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(it) Irlanda: Workers Solidarity n.81 - Terrorismo di Stato (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Wed, 15 Sep 2004 10:54:01 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Il terrorismo è uno degli aspetti peggiori della nostra società. Non
intendo soffermarmi sul vecchio ed autoreferenziale cliché secondo il
quale "chi viene giudicato terrorista da alcuni, viene invece
considerato da altri come un combattente per la libertà". Prendiamo per
buono il termine ed usiamo la definizione più ovvia ed omnicomprensiva:
il terrorismo è l'uso della violenza al fine di diffondere la paura e il
terrore tra una popolazione per raggiungere scopi politici. Così si può
infatti definire l'attacco omicida su gente comune avvenuto a
Madrid l'11 marzo di quest'anno; si tratta di un atto di terrorismo ed è
precisamente così che dovremmo classificarlo.

Ormai questa forma di terrorismo è diventata parte del nostro
quotidiano: azioni nichiliste e disperate compiute da kamikaze,
assassini o incendiari. Più raramente invece ci soffermiano a
riflettere se i vari governi compiano anch'essi azioni definibili col
termine terrorismo. Eppure se esaminiamo la storia e i fatti più
recenti a livello mondiale, ci troviamo di fronte ad una moltitudine di
esempi di terrorismo di Stato.

Se il XX secolo ci ha insegnato qualcosa è proprio come la competizione
tra gli stati e gli imperialismi fece sì che non ci fosse limite alcuno
nell'uso della tortura, della crudeltà, della paura e della distruzione
inflitti alla propria popolazione ed a quella di altri paesi. La storia
dello Stato moderno è strettamente connessa alla storia dell'uso
calcolato del terrore tramite la repressione e le guerre. L'esempio più
ovvio ed estremo che si possa fare è quello dei campi di concentramento
nazisti e dei gulag sovietici, ma come dovremmo definire i
bombardamenti di Dresda, Coventry, Hiroshima e Nagasaki se non come
terrorismo? Le inutili carneficine di milioni di soldati e civili nelle
guerre trovano la loro ragione sempre nel terrorismo di stato, non
importa quali fossero le ragioni di stato o i costi che si era deciso di
far pagare alla gente comune.

Oggi i fatti di Palestina, Afghanistan ed Iraq confermano che il
fenomeno dell'uso sistematico del terrore di stato contro le
popolazioni inermi ad opera di "stati civili" è in piena recrudescenza.
Pur attraverso la tempesta di falsità e menzogne che ci viene
propinata, possiamo vedere il reale stato delle cose in Iraq: il
sistema elettrico e gli acquedotti bombardati con la popolazione civile
terrorizzata e sottomessa.

Se accettiamo la definizione di terrorismo cme uso della violenza su
larga scala ai danni di una popolazione, possiamo fare un passo avanti ed
includere l'intera storia del colonialismo, dello schiavismo e
dell'imperialismo come forme del terrorismo di stato. E' il caso
dell'India, che tra il 1876 ed il 1899 venne sconvolta da una massiccia
carestia e più delle cause naturali potè la reazione dello Stato
Britannico che portò ad una messe di morte. E lo stesso fu in Irlanda nel
1845, quando gli inglesi esaltavano le virtù del laissez-faire
capitalista, producendo una spirale nell'aumento dei prezzi con un
incremento delle esportazioni di frumento, mentre a milioni gli
irlandesi morivano di fame.

Il "Terzo Mondo" come viene chiamato oggi ha origine dalle massicce
carestie che colpirono l'Africa alla fine del XIX secolo. Ben lungi
dall'aiutare quelle popolazioni, i governi inglese, portoghese,
tedesco, belga e francese vi videro l'occasione per i loro interessi. Non
fecero nulla, lasciando che due dei cavalieri dell'apocalisse, fame e
malattie, seminassero la morte a milioni.

Come anarchici, riteniamo che il terrorismo di stato sia la conseguenza
diretta della concentrazione di ricchezza e di potere nelle mani di
pochi. Una delle funzioni primarie dello Stato è quella di difendere lo
status quo, per cui gli stati spendono enormi risorse nelle armi di
distruzione e di morte. Qualsiasi Stato cercherà di terrorizzare la
propria popolazione o quella di un altro paese se vengono minacciati gli
interessi delle classi dominanti. E come si è visto con i
prigionieri di Guantanamo, uno stato potente come gli USA userà la
brutalità come diritto morale se necessario. Non è sufficiente che le
classi dominanti debbano decidere della nostra vita e della nostra morte,
devono anche sancire il monopolio sulla violenza e sul diritto di
moralizzare il mondo tramite l'uso della violenza.

Il terrorismo può quindi avere diverse forme, ma una questione resta: è
più crudele un piccolo gruppo armato e mascherato o è più crudele uno
Stato ricco ed armato che si dedica alla distruzione ed alla
colonizzazione di un altro paese?

Conor McLaughlin

Da Workers Solidarity n°81/2004,
giornale del Workers Solidarity Movement-Irlanda
Traduzione a cura dell'Ufficio Relazioni Internazionali FdCA


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>





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