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(it) CC-FAI: In morte di Karol Wojtila

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Date Sun, 3 Apr 2005 08:24:30 +0200 (CEST)


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Sulla morte di Karol Wojtila

È morto un uomo. Noi anarchici amiamo la vita e non possiamo che
dispiacercene. Specie per l'inenarrabile crudeltà di un'agonia esibita
indecentemente al mondo dalle gerarchie ecclesiastiche.
Tuttavia in questo giorno che vede tutti i politici, da Fausto Bertinotti
ad Alessandra Mussolini, inginocchiati di fronte al trono di Pietro
vogliamo ricordare chi era l'uomo a capo di una monarchia assoluta
distintasi nei secoli per la sua barbarie. La chiesa che ha perpetrato e
benedetto il massacro di milioni e milioni di uomini e donne torturate,
bruciate, uccise in nome della croce non è il ricordo di un passato ormai
rinnegato, ma ha trovato in Wojtila un degno epigono.

Karol Wojtila per 27 anni si è distinto per le sue scelte reazionarie.

Karol Wojtila è stato responsabile della diffusione dell'AIDS in Africa,
dove la pubblicizzazione e l'uso dei preservativi avrebbero potuto
salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini.

Karol Wojtila ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino
cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel
martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati
migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la
benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

Karol Wojtila ha indossato le vesti della pecora e quelle del lupo a
seconda degli interessi dell'organizzazione di cui è stato il sovrano. La
sinistra lo osanna per il suo pacifismo in Iraq, ma dimentica che egli
sostenne e giustificò le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia.
Con la Croazia cattolica, contro musulmani e ortodossi, il papa
dell'"ecumenismo" religioso ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a
fianco dei fascisti croati si schierò con Hitler, "inviato da dio" e
benedisse le innumerevoli atrocità perpetrate dagli ustascia con la
complicità delle truppe di occupazione italiane.

Karol Wojtila ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, già nunzio
apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacrò 30.000
persone. Laghi benedisse e coprì i torturatori e gli assassini.

Karol Wojtila è stato il capo di una multinazionale con interessi
ramificati in tutto il mondo e redditi elevatissimi in un pianeta dove la
maggioranza della popolazione sopravvive con meno di due dollari al
giorno.

Karol Wojtila, un "paladino della vita" che ha mantenuto un atteggiamento
ambiguo nei confronti della pena capitale, è stato l'alfiere di una
cultura di oppressione. Una cultura che vorrebbe la mortificazione della
vita delle donne, condannate a partorire ad ogni costo bambini malformati
o destinati alla morte per fame. Una cultura che preferisce una vita di
dolore ad una di gioia e salute, una cultura che criminalizza i gay, che
trasforma il desiderio e l'amore in colpa, che difende chi non è nato e
perseguita i vivi.

Karol Wojtila ha santificato i preti spagnoli che si schierarono in armi
con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi martiri
volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei quemaderos,
i "forni collettivi" dove gli eretici erano cotti a fuoco lento.

Come gli anarchici e libertari del '36 che si battevano per la vita e la
libertà contro il fascismo e l'oppressione clericale, noi, anarchici e
libertari di oggi, pur nel rispetto della morte di un uomo, non ci
inchiniamo, non ci uniamo al coro dei tanti, che a destra come a sinistra
si inginocchiano di fronte al feretro del capo di una delle
organizzazioni più feroci, sanguinarie e liberticide che la storia
ricordi. La nostra lotta contro le religioni e le chiese si alimenta
della consapevolezza che solo l'emancipazione dalla follia religiosa e
dai preti che la alimentano potrà consentire agli uomini ed alle donne
una vita piena, gioiosa, vissuta in libertà nel rispetto delle diversità,
nella solidarietà tra eguali.

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana-FAI


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>




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