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(it) Comunicato FA Torinese 08/08/2005

Date Fri, 12 Aug 2005 19:23:59 +0200 (CEST)


La boa di metà estate quest'anno passa così: il tribunale del riesame ha
deciso per i 7 antifascisti incarcerati il 20 luglio gli arresti
domiciliari. Poteva andare solo appena un po' peggio. D'altra parte,
secondo il famigerato Laudi che ha sostituito il suo compare Tatangelo, i
"militanti politici" che vorrebbero un mondo di liberi ed eguali sarebbero
votati al martirio e non chiederebbero di meglio che restare in galera.
Non è una boutade ma le parole usate dal PM nella sua requisitoria contro
Tobia, Mauro, Andrea, Darco, Manu, Sacha e Fabio. Ogni commento è
superfluo.
La magistratura, l'amministrazione politica, la polizia, hanno deciso che
sulla città deve calare la pace olimpica e, come è loro costume, per fare
la pace hanno proclamato la guerra. Viviamo in un paese in guerra, viviamo
in un mondo in guerra.

Truppe italiane sono schierate in Iraq e Afganistan, le chiamano missioni
di pace ma sono operazioni di guerra, dove c'è chi combatte, uccide e
muore. In nostro nome anche se in tanti, tantissimi abbiamo detto no. In
questa guerra, come in tutte le guerre schifose che gli stati ed i potenti
ingaggiano tra loro, a morire sono soprattutto i civili, quelli senza nome
che crepano a centinaia in Iraq e Afganistan, quelli con un nome e una
foto ma con eguale destino che sono morti a Madrid, a Londra, a Sharm el
Sheik.

In questo mondo, c'è una città che si chiama Torino. In questa città il
sindaco di "sinistra" vuole proclamare la "pace olimpica". Perché qui, tra
il fine corsa della Fiat e la follia del treno ad Alta Velocità sta per
arrivare il baraccone olimpico, quello dei soldi pubblici per
profitti privati, una vetrina verso le elezioni del 2006.

Una vetrina che niente e nessuno deve sporcare.

E allora? Il sindaco appartiene ai DS, quelli delle bombe sulla
Jugoslavia, quelli che votano per le truppe in zona di guerra, quelli che
hanno aperto i CPT-lager per migranti, quelli del lavoro interinale e
dello sfruttamento selvaggio, quelli che il futuro di Torino lo scrivono
al tavolo di Luca Cordero di Montezemolo. È gente, lo sappiamo bene, che
chiama pace la guerra. La guerra esterna e quella interna. E allora il
buon Chiamparino ha proclamato la pace.

Lo ha fatto il 19 giugno quando ha sottratto dalle mani il manganello al
(post) fascista Ghiglia ed ha condannato gli antifascisti che il giorno
prima avevano subito cariche, botte ed arresti per aver preteso di
manifestare nel centro di Torino. Neanche una parola in una città che ad
ogni angolo di strada ha la lapide di un partigiano "morto per la
libertà" per i due anarchici accoltellati una settimana prima da una
squadraccia fascista. Molte troppe parole invece contro i centri sociali e
le case occupate, posti dove il Fenix dove uno striscione ricordava che
"lo stato uccide", contro i valsusini che vogliono ostacolare il
progresso e sono "populisti e conservatori", contro gli operai Fiat che
fischiano le Olimpiadi, contro tutti coloro che lottano perché questo
mondo di galere, ingiustizie, oppressione e sfruttamento ceda il posto ad
una società libera e solidale.

Puntuale all'appello del potere politico si è presentata la magistratura,
i ben noti Tatangelo e Laudi che già si erano distinti per la montatura
contro Sole, Baleno e Silvano hanno preparato un ennesimo teorema. Dopo
gli arresti di Massimiliano e Silvio contro cui e stata imbastita la falsa
accusa di resistenza e violenza aggravata, il secondo atto
dell'operazione scatta il 20 luglio, 4 anni esatti dall'assassinio di
Carlo Giuliani, una data scolpita nella memoria e nel sangue di chi ha
imparato in un solo meriggio d'estate che "lo stato uccide" e "non ci sono
poteri buoni". 17 inquisiti, sette arresti e lo sgombero del Fenix. Le
accuse sono da brivido: devastazione e saccheggio come per i responsabili
del disastro
del Vajont, che ha seppellito 3.500 persone e tre paesi. Gli antifascisti,
equiparati ad un esercito di lanzichenecchi calati in città per distruggere
e saccheggiare, rischiano per questa sola imputazione da 7 a 15 anni di
carcere. Si sfiorerebbe il ridicolo se con questa farsa non fossero state
private della libertà 7 persone, colpevoli di aver manifestato contro il
fascismo ed il razzismo di stato.

La pace olimpica è iniziata.

La "pace" olimpica che vuole il sindaco, che vogliono tutti i poteri forti
in città, consiste nel tappare la bocca a tutti coloro che
denunciano gli sprechi del baraccone olimpico, serve a tappare la bocca a
chi si è schierato apertamente a fianco dei valsusini in lotta contro la
TAV, serve a tappare la bocca a chi si oppone alla mostruosità dei CPT, le
prigioni amministrative per migranti.

Ma c'è un'altra Torino.

È la Torino bugianen, quella che a piè fermo resiste al fascismo che
avanza, alla devastazione ambientale, alle leggi razziste ed ai CPT, allo
sfruttamento selvaggio degli uomini e della natura, alla chiusura di spazi
di libertà.

Il 2 e il 18 luglio la Torino antifascista è scesa in piazza per dire ai
torinesi spaventati dalle balle dei politici e dei giornali che la pace
del sindaco ha il volto della guerra, della guerra sociale. Una guerra in
cui i fascisti colpiscono, la polizia reprime, la magistratura incarcera,
il potere politico ed economico incassa. Per dire che gli squadristi
scorazzano per la città, che la libertà di manifestare è impedita, che
l'antifascismo non si arresta.

Questa Torino non accetta il bavaglio che le si vuole imporre con gli
arresti, anche se domiciliari.

Contro la pace olimpica, per la guerra sociale!

Libertà totale per gli antifascisti!
Tobia, Mauro, Andrea, Darco, Manu, Sacha, Fabio liberi subito!

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46

Per info:
fat@inrete.it
011 857850
338 6594361


http://www.federazioneanarchica.org


Da: claudio.bottaccini -A- fastwebnet.it

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