e le ruspe.

Venaus, come già Genova, è la prova che qualunque richiesta di democrazia
e di partecipazione reale viene soffocata dalla repressione.

È la prova che possiamo essere clienti, o sudditi, ma non è previsto
essere cittadini.

Questa democrazia fittizia, in cui ci viene chiesto ad ogni elezione di
scegliere tra due volti sui cartelloni, espressioni dello stesso modello
di sviluppo e di sfruttamento, mostra la sua vera faccia di poliziotto del
capitale e degli affari.

Questa devolution che viene fatta passare per federalismo non sa fare
altro che nascondersi dietro lo spauracchio dell'Europa per imporre con la
forza bruta scelte non condivise.

Solidarietà agli abitanti della Val di Susa, che lottano insieme per
riprendere nelle loro mani il loro territorio, le loro vite e il loro
futuro.

Non vogliamo grandi opere per pochi ma servizi per tutti, treni decenti e
sicuri per i pendolari e i lavoratori e salari adeguati e sicurezza per i
ferrovieri, opere che servano allo sviluppo e non a far tagliare nastri di
inizio lavori a generazioni di politici.

E vogliamo democrazia vera, come quella rappresentata oggi in Val di Susa
da uomini e donne che sono capaci di interrogarsi su cosa vogliono del
loro territorio, che hanno costruito un fronte unitario tra lavoratori,
studenti, sindacati, commercianti, agricoltori e insieme sono capaci di
opporsi a chi è disposto, letteralmente, a passare sopra i loro corpi pur
di realizzare un'opera decisa altrove da qualcuno che non ha mai visto le
loro montagne, da qualcuno per cui la TAV non è che una linea su un pezzo
di carta o su una lavagna luminosa.

Perché spendere ancora miliardi di soldi pubblici (pagati da tutti) per
un'opera che permetterà di andare da Torino a Parigi in 3 ore invece che
in 5 ore come avviene oggi?

Chi ci guadagna?

NO TAV!
SÌ ALL'AUTOGESTIONE e ALLA RESISTENZA!


Federazione dei Comunisti Anarchici
7 dicembre 2005

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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