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(it) Pordenone: Il mondo capovolto

Date Mon, 8 Aug 2005 14:36:48 +0200 (CEST)


Leggiamo, con un certo ritardo, la risposta a firma Kristian Dario di
Sacile alla nostra precedente missiva pubblicata sul Messaggero Veneto del
16 luglio (e censurata dal Gazzettino). La lettera pone alcune questioni
alle quali vorremmo rispondere:
- Iniziativa Libertaria è un associazione informale che da diversi anni si
occupa di politica attraverso azioni e dibattiti pubblici. Molti di noi
sono attivi in altre associazioni, altri partecipano a titolo individuale.
Non sbuchiamo dal nulla e in diverse occasioni può avere il "piacere" di
guardarci in faccia, nelle piazze o a qualche riunione. Rivendichiamo,
ovviamente, il diritto ad intervenire ovunque ci sembri necessario ed
essendo apartitici ed antiautoritari non facciamo sconti a nessuno...
neppure al presidente della Provincia De Anna, le quali opinioni, per il
nostro metro di giudizio, valgono né più né meno di quelle sue, del papa o
di un immigrato. Dopo esserci presentati una domanda sorge spontanea.. chi
è lei?

- Rassicurandola nel confermarle la nostra umanissima residenza terrena,
vorremo farle notare che siamo tutti lavoratori, come molti di quelli
ammazzati nei metrò e nei bus a Londra, o nel treno a Madrid, o ancora
nelle Torri Gemelle. Questa condizione di classe è una chiave di lettura
indispensabile nei nostri giudizi. In fondo, Bin Laden e George Bush
(padre e figlio) appartegno alla stessa classe di miliardari, non le
sembra un caso su cui riflettere? Non le sembra che a far le spese in
questa guerra asimmetrica siano sempre e solo i poveri cristi come nelle
vecchie guerre "guerreggiate"?

- Siamo lieti che lei abbia a che fare con donne e uomini di altri paesi
ed etnie e che, come lei stesso ci conferma, siano persone a modo. A dire
il vero, dovremmo sempre evitare di valutare il valore delle persone sulla
base della loro appartenenza etnica o nazionale. Questo dato dimostra
quanti luoghi comuni e generalizzazioni gravi e controproducenti la sua
lettera contiene, quando sostiene che "vengono in Italia e ci chiedono di
togliere i crocifissi, usano la violenza in attentati che si susseguono
ormai ogni giorno, vengono in casa a rubare, ci stuprano le figlie,
uccidono a sangue freddo senza pietà". Lei rinnega la realtà, per
scodellarne una forzata e ideologica per la quale, inspiegabilmente, i
suoi ragazzi albanesi che allena, o i suoi clienti neri, slavi, romeni si
trasformano in "loro", e sarebbero "cattivi" in quanto "stranieri", e
quindi "nemici" da normare, controllare, reprimere e punire. Con fare
baldanzoso poi ci sfida nel "continuare" ad elencarci di quali efferatezze
"questi" sarebbero capaci. Ma provi per un attimo a "mettersi i mocassini"
di chi giudica e condanna (come ci insegna una bella poesia dei nativi
americani), come quelli di un onesto lavoratore metalmeccanico "nero",
laureato, che lavora a turni da tanti anni nelle nostre fabbriche. Provi a
immaginarsi cosa potrebbe pensare di noi quando sente di madri che
ammazzano figli, di gente che spara e uccide per camorra, mafia e
?ndrangheta; oppure s?aggira con mazze e svastica o celtica a pestare
barboni, prostitute o ragazzi "alternativi", come successe pochi anni fa
al Parareit a Cordenons. Oppure di stadi stracolmi di xenofobi e violenti
che si sprangano per una squadra di calcio, o ancora di F16 che svolazzano
nelle nostri valli e montagne ammazzando civili, inquinando l?acqua di
interi paesi; di poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie (spesso ex o
in pensione) che ammazzano moglie e figli e poi si suicidano (la casistica
è impressionante)... vuole che "continuiamo"? Se dovessimo ragionare
secondo la sua logica se ne deduce che saremmo tutti degli infanticidi,
mafiosi, violenti, xenofobi e così via, non le pare irrealistico?

- Non solo non ci piace essere presi a calci in culo e poi chiedere scusa,
ma addirittura ci piace prendere a calci in culo quelli che s?arrogano il
diritto di farlo in nome della sicurezza, della patria o di un dio, che
questo sia allah o geova poco ci interessa, così come poco ci interessa se
a chiamare a raccolta contro il "nemico" sia Berlusconi, Bush o Hussein.

Ci preoccupa molto, ed è per questo che non rinuciamo alle nostre idee ed
alla nostra pratica, quando lavoratori, studenti e disoccupati accorrono
alle armi di questi "falsi profeti" contro altri sfruttati, invece di
concentrarsi contro l?unico vero nemico comune: lo sfruttamento e
l?autoritarismo.


Iniziativa Libertaria - Pordenone


Da: "Lino Roveredo" <alterlinus -A- libero.it>

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