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(it) Israele-Palestina: Festeggiando la libertà dei 5 refusnik dopo 2 anni di carcere - e la lotta prosegue (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sat, 25 Sep 2004 17:11:02 +0200 (CEST)


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Circa quattro anni fa, all'inizio della Seconda Intifada, un gruppo
composto di giovani anarchici ed altri liceali ha dato vita ad una nuova
iniziativa: il rifiuto totale di prestare servizio militare. In Israele,
il servizio militare è obbligatorio e dura tre anni. L'iniziativa faceva
parte del quadro generale dei refusnik israeliani che, fino a quel
momento, era composto principalmente da persone che cercavano di evitare
il servizio da riservisti o da quelli che cercavano di evitare il periodo
obbligatorio di 3 anni, fingendosi malati fisicamente o mentalmente.
Quelli che si rifiutavano di prestare servizio militare per motivi
politici erano principalmente riservisti che si limitavano al rifiuto di
servire nei territori occupati, ma la Seconda Intifada che è iniziata 4
anni fa era il momento per una nuova ondata di refusnik di questo tipo e
un nuovo tipo di refusnik, i liceali.

Inizialmente, c'erano pochi di questi giovani refusnik ed erano
soprattutto anarchici. L'esercito generalmente li liberava dopo che
avevano passato 3 settimane in carcere. Ma con l'inizio del terzo anno
dell'Intifada, sempre più persone si univano agli obiettori totali anche
delle persone con posizioni politiche meno estreme e l'esercito ha
cambiato la sua tattica. I refusnik passavano fino a cento giorni in
carcere, dopodiché l'esercito non li liberava.

Con la loro protesta, 5 refusnik politici e un pacifista si sono trovati
al centro dell'attenzione malgrado la critica della loro protesta da
parte del movimento dei refusnik meno estremi, un movimento che
rappresenta l'ala radicale del sionismo.

Così, giovedì sera, due giorni dopo il rilascio dei 5 refusnik, si è
svolto un ricevimento a Tel Aviv con circa 700 partecipanti, chiamato
dall'intera sinistra radicale insieme agli Anarchici Contro il Muro, che
hanno distribuito un volantino durante l'evento. Segue il testo del
volantino.

DOBBIAMO ABBATTERE IL MURO

Comprereste un tostapane usato da Dani Nave [ministro israeliano della
salute] ?
Comprereste una macchina usata da Zahi Hanegbi [ministro per la polizia,
sospeso dal servizio] ?
E allora, come mai comprate dei progetti disastrosi che avranno
un'influenza negativa sulle nostre vite per anni da loro e dai loro amici
Arik, Bibi, Ehud, e Limor [i nomi di vari ministri] e da tutti gli altri
interessati da tutte le parti fino ad includere il comitato centrale del
Likud [partito di governo] ?

VI FIDATE DI LORO QUANDO DICONO CHE LA SOLUZIONE AI NOSTRI PROBLEMI
CONSISTE IN RECINTI, MURI, APARTHEID?

Alla fine del 2002, il governo israeliano ha cominciato a costruire un
recinto di separazione. Il percorso deciso doveva passare nella maggior
parte dei casi ben all'interno della zona palestinese, distruggendo
migliaia di ettari di terreno agricolo, separando i bambini dalle loro
scuole, separando i malati dagli ospedali, separando le persone dai loro
parenti. Il percorso torto crea dei ghetti, zone chiuse che interrompono
i normali collegamenti tra i villaggi e il mondo intorno a loro. Migliaia
di alberi da frutta e ulivi vengono sradicati per lasciare spazio per il
Muro, alberi che sono il principale fonte di reddito per queste persone
(a cui, peraltro, è vietato lavorare in Israele).

Per il governo si tratta solo di una misura di sicurezza, ma la Corte
Suprema israeliana e la Corte Internazionale hanno dichiarato che il suo
percorso è illegale e che danneggia seriamente le vite degli abitanti
della zona. Sorge la domanda: hanno preso questo trattamento crudele in
considerazione per quanto riguarda la sicurezza? Una persona diventa meno
pericoloso quando le sue risorse sono stati rubate, i suoi alberi
sradicati, il suo onore pestato?

Quindi, se non è una questione di sicurezza, che cosa è nascosta dietro
la decisione di costruire un tale recinto? La risposta vera ma triste è
una: RIMOZIONE. Non quel tipo di rimozione forzata, dove la gente viene
caricata sui treni e portata via, ma una rimozione silenziosa dove si
rende la vita talmente insopportabile per i soggetti in questione che
rimangono con due sole opzioni: andarsene o scoppiare.

Nel gennaio del 2004 [*], gli abitanti hanno scelto una terza opzione: la
lotta non violenta contro il recinto, ispirata da figure come Nelson
Mandela e Martin Luther King. Uomini, donne, bambini e anziani hanno
lasciato i loro villaggi per cercare di bloccare le ruspe con i propri
corpi in un tentativo di impedire la distruzione e il furto. Sono
affiancati da attivisti israeliani e stranieri che stanno con loro in
solidarietà e cha cercano di far abbassare i livelli della violenza usata
dall'esercito. Non sono sempre riusciti; l'esercito spesso ha ricorso a
metodi di estrema violenza con l'uso di manganelli, granate ad urto, gas
lacrimogeni, proiettili ricoperti di gomma e anche colpi carichi. Durante
tutto l'anno, decine di manifestazioni sono stati repressi in modo
crudele: 6 manifestanti hanno perso la vita e ci sono stati centinaia di
feriti. I mass media hanno scelto generalmente di non parlare di quello
che succedeva e l'unica frena, peraltro momentanea, è stata una decisione
della Corte Suprema di bloccare la fuga precipitosa delle ruspe per poco
tempo.

In questi giorni i lavori di costruzione del recinto nelle zone
palestinesi hanno ricominciato alla massima velocità, con chiaro
disprezzo per le sentenze della Corte Suprema. Ormai non è più possibile
guardare dall'altra parte e dire "non ne sapevamo niente".

E' L'ORA DI AGIRE!
FERMIAMO LA PAZZIA! FERMIAMO IL RECINTO!


ANARCHICI CONTRO IL MURO

Traduzione a cura dell'Ufficio Relazioni Internazionali FdCA
http://www.fdca.it/wall
Il sito in lingua italiana sulla lotta contro il Muro è in continuo
aggiornamento

[* ndr - dopo 8 mesi di lotta congiunta in piccole azioni tra gli
abitanti palestinesi, i volontari stranieri e componenti dell'iniziativa
degli Anarchici Contro il Muro]


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>






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