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(it) Irlanda: Nuovo documento politico del WSM sulla divisione dell'Irlanda (en)

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Date Fri, 3 Sep 2004 11:06:21 +0200 (CEST)


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CONGRESSO DEL WORKERS SOLIDARITY MOVEMENT (WSM) - LUGLIO 2004
NUOVO DOCUMENTO SULLA DIVISIONE DELL'IRLANDA
Il congresso del Workers Solidarity Movement dello
scorso luglio 2004 ha approvato un nuovo documento
su "La divisione dell'Irlanda" [1], che sostituisce
quello precedente su "La Questione Nazionale" e tiene
conto sia dei mutamenti intervenuti nel processo di
pace che dei cambiamenti nella nostra analisi dopo un
lungo periodo di dibattito interno. Ecco, di seguito,
il testo approvato dal nostro ultimo congresso.

La divisione dell'Irlanda

1. In quanto anarchici ci opponiamo all'imperialismo e riteniamo che esso
non sia un fattore di progresso. In Irlanda abbiamo sempre lottato contro
l'imperialismo britannico. Allo stesso tempo non riteniamo che il
nazionalismo, in qualunque forma, possa essere una soluzione
definitiva per i problemi della classe lavoratrice in Irlanda così come
in tutto il mondo. In ultima analisi il nazionalismo prevede che i
padroni e la classe lavoratrice condividano il comune interesse di porsi
come una sola "nazione" contro i lavoratori ed i padroni di
un'altra nazione.

2. Tuttavia in quanto anarchici che vivono sull'isola di Irlanda
dobbiamo affrontare e non possiamo ignorare le divisioni che esitono
all'interno della classe lavoratrice sulla base di una identità comune e
la continua, insistente, azione di repressione dello Stato. Quando
parliamo di "identità comune" siamo coscienti che non tutti i cattolici
sono nazionalisti, che non tutti i protestanti sono unionisti [2] e che
non tutti i nazionalisti e non tutti gli unionisti sono religiosi e
credenti. Ci sono, ovviamente, due identità comuni principali che si
possono ricondurre ai cattolici/nazionalisti da una parte ed ai
protestanti/unionisti dall'altra. In questo documento i termini
"identità comune" e "religione" vengono usati in modo interscambiabile.

3. Respingiamo l'idea che siano le differenze religiose all'interno
dell'isola a rendere la divisione desiderabile oppure inevitabile.
Piuttosto noi riteniamo che sia proprio la realtà della divisione
geopolitica la causa principale dell'esistenza dei continui conflitti
basati sulle differenze religiose.

4. Le divisioni patite dalla classe lavoratrice irlandese sono il
risultato delle divisioni religiose. Al nord le divisioni nella classe
lavoratrice rendono più difficile ma non impossibile l'unità della classe
contro i padroni. Al nord le divisioni hanno storicamente visto i
lavoratori cattolici subire le discriminazioni dello Stato ed essere
spesso vittima degli attacchi dei lealisti [3] e degli orangisti [4]. Al
sud, la nascita di un movimento socialista di massa nella classe
lavoratrice è stata ritardata per decenni a causa della subordinazione ad
un regime teocratico che non solo negava il diritto all'aborto, ma
sottometteva i deboli, in particolare i bambini, ad una disciplina basata
sugli abusi fisici e troppo spesso anche sessuali.

5. È importante capire che la divisione dell'isola non è un capriccio
della storia ma è il risultato di secoli di dominio imperialista e di
lotte contro di esso. Fin dai tempi della Riforma, lo Stato britannico ha
istigato i conflitti religiosi al fine di dividere e dominare gli
irlandesi.

6. La rivolta del 1798 fu la più grande occasione per scalzare il
dominio britannico ed allo stesso tempo unire tutto il popolo irlandese
indipendentemente dalle questioni di fede [5]. La sconfitta di quella
ribellione ed il processo che portò alla sconfitta hanno aperto la strada
a secoli di conflittualità settaria. Fu soprattutto importante il
sostegno dato all'Ordine Orangista quale strumento
contro-rivoluzionario incaricato di sopprimere fisicamente sia i
cattolici che i protestanti radicali [6].

7. La divisione dell'Irlanda nel 1922 venne fatta nell'interesse
dell'imperialismo britannico che manteneva comunque le sue basi
militari e nell'interesse dei padroni del nord che potevano in seguito
contare su una classe operaia divisa. All'epoca gli interessi dei
padroni del sud e del nord erano opposti. Il nord, ben sviluppato e
dotato di un'industria che esportava lino e cantieristica navale, aveva
bisogno di accedere ai mercati inglesi. Il sud era sottosviluppato e
perché l'industria potesse sviluppare aveva bisogno di una politica
protezionista rispetto ai prodotti inglesi meno costosi. Per cui la
divisione offrì vantaggi ad entrambi i gruppi capitalisti del nord e del
sud.

8. Il nord venne creato quindi per garantire un permanente dominio
unionista che legasse i lavoratori protestanti ai loro padroni in
cambio di privilegi marginali in una zona che comprende 6 contee su 9
all'interno dell'Ulster [7]. Questi privilegi erano mantenuti dai
padroni del nord (ad es. il famoso lodo Brookborough sul lavoro per i
"bravi ragazzi protestanti") il che significava che i lavoratori
protestanti potevano essere mobilitati contro i lavoratori cattolici che
chiedevano parità di trattamento nell'Irlanda del Nord oppure
l'unione con la repubblica [8]. È ciò che avvenne nel 1969, con gli
attacchi dei lealisti e della polizia ai ghetti nazionalisti per
reprimere un pacifico movimento per i diritti civili che chiedeva
basilari diritti democratici, oppure nello sciopero unionista del 1974
contro la condivisione di potere [9] e nella manifestazione di massa dei
Protestanti contro l'Accordo anglo-irlandese [10].

9. Nel 1969 le truppe britanniche vennero inviate nel Nord non per
mantenere la pace ma per dare ossigeno alle forze di sicurezza locali e
per tutelare gli interessi delle classi dominanti britanniche che
temevano sviluppi rivoluzionari della situazione. Da allora questo è
stato il ruolo delle truppe inglesi; ecco perché ci siamo uniti agli
appelli "fuori le truppe, subito". Inoltre esse sono state usate anche
per reprimere alla base qualsiasi movimento di massa che chiedesse pace e
riforme, come le operazioni della famosa Bloody Sunday del 1972 [11].

10. Il Lealismo è un'ideologia reazionaria, comprese quelle forme che si
dichiarano socialiste. Esso serve solo a mantenere il settarismo ed i
privilegi per i protestanti, come pure a proteggere gli interessi delle
classi dominanti britanniche e nord-irlandesi.

11. Il Repubblicanesimo è un'ideologia piccolo-borghese e per niente
socialista. Persino quelle sigle che si dichiarano socialiste predicano
una teoria per cui i lavoratori devono subordinare i loro interessi di
classe alla lotta comune a fianco dei loro padroni cattolici per
l'unificazione dell'Irlanda. Questa ideologia gode tuttavia di un
considerevole appoggio operaio al nord, ma proprio a causa del suo
impianto teorico non convince i lavoratori protestanti, verso i quali non
ha nemmeno una credibile strategia di coinvolgimento.

Va detto che il repubblicanesimo, diversamente dal lealismo, spesso ha
sviluppato al suo interno delle correnti di sinistra, se non altro per la
sua teoria basata sull'uguaglianza dei diritti per tutti, piuttosto che
sul "destino divino concesso ai prescelti". Dopo lo sviluppo del
leninismo, queste correnti sono state però contaminate profondamente
dalle idee del socialismo autoritario. Tuttavia a volte, come nel
congresso del movimento repubblicano degli anni '30, ebbero anche
l'appoggio della classe operaia protestante del nord proprio sullo slogan
della "repubblica operaia". Sebbene sia noi che altri anarchici abbiamo
usato questo slogan in passato, oggi non è più utile per
sintetizzare la nostra distanza dalla politica dei repubblicani, per cui
oggi preferiamo dire che vogliamo una "Irlanda anarchica".

12. La tattica della lotta armata portata avanti dai repubblicani non è
stata mai in grado di aprire la strada ad una soluzione poiché era
incapace di far intravvedere una vittoria militare sull'esercito
britannico. Inoltre le perdite subite dall'esercito inglese non
preoccupano più di tanto la classe dominante britannica. Infine va detto
che una "campagna fatta di attentati pubblicitari" porterà
sempre, che lo si voglia o no, a vittime civili, facendo crescere le
tensioni settarie.

13. La lotta armata era sbagliata anche perché dipendeva dalle azioni di
pochi individui, che attribuivano alle masse un mero ruolo di
inattività, oppure di logistica e di protezione. E si diceva che doveva
servire a mantenere le conquiste fatte negli anni '60 e nei primi anni
'70. Le mobilitazioni di massa (disobbedienza civile, scioperi degli
affitti e delle tasse comunali, comitati di quartiere, ecc.) avrebbero
difeso quelle conquiste molto meglio del militarismo elitario dei
pochi.

14. Lo Stato britannico è il vero responsabile della lunga storia del
conflitto armato nel Nord. Finché l'esercito britannico rimane in
Irlanda, ci sarà verosimilmente una resistenza armata, soprattutto in
assenza di un movimento di massa che indichi un'alternativa all'opzione
militare. Ogni generazione infatti ha prodotto un nuovo gruppo di
persone che si sono fisicamente dedicate alla battaglia per la "libertà
irlandese". Una situazione di pace permanente è possibile solo in
seguito al ritiro britannico. Quando venne dichiarato il
cessate-il-fuoco nel 1994, dicemmo che era un bene perché metteva fine
alla lotta armata ed apriva reali possibilità per una politica
rivoluzionaria. Ci siamo opposti alla lotta armata repubblicana perché
essa era un ostacolo per l'unità di classe. La lotta armata era fondata
su una politica sbagliata, aveva una strategia sbagliata ed usava
tattiche sbagliate. Abbiamo comunque sempre evitato di criticare i
repubblicani per la situazione nelle 6 contee. La loro attività era la
conseguenza di un problema reale e non doveva essere confusa con le cause
di quella situazione. Noi abbiamo chiaramente detto che in ultima
analisi, le responsabilità vanno individuate nella perdurante
occupazione britannica.

15. Noi non riteniamo che il cessate-il-fuoco dell'IRA sia stato una
svendita. Si è trattato piuttosto dell'inevitabile naturale processo
della politica del nazionalismo, che è destinato a raggiungere un
compromesso con l'imperialismo.

16. L'IRA non è responsabile della creazione di settarismo né della
continuazione dello stesso. Questo fenomeno va fatto risalire al 1969,
come reazione agli attacchi portati dalle forze di sicurezza e dai
paramilitari lealisti contro quallo che era solo un movimento pacifico
per i diritti civili.

17. Noi condanniamo qualsiasi azione a carattere settario (vedi quelle a
base religiosa), comprese quelle fatte dai repubblicani. Noi
combattiamo il settarismo invitando i lavoratori ad agire attraverso
scioperi e manifestazioni contro simili oltraggi, evitando di ricorrere
alla protezione delle forze dello Stato.

Condanniamo senza alcuna riserva quelle azioni "punitive" fatte di
bastonate e colpi di pistola contro persone accusate di "comportamenti
anti-sociale" o di spaccio di droga, fatte dai paramilitari sia
lealisti che repubblicani. Queste azioni non sono altro che un
tentativo crudele di mantenere il controllo su ciò che questi gruppi
considerano le "loro comunità". Siamo di fronte ad azioni dal carattere
autoritario e mafioso. Nulla può giustificare questi gruppi nel
compiere queste azioni in nome di un mandato della base o di una
"mancanza di ordine". Nessuno di questi gruppi ha mai ricevuto un
mandato per affermare il loro "essere e fare la legge". Non hanno alcun
diritto per autonominarsi giudici, giuria e boia.

18. All'Accordo di Belfast, si giunse al culmine di una strategia
decennale messa in atto dallo Sinn Féin [12], che aveva aperto diversi
fronti su diverse questioni per acquisire rispettabilità attirando così
verso di sé membri del Fianna Fáil [13] ed esponenti della Chiesa. Il
prezzo da pagare fu l'eliminazione di ogni riferimento al socialismo per
mantenere unita la "grande famiglia nazionalista". Questa strategia non
poteva mai portare ad un'Irlanda unita e socialista e nemmeno altre
significative migliorie tranne quelle connesse con il processo di
"smilitarizzazione". Si trattò invece di un rafforzamento del fronte
nazionalista tradizionale con lo scopo di giungere ad un'alleanza di
tutte le forze nazionaliste: dal Sinn Féin al Fianna Fáil, dal SDLP [14]
alla Chiesa cattolica e al potente lobby irlandese degli USA. Una simile
alleanza non aveva da offrire nulla alla classe lavoratrice del Sud e del
Nord, e noi ci opponemmo.
L'Accordo di Belfast non offrì altro che uno spoil-system basato sulle
divisioni settarie e che le rinforzava. Noi invitammo all'astensione sul
referendum relativo all'Accordo e ci rifiutammo di schierarci con le
forze che invitavano a votare NO, sostenendo che esse non avevano
nessun'altra alternativa da offrire che non fosse lo stesso conflitto di
sempre che aveva rovinato la vita a decine di migliaia di
lavoratori. Le forze repubblicane del 32-County Sovereignty Committee, il
Real IRA, il Republican Sinn Féin, il Continuity IRA e l'Irish
National Liberation Army [15] non avevano da proporre altro se non
aumentare il settarismo ed il controllo sulle loro comunità. Gli
oppositori lealisti -i cui raduni erano frequentati dai sostenitori degli
squadroni della morte della Loyalist Volunteer Force [16]- non volevano
altro che il ritorno al tempo in cui i Cattolici vivevano nel terrore ed
in ginocchio.
Il parlamento regionale costituito dall'Accordo di Belfast dimostra
abbastanza chiaramente il fatto che il risultato netto dello stesso
Accordo è il rafforzamento del settarismo, visto che i membri eletti
devono dichiararsi "nazionalisti" o "unionisti" perché i loro voti
abbiano valore. I partiti politici hanno dimostrato di essere in grado di
raggiungere senza problemi accordi sulle questioni economiche -senza
scontri sui programmi di finanziamento o di spesa pubblica- ma su quali
fiori mettere nei corridoi del palazzo parlamentare o quale bandiera far
sventolare davanti ai palazzi ministeriali ecco che rispuntano le
divisioni tra i due schieramenti.

19. Il massiccio voto a favore dell'Accordo, sia a Sud che a Nord, al di
là di ogni altra indicazione, mostra abbastanza chiaramente che la vasta
maggioranza della gente non vuole ritornare alla situazione di violenza
precedente al cessate-il-fuoco. Qualsiasi ritorno alla lotta armata
aprirebbe la strada ad ulteriore sofferenza e repressione per la classe
lavoratrice delle 6 contee. Noi ribadiamo la nostra posizione: una pace
permanente e la fine del settarismo sono possibili solo dopo il ritiro
dell'esercito britannico e che la classe operaia di entrambe le comunità
deve essere convinta del bisogno di trasformare la lotta in una lotta per
l'anarchismo e non per i "diritti nazionali".

20. Quando le condizioni saranno giuste, dovremmo spingere i lavoratori
del Nord a rifiutarsi di fare qualsiasi lavoro per conto delle forze di
sicurezza. Noi ci opponiamo a qualsiasi campagna [para]militare contro i
lavoratori che si prestino al lavoro per conto delle forze di
sicurezza.

21. Nelle adeguate condizioni (per esempio, gli scioperi della fame del
1981) dovremmo spingere per la creazione di un movimento di massa che
abbia un ruolo attivo con scioperi e manifestazioni ed impedire che
diventi un movimento di sostegno passivo sia alle campagne
[para]militari che a quelle elettorali.

22. Le divisioni settarie sono ancora una realtà nel Nord di oggi.
Riconosciamo che molte delle proteste connesse a queste divisioni, lungi
dal risolverle, hanno lo scopo di esacerbarle e di dividere
ulteriormente la classe lavoratrice. Ne traggono vantaggio elettorale i
politicanti locali o i sempiterni paramilitari.

Su queste cose noi non siamo neutrali. Non diamo alcun sostegno a quei
gruppi che si arrogano il diritto di decidere chi può vivere, lavorare o
passare nella "loro area" e chi no. La sola eccezione che facciamo sono
le sfilate dell'Ordine Orangista e gruppi affini a causa del loro ruolo
insistente nell'infiammare l'odio settario. Ma, al tempo stesso, noi
sosteniamo che l'opposizione all'Ordine Orangista vada costruita su basi
di classe e non religiose. Ciò significa compiere un grande sforzo nel
portare i lavoratori protestanti ad opporsi all'Ordine.

Generalmente noi sosteniamo tutti gli appelli alle inchieste pubbliche e
tutti i tentativi di limitare i poteri della polizia, persino quando
vittime della repressione sono persone di cui non condividiamo la
politica.

Noi sosteniamo la creazione di condomini misti, di scuole miste e la
rimozione di tutti i simboli religiosi e nazionalisti dai palazzi
pubblici e dalle strade. Siamo per la fine di qualsiasi intromissione
religiosa nelle scuole e negli ospedali e di qualsiasi finanziamento
pubblico alle istituzioni religiose a Nord come al Sud [17].

23. In quanto anarchici noi lavoriamo per l'unità tra lavoratori
cattolici e protestanti e tra lavoratori britannici ed irlandesi. Che ciò
sia possibile è stato dimostrato più volte nella storia del Nord, come
nel caso dello sciopero dei portuali del 1907 e dello sciopero del
soccorso a domicilio del 1932, quando i Falls e gli Shankill
manifestarono in solidarietà gli uni degli altri [18]. Più recentemente
abbiamo assistito ad azioni unitarie in difesa del Servizio Sanitario
Nazionale e contro le intimidazioni settarie. Esempi più circoscritti di
questa possibile unità vengono dalle frequenti lotte sindacali nei luoghi
di lavoro al Nord.

24. Noi riconosciamo che sebbene i lavoratori protestanti abbiano
minimi vantaggi sui lavoratori cattolici, questi vengono vanificati dagli
svantaggi dovuti alla divisione di classe, il che significa che le
condizioni di vita dei lavoratori del Nord, cattolici o protestanti che
siano, sono peggiorate per quanto riguarda la casa, la
disoccupazione e i salari, se comparate con le condizioni di altri
lavoratori in aree simili dell'Inghilterra. Ecco, questi sono i frutti
della divisione del paese.

25. È quindi nell'interesse dei lavoratori protestanti rompere con i loro
padroni protestanti e col lealismo per lottare a fianco dei
lavoratori cattolici sia nelle battaglie sindacali quotidiane che per
un'Irlanda anarchica.

26. In passato la questione nazionale era stata usata dai padroni
nordirlandesi per dividere le lotte comuni di lavoratori protestanti e
cattolici. Non è perciò possibile mantenere l'unità conquistata con le
lotte sindacali senza rompere la subordinazione dei lavoratori
protestanti al lealismo e senza spingerli alla lotta per un'Irlanda
anarchica.

27. La nostra strategia dovrebbe essere una di impegnarci nelle lotte dei
lavoratori del Nord e all'interno di queste lotte rompere il
lealismo che lega i lavoratori di entrambe le religioni ai loro padroni e
quindi aprire una prospettiva per lottare per un'Irlanda anarchica.

28. A tal fine non dobbiamo mai nascondere la nostra opposizione alla
repressione ed il nostro anti-imperialismo, dobbiamo anzi cercare di
connetterli alle lotte in corso.

29. La lotta per raggiungere l'unità di classe nel Nord non può essere
disgiunta dalla lotta per costruire un movimento di lavoratori
anarchici al Sud. Un simile movimento al Sud, che attaccasse sia il
capitalismo che il dominio della legge religiosa, sarebbe un grande
sprone per conquistare i lavoratori protestanti del Nord. La posizione di
potere della Chiesa Cattolica al Sud si è notevolmente indebolita
nell'ultimo decennio. Comunque essa mantiene un ruolo dominante in
settori cruciali quali l'istruzione e la sanità. L'abbattimento totale di
questo dominio sarà di aiuto nella costruzione di legami comuni tra i
lavoratori del Nord e del Sud.

30. Dovremmo aiutare i gruppi anarchici britannici a sviluppare una
chiara prospettiva sulla questione nazionale, al fine di rompere ogni
sostegno dei lavoratori inglesi al dominio dello Stato britannico
sull'Irlanda.


Prospettive a breve termine

1. Le organizzazioni politiche legate ai paramilitari lealisti sono
divenute più attive dopo il cessate-il-fuoco dei lealisti nel 1994.
Mentre il Progressive Unionist Party dichiara di essere socialista, è
importante ricordare da dove provengono i suoi quadri. Esso è il
braccio pubblico della Ulster Volunteer Force, che per 25 anni ha
condotto una fragorosa guerra settaria contro la popolazione
nazionalista delle 6 contee. Fino a che non rinuncino a queste azioni,
non possono essere considerati parte del movimento socialista.

Non siamo d'accordo, però, con chi sostiene che i socialisti non
dovrebbero aprire un dibattito con membri di questi gruppi. è solo
tramite un dibattito del genere che le loro ridicole posizioni
socialiste e monarchiche al tempo stesso possono essere smascherate. Al
fine di conquistare i lavoratori protestanti delle 6 contee alla lotta
per l'anarchismo, dobbiamo prima convincerli a rompere ogni legame con
l'ideologia settaria del lealismo/unionismo.

2. Riforma dello Stato delle 6 contee

In precedenza abbiamo sostenuto che lo Stato delle 6 contee era
irremediabilmente settario. Ad ogni modo, l'attuale processo di pace può
sfociare in un apparato statuale che sia diviso tra l'infeudamento di
forze settarie da una parte e dall'altro l'incoraggiare il conflitto
settario comunitarista da parte di quelle stesse forze politiche.
Sembra che essendo il capitalismo incapace di procedere in avanti, esso
si muova per vie laterali in modo che non si faccia nulla per risolvere
alla base i conflitti settari, perché alla fine si cia soprattutto una
"parità di intervento" dello Stato in questi conflitti.

Luglio 2004

WORKERS SOLIDARITY MOVEMENT
http://www.struggle.ws/wsm


Note del traduttore:

[1] Il termine "divisione" traduce "partition". Nel 1921, in seguito ad
una guerriglia iniziata con la proclamazione di una repubblica a
Dublino nel 1916 da parte dei nazionalisti irlandesi, i capi
nazionalisti firmarono il Trattato anglo-irlandese che concedeva
autonomia all'interno del Commonwealth britannico (presto trasformato in
vera indipendenza) per soli 26 delle 32 contee dell'Irlanda. Le restanti
6 diventarono una nuova enetità politica, l'Irlanda del Nord, che rimase
parte del Regno Unito e ancora oggi, molti nazionalisti usano il termine
"6 contee" per parlare dell'Irlanda del Nord. Una parte dello Sinn Fein,
il partito nazionalista irlandese, rifiutò i termini del Trattato,
soprattutto la divisione artificiale,
rivendicando l'unità nazionale al punto di iniziare una guerra civile in
Irlanda tra sostenitori del Trattato e oppositori. La costituzione
repubblicana dell'Irlanda, varata nel 1937, rivendica l'intera isola come
territorio nazionale ma, nel 1997, l'Irlanda modifica la sua
costituzione in osservanza con i termini dell'Accordo di Belfast (e dopo
referendum), eliminando questa rivendicazione territoriale.

[2] "Unionists", ossia coloro che sono favorevoli a mantenere l'unione
tra l'Irlanda del Nord e la Gran Bretagna che insieme formano il Regno
Unito.

[3] "Loyalists", termine interscambiabile con "Unionists". Sono
"lealisti" coloro che si credono leali alla corona britannica.

[4] Gli "orangisti" sono i membri dell'Ordine di Orange, una sorte di
framassoneria protestante irlandese, che ha praticamente gestito
l'Irlanda del Nord dalla sua creazione. Fondata nel Settecento come
società segreta dei nobili anglicani dell'Irlanda, fu aperta ai
presbiteriani e alla classe lavoratrice alla fine dell'Ottocento come
strumento per porre fine alla crescente unità operaia nelle fabbriche di
Belfast e Dublino.

[5] La rivolta del 1798 fu ispirata dalla rivoluzione francese,
adottando le parole d'ordine di "libertà, fraternità e uguaglianza" tra
tutti gli abitanti dell'isola: cattolici, anglicani e presbiteriani.
Nasce soprattutto tra i presbiteriani nordirlandesi che, pur essendo
protestanti, soffrivano quanto i cattolici del paese, vittimi di leggi
repressivi.

[6] Per lo più presbiteriani. Va ricordato che il presbiterianesimo è una
forma di cristianesimo fondamentalista estremamente antigerarchica. Ogni
"parocchia" è completamente autogestita. Non esistono preti, solo
predicatori eletti dalla congregazione e inoltre i credenti eleggono
annualmente un comitato che gestisce gli affari della "parocchia". Le
idee della rivoluzione francese trovarono terreno fertile tra i
presbiteriani dell'Irlanda.

[7] Ulster è una delle quattro regioni storiche dell'Irlanda, gli
antichi regni dell'Irlanda pre-coloniale. Sin dalla nascita
dell'Irlanda del Nord, la maggior parte degli unionisti continuano ad
usare il termine "Ulster" al posto di "Irlanda del Nord".

[8] Irlanda viene spesso erroneamente chiamata "Repubblica d'Irlanda" o
"Repubblica irlandese". Dopo il Trattato anglo-irlandese del 1922, il
nuovo paese autonomo si chiamava lo "Stato libero irlandese" (Irish Free
State) e in seguito all'adozione della nuova costituzione nel '37, prese
il nome "Irlanda" (in inglese Ireland, in irlandese Éire).

[9] Un piano per la condivisione di potere (tra unionisti e
nazionalisti moderati), ossia un progetto di governo "unito", fu ideato
nel '73-4 in risposta all'inasprirsi della guerriglia in corso
nell'Irlanda del Nord. Non fu un successo.

[10] L'Accordo anglo-irlandese degli anni '80 fu firmato in seguito ad un
Forum anglo-irlandese tra i due governi e i partiti parlamentari (ad
esclusione quindi dei partiti legati ai paramilitari) e prevedeva un
certo ruolo (seppur minimo) per il governo irlandese negli affari del
Nord.

[11] L'esercito britannico aprì fuoco su una manifestazione pacifica a
Derry, uccidendo e ferendo molte uomini, donne e bambini innocenti.
Un'inchiesta ha in seguito esonerato l'esercito. Attualmente è in corso
una nuova inchiesta sugli eventi di Bloody Sunday.

[12] Partito pan-irlandese che discende dallo Sinn Féin degli anni '20,
legato all'IRA.

[13] Partito irlandese che discende dallo Sinn Féin degli anni '20,
diventato negli anni '30 il più grande partito nel parlamento irlandese e
attualmente al governo.

[14] Social Democratic & Labour Party. Partito nordirlandese fondato
negli anni '60. Per anni fu effettivamente l'unico partito dei
nazionalisti nordirlandesi, sebbene fosse ideato come partito
socialdemocratico non-settario.

[15] Il Comitato per la Sovranità delle 32 Contee, l'IRA "Vero", lo Sinn
Féin Repubblicano, l'IRA per la Continuità e l'Esercito per la
Liberazione Nazionale Irlandese sono formazioni paramilitari scisse
dall'IRA nel corso degli anni.

[16] La Forza dei Volontari Lealisti (LVF) è un gruppo paramilitare
protestante di formazione abbastanza recente che si opponeva a
qualsiasi "pace" con i repubblicani.

[17] Va ricordato che tradizionalmente in tutta l'Irlanda le ordini
religiose hanno il quasi totale controllo delle scuole e spesso anche
degli ospedali. La vasta maggioranza di scuole in tutta l'Irlanda sono
divise a base religiosa.

[18] Le zone intorno alla Falls Road sono abitate a maggioranza
cattolica, mentre quelle intorno alla Shankill Road sono a maggioranza
protestante. Entrambi sono quartieri operaie.


Traduzione a cura dell'Ufficio Relazioni Internazionali FdCA
http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>





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