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(it) Pordenone: Una piccola vittoria - CACCIATI I FASCISTI DAL 25 APRILE! (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 26 Apr 2005 10:54:56 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Quest’anno il 25 aprile a Pordenone assume un significato particolarmente
importante e lo diciamo senza retorica.
Non sono infatti i 60 anni d’anniversario. Pur riconoscendo il valore
simbolico delle commemorazioni, alla ritualità istituzionale non ci
crediamo. Non siamo mai scesi in piazza per "spolverare" una volta l’anno
principi rinchiusi abitualmente nel dimenticatoio, figuriamoci per
sentire fanfare militariste che nulla c’entrano con una lotta di
liberazione che ha visto una parte generosa del popolo imbracciare il
fucile per necessità e non certo per gloria ed onore. La scarsa
partecipazione della gente in tutti questi anni, in fondo, è una buona
testimonianza di quanto "svuotata" sia la commemorazione ufficiale.

Abbiamo sempre preferito impegnarci nel quotidiano, come realtà
libertarie, anarchiche e comuniste, fuori dai partiti e dalle
istituzioni, nelle lotte innescate in città, in provincia e in regione:
contro i razzismi vecchi e nuovi, contro la precarietà del lavoro e lo
sfruttamento, contro la militarizzazione del territorio e l’invasione
arrogante statunitense che fagocita terra, aria, genti e culture ed
ancora per rivendicare spazi di libertà, fuori dalla logica delle merci e
delle gerarchie.

La nostra "memoria" l’abbiamo sempre vivificata attraverso assemblee,
dibattiti, conferenze e convegni, facendo spesso parlare direttamente i
protagonisti delle passate e delle attuali resistenze ai fascismi sia
politici e sia economici, oppure riannodando i fili di una resistenza
sconosciuta, fuori da quella ufficiale ma dentro al ricordo vivo e
profondo di tante donne e tanti uomini.

Eppure 5 anni fa, in pochi e senza mezzi e armati solo con la nostra
determinazione e la forza delle idee, abbiamo deciso che nonostante tutto
la provocazione revisionista dei postfascisti di Azione Giovani e
Allenaza Nazionale della città non poteva passare.

E possiamo dirlo con orgoglio di aver cominciato, almeno in provincia, a
denunciare e ad ostacolare da subito quel revisionismo che ha partorito
oggi, anche grazie a parte della sinistra, la sciagurata "giornata del
ricordo" che al contrario di ricordare serve a cancellare dalla memoria
20 anni di nefandezze nazifascite in Slovenia e Croazia ai danni di genti
e culture amiche.

Avevamo quasi tutto e tutti contro, la stampa e la Tv locale che han
sempre boicottato i contenuti ed il significato delle nostre intenzioni
per riproporre la sciocca teoria degli opposti estremismi, gran parte dei
partiti e delle istituzioni ed ancora l’indifferenza di buona parte della
sinistra, illusa che le libertà conquistate resistino aldilà dell’azione
umana e dei rapporti di forza concreti.

Ma la ragione stava dalla nostra parte ed ogni anno a "resistere" con noi
si sono uniti decine e decine di persone e molte altre c’hanno sostenuto
moralmente vigilando soprattutto l’operato violento e repressivo di
polizia e carabinieri richiamati in forze per far sfilare i provocatori e
trascinarci via dal piazzale.

Una resistenza sempre pacifica, fatta si con le idee ed i contenuti ma
anche con i nostri corpi, una resistenza che l’anno scorso ha veduto
legarsi a terra più di cinquanta persone con uno schieramento repressivo
di un centianio fra polizziotti, carabinieri e finanzieri, picchiando nel
mucchio e denunciando due compagni.

Ogni anno diverse persone si sono riavvicinate al 25 aprile perché hanno
potuto vedere con i loro occhi come funziona il potere, anche in
democrazia, e come uno sparuto gruppo di provocatori scortato dalla
polizia possa imporre la propria mistificazione.

La lotta paga.

Quest’anno il 25 aprile a Pordenone assume un significato particolarmente
importante perché grazie alla nostra determinazione e la genorosità di
vecchi e nuovi antifascisti abbiamo cacciato da questa piazza e in questo
giorno i fascisti in doppiopetto e la loro provocazione che dietro la
farsa della "riconciliazione nazionale" nasconde un duplice obiettivo:
mettere carnefici e vittime sullo stesso piano e legittimarsi come
partito di governo. E’ una piccola cosa lo sappiamo, per questo abbiamo
voluto intitolare più di un mese d’iniziative "oltre il 25 aprile",
sapendo che la lotta non comincia e non finisce solo in quel giorno.

Tuttavia questa storia dimostra come l’azione diretta sia fondamentale
per lottare contro le ingiustizie.

Invitiamo ancora più calorosamente i giovani e gli anziani, gli studenti
e i lavoratori, a festeggiare in P.zza Ellero questa piccola vittoria che
vogliamo regalare a tutti ma in modo particolare ai nostri nonni
partigiani che 60 anni fa sacrificando la propria vita per liberarsi dai
fascisti imbracciarono il fucile.

Ecco perché ci prenderemo la piazza anche quest’anno, restituendo alla
resistenza la sua primavera approfitteremo per portare i contenuti delle
nuove resistenzze necessarie, solidarizzzando con i compagni denunciati e
perché no brindando alla faccia di Azione Giovani e Alleanza Nazionale!

Collettivo RIFF RAFF


Da: "Lino Roveredo" <alterlinus -A- libero.it>




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