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(it) Pordenone: Oltre il 25 aprile - Globalizziamo la Resistenza!

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 19 Apr 2005 19:50:51 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Il 25 aprile del 1945, con le insurrezioni partigiane in tutta l’Italia
settentrionale, si chiudeva definitivamente il periodo più nefasto della
storia italiana contemporanea: quello della ventennale dittatura fascista
e della conseguente occupazione militare tedesca.
Il fascismo aveva trasformato l’Italia in una prigione violenta e
soffocante: aveva abolito ogni forma di libertà di parola, di
espressione, di stampa, di associazione; aveva costretto i dissidenti
all’esilio, al confino, al carcere, alla morte; aveva usato i gas per
occupare l’Abissinia, i campi di internamento e la "pulizia etnica" per
invadere la Jugoslavia, le leggi razziali per discriminare e poi
deportare gli ebrei; aveva massacrato e mandato al massacro migliaia di
persone, in una guerra di sterminio condotta assieme ai criminali
nazisti...

Purtroppo, però, il fascismo non è finito a Piazzale Loreto, insieme con
il suo becero fondatore. Grazie alla "continuità delle istituzioni", alla
mancata epurazione di coloro che avevano servito e riverito Mussolini,
alla protezione occulta dei servizi segreti angloamericani, il fascismo è
entrato negli apparati dello Stato.

I neofascisti sono stati per più di quarant’anni l’utile manovalanza
degli interessi capitalistici e democristiani. Arruolati nelle forze di
polizia, nell’esercito, nei servizi segreti; organizzati in gruppi
paramilitari (Gladio); raccolti in formazioni terroristiche (Ordine
Nuovo, Avanguardia Nazionale); disseminati in logge massoniche (P2) i
neofascisti hanno potuto insanguinare anche la storia più recente
attraverso la "strategia della tensione". Bombe nelle piazze (Piazza
Fontana: 16 morti; Questura di Milano: 4 morti; Piazza della Loggia: 9
morti), nei treni (Italicus: 8 morti; Stazione di Bologna: 81 morti),
aggressioni squadristiche, pestaggi, accoltellamenti... Dal 1969 quasi
duecento persone sono state uccise in attentati o stragi di matrice
neofascista.

E ancora oggi formazioni neofasciste come Forza Nuova possono
tranquillamente (e impunemente) combinare lo squadrismo di strada e il
doppiopetto: mentre i gregari bruciano centri sociali e tendono agguati,
i capi si presentano alle elezioni nascosti dietro la faccia della nipote
di Mussolini.

MA TUTTO QUESTO NON VIENE MAI DENUNCIATO PUBBLICAMENTE. I partiti di
centrodestra (aiutati anche da parte del centrosinistra) da diversi anni
hanno inaugurato la moda del revisionismo storico: basta un lifting ed
ecco che il fascismo si trasforma in un fenomeno di costume, una pagina
nemmeno tanto brutta di storia patria, una parentesi tutto sommato meno
cruenta del nazismo. I valori del nazionalismo più retorico ritornano in
auge: i repubblichini non sono più criminali fascisti al soldo dei
nazisti, ma solamente "ragazzi di Salò" che "difendevano la loro idea di
Patria" (e perciò una proposta di legge vorrebbe elargire loro una
pensione). Così, nel cortocircuito storico, i veri cattivi diventano gli
altri: i partigiani garibaldini di Porzus, i titini delle foibe...

Il revisionismo, però, assolve anche un’altra funzione: oltre a ripulirne
le radici, permette alla destra governativa di far passare come
assolutamente normali delle politiche di sistematica violazione dei
diritti sociali e delle libertà individuali. Pensiamo alla legge
Bossi-Fini, una vera e propria "legge razziale", perché dettata dalla
visione xenofoba dello straniero. Pensiamo ai CPT, veri e propri campi di
concentramento per i "clandestini" creati dalla legge stessa. Pensiamo
alla riforma Moratti, così simile alla riforma Gentile nel tentativo di
fare della scuola l’istituzione del consenso e della gerarchia. Pensiamo
alla legge sulla fecondazione assistita, che sembra degna di una delle
campagne fasciste sulla famiglia e la demografia. Pensiamo alle leggi che
stanno limitando progressivamente il diritto di sciopero e che vogliono
farlo sembrare un capriccio di pochi privilegiati... E pensiamo alle
truppe italiane in Iraq, complici dell’aggressione e dell’occupazione
americana, dipinte come "forze di pace", civilizzatrici, amiche del
popolo che stanno opprimendo, esattamente come faceva la retorica del
colonialismo fascista.

Collettivo Riff Raff


Prossime iniziative:

Venerdì 22 aprile 2005 ore 20.45
Ex Convento di S. Francesco a Pordenone
All’estrema destra del padre
Tradizionalismo cattolico e destra radicale. Il paradigma veronese
presentazione libro, interverrà l’autore
Emanuele Del Medico
della Biblioteca Giovanni Domaschi di Verona

Lunedì 25 aprile 2005 / ore 09.30
PORDENONE - P.le Ellero dei mille
Creat(t)ività resistente
STREET-ANTIFA

Loro vogliono una "Giornata del Ricordo" per farci dimenticare 20 anni di
regime e 50 anni di oblio!!

Sfilano da quattro anni a Pordenone depositando corone di fiori a "tutti
i caduti" perché vogliono innalzare gli assassini nazifascisti e umiliare
le vittime, ma soprattutto perché falsificando la storia possono imporre
oggi leggi razziste e liberticide senza più i fantasmi del passato!

Ogni anno però decine e decine di fiori sbocciano nuovamente e gli
sbarrano la strada reclamando il giusto posto alla primavera della
memoria.

VIENI ANCHE TU.
GIOVANE, STUDENTE, MIGRANTE, SFRUTTATO, DISOCCUPATO, VECCHIO PARTIGIANO,
PENSIONATO.
NON C’E’ MEMORIA SENZA FUTURO
RIANNODIAMO I FILI DELLA RESISTENZA
PER UN MONDO DI LIBERE E DI UGUALI

SOUND-SYSTEM
CIBO, BEVANDE, MATERIALE INFORMATIVO
free-art e libera creativita’

Collettivo RIFF RAFF
infoline: anarres@aliceposta.it


Da: "Lino Roveredo" <alterlinus -A- libero.it>




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