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(it) Israele-Palestina: Riunione pubblica degli Anarchici Contro il Muro e resoconto di due giornate di azioni a Budrus e Beit Awwa (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 28 Sep 2004 12:34:15 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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La riunione Ŕ stata pubblicizzata con volantini alla festa
giovedý scorso per i 5 refusnik appena rilasciati. Presenti
molte persone, giovani e non, che hanno ascoltato una breve
presentazione dell'iniziativa e consigli per i nuovi attivisti
sulla partecipazione alle azioni dirette nella lotta congiunta
tra israeliani e palestinesi contro il Muro dell'Apartheid.
Dopo un dibattito sul coordinamento delle prossime azioni,
abbiamo visto dei filmati delle azioni a Beit Awwa e Budrus
negli ultimi giorni. Seguono due resoconti di queste azioni.

LE RUSPE FERMATE A BEIT AWWA: 27 settembre 2004
Un corteo piccolo ma unito Ŕ riuscito a fare quello che una protesta
grande non ha potuto: fermare i lavori sul Muro. Siamo partiti da Tel
Aviv presto e appena arrivati a Beit Awwa, ci siamo uniti agli abitanti
che si stavano preparando per la manifestazione. L'inizio del corteo Ŕ
stato rimandato per un po' quando abbiamo sentito che l'esercito era in
giro, intenzionato ad arrestare israeliani e stranieri. Infatti, c'erano
moltissimi militari e poliziotti in giro, specialmente lungo il percorso
ai campi dove c'erano le ruspe e si pensava che sarebbe stato troppo
pericoloso camminare direttamente in quella direzione.

Verso le 9,30 un gruppo di 50-100 persone ha cominciato la marcia dal
centro di Beit Awwa verso un campo dove gli ulivi erano stati abbattuti e
dove non c'erano militari. Vedendo il corteo, due furgoni della polizia
seguiti da alcune jeep militari si sono diretti verso di noi. Quando
siamo arrivati all'ex-uliveto, ci siamo girati e abbiamo fatto ritorno a
Beit Awwa.

I manefistanti si sono raggruppati al centro del villaggio, ormai in pi¨
di 200 e abbiamo camminato nella direzione del cimitero dove c'erano in
corso dei lavori preliminari per la costruzione del Muro, ma i militari
erano dapperttutto. O ci seguivano da dentro il villaggio o dirigendosi
verso la nostra meta. Comunque, nonostante una riluttanza iniziale di
avvicinarci ai militari, ci siamo messi in marcia verso le ruspe. Era
come se tutt* pensassero "ormai i militari ci sono comunque... che ci
costa cercare di fermare le ruspe?". Giovedý scorso eravamo in 1.000 e
non siamo riusciti a passare una ventina di soldati che ci tiravano
addosso i lacrimogeni e proiettili ricoperti di gomma ed eccoci quÓ...
nemmeno 200 persone con davanti un centinaio di militari e poliziotti
armati!

I militari si aspettavano che il solito sciabÓb (gruppi di ragazzini)
avrebbe cominciato a lanciare sassi e infatti hanno fatto del loro meglio
per provocarlo, passando in mezzo alla folla con le loro jeep, ma lo
sciabÓb ha resistito alla tentazione. Camminavamo tutt* a braccetto per i
campi dove giovedý scorso ci hanno intossicato con i lacrimogeni e siamo
saliti sulla collina. Non aspettandosi un corteo cosý disciplinato e
unito, i militari correvano in giro franticamente gridando e ordinandoci
di fermare e pi¨ tardi alcuni fotografi ci hanno raccontato che i
militari hanno addirittura cominciato a litigare tra di loro per averci
consentito di arrivare fin lý!

Siamo arrivati in cima alla collina ad una distanza di circa 100 metri
dalle ruspe. Il nostro arrivo ha fermato i lavori e ci siamo piantati
davanti ai raghi crescenti della polizia di frontiera e dell'esercito. A
questo punto, in un atto simbolico, un giovane di Beit Awwa ha piantato
un ulivo dove hanno sradicato gli alberi l'altro giorno.

Durante la faccia a faccia con i militari, un gruppo di donne ha avanzato
ancora di pi¨ e quando alcuni poliziotti di frontiera e delle guardie
private hanno cominciato a spintonarle, la situazione era sull'orlo di
degenerarsi.

Abbiamo mantenuto la nostra posizione per circa 35 minuti fino all'arrivo
delle malfamate "unitÓ di controllo pubblico" della polizia di frontiera,
quando abbiamo deciso di tornare al villaggio per evitare eventuali
feriti. Si pensava infatti che era meglio continuare a tenere il
controllo della situazione e che era meglio che noi stessi decidessimo
quando andarcene. Questo ci avrebbe messo in una posizione forte per
continuare la lotta. Infatti, siamo riusciti a fare ritorno al villaggio
senza feriti e con il lancio di pochissimi sassi.

Dopo, mentre ci godevamo del tŔ palestinesi dolcissimo, tutt* si
mostravano soddisfatti con il comportamento dei manifestanti come gruppo.

Foto della manifestazione a:
https://israel.indymedia.org/feature/display/778/index.php

Kobi Snitz


LE RUSPE FERMATE A BUDRUS: domenica 26 settembre 2004

QUella di domenica 26 settembre Ŕ stata la 44a manifestazione della lotta
contro il Muro a Budrus. E siamo riusciti di nuovo a fermare le ruspe per
un po'. Dopo una settimana di coprifuochi, violenze e minacce contro gli
abitanti di Budrus da parte dell'esercito, della polizia di frontiera e
delle autoritÓ dell'occupazione, 40 attivisti israeliani e stranieri sono
arrivati per esprimere la loro solidarietÓ e per unirsi alla
manifestazione, ormai quotidiano. Alle 10,30, gli abitanti e gli
attivisti hanno fatto uscire i ragazzi dalla scuola in modo che non
potessero rimanervi intrappolati dalle forze israeliane che ultimamente
ha preso l'abitudine di "conquistare" il villaggio durante la dispersione
di una manifestazione, il pi¨ delle volte costringendo i ragazzi a
rimanere dentro la scuola fino a notte.

Alle 11,00 il corteo ha lasciato il villaggio e si Ŕ diretto verso il
cantiere del Muro. C'erano circa 100 partecipanti, donne e uomini del
villaggio insieme agli attivisti israeliani e stranieri. Un gruppo
numeroso di giornalisti di tutto il mondo era presente e la loro presenza
ha fato sý che i militari non si sono lasciati andare con le solite
violenze contro i manifestanti.

I manifestanti sono riusciti ad arrivare fino alle ruspe, fermandole per
un quarto d'ora. Nonostante i gas lacrimogeni e granate ad urto, abbiamo
mantenuto la nostra posizione per tutto il tempo, ma all'arrivo di un
grande gruppo di poliziotti di frontiera, gli abitanti del villaggio
hanno deciso di terminare la protesta per ora, per non cadere vittime
della violenza. I militari sembravano delusi dalla possibilitÓ che non ci
sarebbe stata violenza e, mentre i manifestanti facevano ritorno al
villaggio, hanno inseguito il corteo (come ormai usano fare sempre) per
"dare una lezione" alla gente e "incoraggiarla" a smettere con le
proteste "con qualsiasi mezzo" (le parole sono di un rappresentante delle
autoritÓ di occupazione, parlando con gli abitanti stessi la settimana
scorsa). Infatti, sono entrati nel villaggio e hanno "conquistato" la
scuola con ampio uso di gas lacrimogeni, granate ad urto e proiettili
ricoperti di gomma. L'unico problema per loro era scoprire che la scuola
era vuota, senza alunni in attesa "della lezione"!

Martedý 28 settembre ci sarÓ una grande manifestazione nel villaggio a
mezzogiorno.

S.

Traduzione a cura dell'Ufficio Relazioni Internazionali FdCA
Per ulteriori informazioni:
http://www.fdca.it/wall


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>





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