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(it) Proposta di un'assemblea pubblica a Milano su salario, pensioni e precariato

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Wed, 6 Apr 2005 17:33:27 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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A tutte le realtà in lotta, ai sindacati di base, a tutti i lavoratori,
i precari, gli antagonisti:
Proposta di un´assemblea pubblica a Milano su salario, pensioni e
precariato
Per un comitato unitario milanese contro lo scippo del Tfr
---------------
Riteniamo necessario organizzarci e mobilitarci in prima persona,
partendo direttamente dai posti di lavoro, dai luoghi di resistenza nel
sociale e sul territorio, per iniziare a praticare una serie di
iniziative concrete e quanto più larghe e aperte possibile, per dare
visibilità e continuità alla resistenza contro l'offensiva padronale e
governativa, che non può essere affrontata separatamente e
singolarmente.
Vogliamo partire dalla questione prossima dello scippo del TFR, per
organizzare un comitato che sia al tempo stesso contro il
silenzio-assenso, ma anche rifiuti i fondi pensione e le varie
controriforme pensionistiche.
Ma vogliamo farlo con un'impostazione rivolta a mobilitare assieme
quanti hanno "diritto" alla pensione e quanti, sempre più precarizzati,
hanno oggi assai scarse possibilità anche solo di immaginarsi una
pensione decente.

Vogliamo farlo, però, non limitandoci solo al terreno delle pensioni, ma
aggredendo la questione del salario, ormai matura di fronte a
condizioni di vita sempre più precarie e con sempre maggiori difficoltà
per arrivare a fine mese, partendo dalla questione del ristabilimento di
forme di adeguamento automatiche dei salari e di salario garantito per
precarizzati e disoccupati.

Proponiamo di lavorare assieme per costruire un primo momento di
aggregazione con un'assemblea pubblica a Milano, per questo vi
invitiamo a concordare assieme, in tempi brevi, una riunione
preparatoria presso lo Slai Cobas, in viale Liguria 49 a Milano, o in
altro luogo eventualmente proposto da altri.

Assieme a questo appello vi inviamo una nostra prima riflessione
sull'argomento.

Slai Cobas Milano

Info:02-44428529, 333-3368603, 340-0021679, 02-8392117


Una prima riflessione

Numerosi sono gli episodi di resistenza all’attacco che governo e
borghesia continuano a condurre per comprimere ancora di più le nostre
condizioni di vita e di lavoro e intascare sempre più profitti.

Ma la resistenza dei lavoratori si esprime ancora in lotte che sono
separate tra di loro, categoria per categoria o, addirittura, posto di
lavoro per posto di lavoro; isolate geograficamente e temporalmente le
une dalle altre, e spesso senza un minimo comun denominatore
organizzativo e negli obiettivi.

A Milano abbiamo l´esempio della resistenza degli operai dell’Alfa, che
rappresenta l´esperienza più continuativa di contrapposizione alla
precarizzazione del lavoro (perché, se fossero accettate condizioni di
lavoro a termine, a salario d´ingresso, ci sarebbero già state le
assunzioni nell’area di Arese) attorno alla quale però non si saldano in
modo organico i lavoratori delle altre aziende in lotta e i
lavoratori precari, sempre più diffusi in Lombardia (e in Italia).

Anche quando le lotte passano dalla resistenza al terreno offensivo,
come nel caso degli scioperi spontanei degli autoferrotranvieri o della
mobilitazione degli operai di Melfi, non riescono ad uscire dai limiti
della categoria o dello stabilimento o a continuare nel tempo.

Separazione tra categorie, posti di lavoro e nei tempi e modi delle
lotte, sono uno degli effetti fondamentali della gestione della crisi e
delle misure adottate dai padroni per farvi fronte.
Ricomporre in obiettivi e pratiche di lotta comuni i proletari,
lavoratori "giovani" e "vecchi", non garantiti" e "garantiti",
generalizzare le lotte e dar loro continuità nel tempo, non è facile, ma
è un compito cui occorre necessariamente assolvere per non
continuare ad arretrare di fronte alla gestione della crisi che, col suo
procedere, spingerà governo e borghesia a misure ancora più
peggiorative.

Scenario rispetto a cui i proletari sono "soli", poiché:

l´opposizione istituzionale al governo Berlusconi, propone solo una
differente modalità di gestione del capitalismo italiano, sempre
incentrata sulla precarizzazione del lavoro e sulla riduzione dei
salari, come ha fatto anch’essa quando era al governo e come è espresso
nei suoi programmi elettorali.

i sindacati confederali che, in modo diverso, pur criticano il governo,
indirizzano le loro rivendicazioni e le mobilitazioni dei lavoratori
all’obiettivo di riaprire una nuova fase di concertazione, subalterna al
quadro politico del centro sinistra.


La creazione dell’unità dei lavoratori non è raggiungibile con appelli
morali o ideologici, con intergruppi o con accordi tra i vertici dei
sindacati extraconfederali, ma aprendo percorsi di lotta comuni sulla
base di obiettivi condivisi.
Occorre ripartire da questo terreno minimale, dare voce e collegamento
ai tanti microepisodi di resistenza e opposizione, tanto più perché non
siamo in una fase dove le lotte "vengono bloccate", ma che stentano a
trovare collegamenti e prospettive.

Noi riteniamo fondamentali due terreni su cui ripartire con la proposta
di un percorso comune, che superi le divisioni e gli isolamenti
esistenti, aperto a tutti coloro che non accettano le politiche di
concertazione, il salario e le pensioni (TFR).
Una battaglia su salari e pensioni strettamente legata alla lotta contro
il lavoro precario e per i diritti nei posti di lavoro.


Sul salario lanciando l’obiettivo di reintrodurre la scala mobile (o
comunque uno strumento di adeguamento automatico dei salari all’aumento
del costo della vita).
Proponiamo inoltre una serie di iniziative per ottenere: lo stesso
salario per lo stesso lavoro. Ossia cominciare ad attaccare tutte quelle
leggi e accordi contrattuali che hanno introdotto salari
d´ingresso, apprendistato, lavoro interinale, lavoro ripartito...
Facendo emergere la continuità tra il Pacchetto Treu e la Legge 30
(Biagi), quali strumenti per ottenere una generale riduzione dei salari
diretti e una sempre più spinta decontrattualizzazione dei lavoratori,
spingendoli a rapporti quasi individuali col padronato, privi di
diritti.
In questo modo, articolando un´eventuale campagna su obiettivi
specifici, potremmo gettare la basi per:
a) costruire un terreno comune tra lavoratori sottoposti alle "vecchie"
regole contrattuali e i lavoratori più giovani imprigionati da norme
sempre più precarizzanti
b) lanciare le rivendicazioni di forti aumenti salariali e di una
riduzione drastica e generalizzata della giornata lavorativa, per
contrastare uno sfruttamento sempre più selvaggio e il continuo
aumentare del costo della vita.
c) porre l'obiettivo di un salario garantito minimo per disoccupati e
precarizzati.

Sulle pensioni (TFR), partendo dalla prossima questione della cessione
del TFR ai fondi pensione, non solo per contrastarla e invitare i
lavoratori a non farlo, ma per rilanciare un´iniziativa più generale
sulle pensioni, facendo anche qui emergere la continuità tra le
"riforme" Amato, Prodi e Berlusconi, quali strumenti per appropriarsi di
enormi quote del salario indiretto dei lavoratori e utilizzarle sui
mercati finanziari.
Anche su questo terreno, con una specifica campagna, potremmo gettare le
basi per una dinamica ricompositiva dei diversi settori dei
lavoratori, rivendicando:
a) il ripristino delle pensioni pubbliche e del metodo di calcolo
retributivo per tutti,
b) la riduzione dell´età pensionabile,
c) la piena disponibilità del TFR per i giovani lavoratori cui è stato
sottratto (e che solo grazie a un´iniziativa sul salario potranno avere
la prospettiva di una pensione decente)
d) il rifiuto di affidare le sorti della vecchiaia ai mercati
finanziari tramite i fondi pensione.

Queste sono ovviamente delle indicazioni di massima per delineare il
quadro su cui cominciare a discutere per organizzare un´assemblea
cittadina a Milano, quale punto di partenza per organizzare una
campagna permanente, comune e condivisa.

Da: slaicobasmilano <slaicobasmilano@libero.it>




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