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(it) USA/Canada: "Unfinished Business" No.2 - Il futuro del movimento dei lavoratori in USA [en]

Date Mon, 29 Aug 2005 02:04:31 +0200 (CEST)


La proposta di ristrutturazione della American Federation of Labor -
Congresso of Industrial Organization (AFL-CIO)
* * ** * *
Il declino del sindacalismo negli USA lo si avverte nel declino dei
livelli di vita. I salari non stanno al passo con l'aumento del costo
della vita. C'è una crisi evidente nel movimento dei lavoratori, i quali
sono chiamati a dover trovare strategie che saranno la base per un
eventuale ripresa
dell'organizzazione sindacale nei luoghi di lavoro.
Quei conservatori aristocratici del SEIU (Service Employees International
Union) pensano di poter risolvere loro i problemi dei lavoratori. La loro
proposta punta ad una ristrutturazione della AFL-CIO. Può apparire una
proposta radicale che porti ad un risveglio nel movimento operaio,
tuttavia in realtà essa assume tutto il significato di una
ristrutturazione burocratica del movimento sindacale.


NON PRENDETE LA PILLOLA VIOLA

Ovunque, dalle pagine del New York Times alle mense delle fabbriche, si
discute seriamente del futuro del movimento sindacale in USA. Uno sguardo
alle statistiche e si capisce da dove viene tanta preoccupazione. Nel 1948
il 31,8% dei lavoratori era organizzato sindacalmente, ma il declino è
iniziato già negli anni 60. Nel 1980 era sindacalizzato solo il 23,2% dei
lavoratori e nel 2004 solo il 12,5% della forza-lavoro USA è iscritta ai
sindacati.

Il declino della sindacalizzazione è un sintomo del peggioramento delle
condizioni di vita negli USA. I salari non stanno al passo dell'aumento
dei prezzi ed il movimento sindacale non riesce più a fissare degli
standard per salari, indennità e condizioni generali di lavoro. Il
problema è semplice: i lavoratori hanno bisogno di organizzarsi. Tuttavia
la soluzione che si propone non viene dai lavoratori, bensì da
un'aristocrazia di funzionari che pensa di poter risolvere una simile
crisi tramite le statistiche e strategie altisonanti studiate a tavolino
da persone che a malapena han lavorato un sol giorno nella loro vita,
persone che non conoscono soprattutto i problemi che i lavoratori devono
affrontare nei luoghi di lavoro. Il movimento sindacale è in crisi ed i
lavoratori dovranno trovare le strategie per dare sostegno ad una
eventuale ripresa dell'organizzazione operaia.


La soluzione calata dall'alto

Quei conservatori ed aristocratici dei dirigenti del SEIU, gente che non
ha mai dovuto pulire per terra per vivere, pensano di avere in mano la
soluzione per i lavoratori. Andy Stern (vecchio sacco di soldi del New
England) se ne è venuto fuori con una proposta chiamata "Uniti per
vincere". Questa proposta prevede una ristrutturazione della AFL-CIO. I
punti principali di questa proposta vertono sull'organizzazione sindacale
nella grande industria, sulla intensità sindacale e su maggiori
investimenti per l'attività organizzativa. Sebbene queste possano apparire
delle buone idee, vi sono dei problemi che vanno evidenziati. Innanzi
tutto vanno enucleati i due punti principali della proposta del SEIU:

- Garantire alla AFL-CIO l'autorità di richiedere una contrattazione
coordinata e di accorpare o revocare statuti sindacali, di trasferire
delle
responsabilità a quei sindacati per i quali quell'industria o settore
costituisce per essi un'area primaria di forza, infine impedire qualsiasi
accorpamento che potrebbe in seguito dividere la forza dei lavoratori.

- Ridurre del 50% le quote sindacali dovute alla confederazione AFL-CIO se
i sindacati di categoria mettono il 10% del loro budget nell'attività di
organizzazione di nuovi settori di lavoratori.

Queste proposte possono sembrare radicali ed in grado di creare una
ripresa nel movimento sindacale, tuttavia tutto ciò che esse mettono in
campo è solo una ristrutturazione del movimento sindacale. Il primo punto
fondamentalmente non è che una misura per impedire che vi siano sindacati
che si prendano gli iscritti di altri sindacati, oppure, un modo per quei
sindacati come il SEIU di giustificare la caccia agli iscritti in corso
contro il sindacato AFSCME (American Federation of State, County and
Municipal Employee's) per far confluire ufficialmente gli iscritti di
quest'ultimo verso il SEIU. Il primo punto creerà sindacati dell'industria
più grandi e distruggerà quelli piccoli, come pure metterà uno stop a
sindacati come lo United Auto Workers che sta organizzando i lavoratori
dell'università. Può sembrare una ragionevole riorganizzazione ed una
rifocalizzazione dell'organizzazione sindacale rispetto al settore di
riferimento, tuttavia non si prende in considerazione ciò che i lavoratori
vogliono nonchè l'evidente e semplice fatto che i lavoratori si
organizzano in base alla loro autonoma attività e non solamente in base
agli sforzi degli organizzatori sindacali.

Il secondo punto significa semplicemente che i sindacati dovrebbero
mettere più soldi nell'attività organizzativa e meno nei servizi per gli
iscritti. Certo, sarebbe bello che le quote sindacali andassero a
finanziare le attività organizzative piuttosto che i grassi stipendi dei
funzionari sindacali. Tuttavia, c'è un fatto: di quale tipo di attività
organizzative si sta parlando? Il SEIU ama organizzare i padroni, non
certo i lavoratori. Fa fede il caso della loro campagna Giustizia per i
Portinai. Invece di cercare di organizzare tutti i portinai in città, il
SEIU fa pressioni sui proprietari dei palazzi perchè diano contratti di
pulizia alle compagnie sindacali dei portinai. Il sindacato UBC (United
Brotherhood of Carpenters) fa la stessa cosa. Gli organizzatori dell'UBC
fanno pressioni su appaltatori non sindacalizzati perchè firmino con l'UBC
tramite un picchettaggio subalterno.

Per esempio a Portland, nell'Oregon, l'UBC sta picchettando davanti alla
U.S. Bank Tower perchè lì ci sono carpentieri non sindacalizati che stanno
facendo il lavoro di miglioramento abitativo nell'edificio. I sindacalisti
dell'UBC stanno cercando di portare il proprietario del palazzo a servirsi
di un appaltatore affiliato all'UBC invece dell'appaltatore
non-sindacalizzato, la Russell Construction. Non si dovrebbe omettere
inoltre di dire quanto sia vergognoso il metodo, altrettanto
vergognosamente spacciato per attività organizzativa, denominato ripresa
del mercato.
Insomma l'UBC dà i miei soldi, la mia trattenuta sindacale, agli
appaltatori del sindacato, di modo che questi possono subappaltare a meno
i contraenti non sindacalizzati per il lavoro da fare. Insomma io sono un
iscritto al sindacato e mi compro il mio diritto al lavoro grazie al
sindacato (quasi 20 dollari alla settimana)!!

Questi sono i modelli di organizzazione usati da quei sindacati cosiddetti
"in prima linea" nel movimento sindacale in termini di capacità
organizzative. L'aristocrazia sindacale sembra aver dimenticato da dove
proviene la forza dei lavoratori, da ESSI STESSI, da NOI!


LA COALIZIONE "CAMBIARE PER VINCERE"

Un mese prima del congresso di luglio della AFL-CIO, circa 6 sindacati
aderirono alla coalizione Cambiare Per Vincere. I firmatari promotori
erano gli stessi della proposta Uniti Per Vincere. Mettere più soldi
nell'attività organizzativa. Come già detto sopra, la questione
fondamentale è di quale tipo di organizzazione si tratti e se è questa la
vera organizzazione operaia. E la risposta non può essere che una: NO.

Alla fine di luglio, i Teamsters, il SEIU e l'UFCW sono uscite dalla
AFL-CIO. UNITE-HERE, The Laborers e The United Farm Workers, tutti
aderenti alla nuova coalizione hanno minacciato di lasciare la AFL-CIO, ma
al tempo stesso, si fanno i loro conti.

La coalizione Cambiare Per Vincere è comunque una novità. Nei prossimi 6
mesi avremo modo di vedere cosa ha da offire, ma ci sono molti dubbi sul
fatto che essa possa cambiare radicalmente il movimento sindacale. La
struttura della coalizione Cambiare Per Vincere è tutt'altro che
democratica al pari della AFL-CIO e, per dio, non c'è stata nessuna
votazione degli iscritti sull'affiliazione alla coalizione. Andy Stern e
Jimmy Hoffa jr., con l'approvazione dei rispettivi organismi esecutivi
nazionali e senza sentire la base sindacale a livello locale, hanno preso
la decisione affatto democratica di uscire dalla AFL-CIO e di aderire alla
coalizione. Non vi è stata alcuna votazione democratica degli iscritti ai
sindacati della colazione sulla loro affiliazione alla coalizione stessa.
Ancora una volta, è l'aristocrazia sindacale che sta decidendo sul futuro
del movimento dei lavoratori e non noi iscritti di base.

Una volta i lavoratori sentivano che avevano il potere di incidere
radicalmente sull'economia e sulla struttura politica degli Stati Uniti.
Negli anni '30 i lavoratori si auto-organizzavano e creavano le loro
proprie organizzazioni, i loro propri sindacati. Negli anni '30 c'è stata
la più importante spinta organizzativa sindacale mai vista negli USA. E se
si guarda attentamente a come questi padri del movimento sindacale
riuscivano nei loro intenti, si scopre che il loro segreto stava nella
auto-organizzazione. Essi erano il potere operaio all'opera, usando
l'azione diretta, gli scioperi, ed in generale la determinazione di far
agire il loro potere economico; quei lavoratori usavano il loro potere
reale per migliorare le loro condizioni di vita. Dopo gli anni '30, le
statistiche rivelano ancora una forte militanza sindacale dei lavoratori
nuovamente organizzati nel prendere l'iniziativa per mantenere ed
aumentare la loro forza. Nel 1945, scioperarono 1.435.000 lavoratori. Nel
2004 appena in 171.000 hanno fatto dei picchettaggi per mantenere e
migliorare i rapporti di forza.

Sono molti i fattori che interagiscono in questa grave crisi della nostra
forza. I due fattori che vengono percepiti come più importanti da molti
militanti sindacali sono la compiacenza dei lavoratori nell'accettare
quella mentalità da classe-media per cui ciò che conta nella vita è
possedere 2 automobili, una casa in area residenziale, e dei passatempo
divertenti; il Sogno Anericano, mentre il secondo fattore è la mancanza di
controllo sui nostri sindacati a causa della loro "vecchia e buona"
struttura nelle mani di dirigenti (l'aristocrazia sindacale) che
provengono da classi più agiate, vedi il caso di Andy Stern.

Come è stato dimostrato dalle esperienze degli anni '30, siamo noi
militanti sindacali di base quelli che hanno il potere di trasformare una
crisi in una ripresa. Dobbiamo sviluppare strategie di organizzazione dei
lavoratori che ci ridia potere nei luoghi di lavoro e non solo la ricerca
di un accordo da contrattazione collettiva. E' giunto il tempo di
liberarci della disperazione che alberga in noi per iniziare a mettere in
atto una militanza sindacale basata su tattiche e strategie che sviluppino
il potenziale per una ripresa della nostra forza sindacale. Non pretendo
di sapere quali siano le risposte, ma quello che so è che dobbiamo
guardarci intorno ed agire. Una ripresa del Movimento Sindacale ci sarà
molto probabilmente alla fine di una crisi economica che richiederà anni
di sviluppo e di stenti prima che i lavoratori alzino la testa e comincino
a lottare. Dobbiamo preparare il telaio strutturale militante che potrà
agevolare questa ripresa. Il che significa provare delle tattiche,
costruire organizzazioni di base di militanti sindacali, e riconoscere che
non è un lavoro che si fa in un giorno. Abbiamo tempo, dobbiamo avere una
visione strategica di fondo oppure ci perderemo nella apparente futilità
del giorno per giorno.

Patrick Star

(Patrick Star fa parte del Firebrand Collective, il quale a sua volta fa
parte della Northwest Anarchist Federation. È anche attivista sindacale di
base della UBC-United Brotherhood of Carpenters, Local 247)



Ndt:
SEIU (Service Employees International Union), quella del film Bread &
Roses, UFCW (United Food & Commercial Workers) che organizza i lavoratori
dei supermercati e del settore alimentare,
HERE (Hotel Employees and Restaurant Employees) che organizza i lavoratori
di alberghi e ristoranti,
Teamsters, sindacato dei camionisti guidato dal figlio di Jimmy Hoffa
(alla cui vita si ispira il film FIST).

Articolo tratto da "Unfinished Business", No 2: Foglio della NORTHWEST
ANARCHIST FEDERATION - NAF U..B.. B U P.o. Box 112 Portland, OR 97232

http://www.nafederation.org


Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
http://www.fdca.it

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