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(it) Cronaca e foto della Festa Antimilitarista di Zeri, delle azioni dirette, dei dibattiti, delle manifestazioni di piazza

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Date Thu, 2 Sep 2004 14:06:45 +0200 (CEST)


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Un magnifico fine agosto ha accompagnato i quattro giorni della Festa
Antimilitarista, svoltasi dal 26 al 29 in località Coloretta di Zeri, tra
le montagne della Lunigiana. Dopo la lunga serie di dinieghi
dell’amministrazione di Filattiera, dove avrebbe dovuto svolgersi la
manifestazione cui i compagni locali hanno risposto con l’occupazione per
24 ore della sala del consiglio comunale della cittadina, la festa è
stata spostata una ventina di chilometri più in là nella bella
cornice di Zeri.

Gli antimilitaristi sono stati lì accolti con sostanziale favore dalla
popolazione: numerosi sono stati coloro che hanno partecipato ai
dibattiti, ai concerti, alle cene. Non è mancato chi ha contribuito con
una cesta di prugne del proprio frutteto e chi ha messo a disposizione il
trattore per portare le attrezzature più pesanti.

Sono stati quattro giorni di incontro cui hanno preso parte compagni dal
Piemonte alla Sicilia, scambiandosi esperienze, idee, costruendo
relazioni nuove e consolidando le vecchie.

I momenti di approfondimento sulla guerra, il militarismo, il montante
nazionalismo hanno visto ogni giorno una partecipazione attenta e
vivace.

Non sono mancati i momenti di controinformazione sul territorio con i due
presidi svoltisi nelle mattinate di venerdì 27 e sabato 28 nei marcati di
Villafranca e Pontremoli, nonché numerose azioni dirette sul territorio
miranti a segnalare alla popolazione l’asfissiante presenza militare
nella zona.

La Lunigiana, coi suoi castelli e i suoi paesaggi ameni, in realtà è uno
dei territori maggiormente militarizzati d’Italia. Oltre al porto della
vicina La Spezia che accoglie sottomarini atomici, ai cantieri che
costruiscono dragamine e cacciatorpediniere, risalendo il Mag ra vi sono
i depositi dell’entroterra di armi "segrete" fra le quali non è pura
fantasia immaginare quelle nucleari leggere e pesanti. Fabbriche di
esplosivi e d’armi, poligoni di tiro ove si sperimentano anche i "nuovi"
metalli (uranio impoverito), depositi di munizioni, campi di
addestramento, cisterne per il carburante, nonché una misteriosa ed
inaccessibile discarica di rifiuti tossici, campi di addestramento ad
uccidere anche all’arma bianca. La cartina riprodotta sotto è
sicuramente riduttiva rispetto alle aree effettivamente dedicate al
militare.

Nonostante il robusto rafforzamento della sorveglianza da parte di
polizia, carabinieri e della stessa Marina Militare, installazioni
militari, monumenti ai caduti, campi di addestramento, viadotti
dell’autostrada sono stati visitati dagli antimilitaristi che vi hanno
apposto striscioni, targhe e manifesti.

Giovedì 26 agosto, giornata di apertura della Festa, dopo l’ultimazione
dei preparativi sono cominciati gli arrivi dei compagni e le prime
incursioni dei ragazzi del paese venuti a curiosare.

Buon successo ha riscosso la mostra di manifesti antimilitaristi curata
dall’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana.

In serata cena e concerto hanno scaldato l’ambiente.

In nottata l’ingresso del Campo di Addestramento della “Folgore”
dell’area “Boceda” è stato visitato dagli antimilitaristi che vi hanno
apposto una grossa targa con la scritta: “Campo addestramento
assassini”. Nella stessa serata sul monumento ai caduti di Aulla è stato
apposto un grosso manifesto con la scritta “Morire per la patria… morire
per niente”. A Villafranca, dove la mattina successiva si è tenuto in
piazza un presidio di controinformazione, il tronfio
monumento fascista dedicato all’aviazione è stato decorato con una
scritta analoga. Tutte le iniziative sono state siglate F.A.I.

Venerdì 27 agosto, dopo il presidio mattutino, il pomeriggio ha preso il
via il primo dei momenti di approfondimento e confronto previsti dal
programma “Antimilitarismo: storia, ragioni, progettualità”.
L’assemblea è stata aperta dai due interventi di Italino Rossi, storico e
studioso del movimento anarchico e Maria Matteo della redazione del
settimanale Umanità Nova.

Rossi ha posto l’accento sulla storia dell’antimilitarismo di segno
libertario che si è intrecciata con quella del movimento di
emancipazione sociale, sfociando in grandi eventi quali la “settimana
rossa”. Figure esemplari come quella di Augusto Masetti che rifiutò la
guerra, ammutinandosi e sparando al colonnello del proprio reggimento
sono state disegnate con grande precisione ad una platea attenta e
partecipe. Matteo si è altresì soffermata sulla progressiva
modificazione del paradigma bellico che ha visto delinearsi
“l’intervento di polizia internazionale” (prima guerra del Golfo), poi il
mostruoso ossimoro della “guerra umanitaria” (guerra del Kosovo) per
finire con la guerra “giusta”, la guerra permanente contro il
terrorismo inaugurata da Bush II in Afganistan e poi proseguita in Iraq.
Matteo ha sottolineato come il continuo misconoscimento delle ragioni
delle guerre e delle reali poste in gioco abbia un necessario contraltare
nella propaganda nazionalista e patriottica con la quale si vuole
costruire il consenso alla mostruosità bellica.

In serata il gruppo di Marco Bellagamba ha dato vita ad un vivace
concerto che ha riscaldato l’aria frizzante della sera.

Nel corso della nottata il piazzale/parcheggio limitrofo alla stazione
ferroviaria della città di Aulla, recentemente dedicato ai “martiri di
Nassiriya” è stato ribattezzato piazza “Vittime del militarismo”.
Successivamente una macchina con a bordo alcuni antimilitaristi
presenti alla festa di Zeri è stata fermata dai carabinieri della
stazione di Aulla. I cinque compagni sono stati identificati e
trattenuti per un’ora e mezza. Dopo la perquisizione dell’auto e le foto
fatte ai manifesti trovati a bordo, i compagni hanno potuto
allontanarsi senza che venisse sollevata loro alcuna contestazione.

La giornata di sabato 28 si è aperta con una manifestazione a
Pontremoli in piazza Unità d’Italia, affollata per il mercato. Sono stati
distribuiti volantini sulla militarizzazione del territorio e lanciati
slogan antimilitaristi. Al termine i compagni hanno
attraversato in corteo la piazza ed hanno raggiunto il monumento ai
caduti la cui lapide commemorativa è stata ricoperta dalla scritta
“Morire per la patria? Morire per niente!”. La piazza stessa è stata
intitolata alle vittime del militarismo.

Durante le prime ore del pomeriggio sull’autostrada A15 che collega La
Spezia a Parma, al km. 82 sul viadotto “La macchia” sovrastante il Campo
di addestramento della “Folgore” all’ex polveriera di Boceda, è comparso
uno striscione di circa 7 metri con la scritta “Addestramento Killer
della ‘Folgore’” ed una freccia ad indicare il posto.

A Monti di Licciana sulla strada per il passo del Lagastrello c’è la zona
militare “Mariconvers” le cui attività non sono note ai comuni mortali.
Sulla strada, come di consueto per questo tipo di
installazioni della Marina Militare, appaiono edifici dimessi, mentre la
base vera e propria è poco visibile nell’interno. Sulla recinzione
esterna di “Mariconvers” sabato pomeriggio ha fatto la sua comparsa,
proprio accanto alla scritta “zona militare – divieto di ingresso” uno
striscione con scritto “Né Stati, né eserciti – FAI”.

Nel pomeriggio l’assemblea dedicata a “Guerre globali: dalla guerra
umanitaria alla guerra permanente” è stata particolarmente affollata.
Molto apprezzato l’intervento di Salvo Vaccaro, studioso di geopolitica e
collaboratore della stampa anarchica.

Vaccaro, dopo aver delineato un quadro dei conflitti in corso e delle
poste in gioco, ha offerto numerosi spunti per un dibattito sulle
strategie di opposizione alla guerra ed al militarismo.
Ne è seguita una discussione ad ampio raggio protrattasi sino a tardi.

In serata, dopo una cena come sempre ottima preparata dai compagni del
gruppo cucina, la festa è proseguita con il concerto della a-band.

Domenica 29 agosto Stefano Raspa del “Comitato Unitario contro Aviano
2000” e Andrea Licata, studioso di tematiche antimilitariste hanno
introdotto l’assemblea sul tema: “Guerra interna: dal welfare al
warfare. Militarizzazione del territorio, esercito professionale,
propaganda militarista e nazionalista”. Raspa si è soffermato sulle
problematiche inerenti alla definitiva costituzione di un esercito
professionale e sulla propaganda per l’arruolamento, Licata ha
illustrato una propria ricerca sulla militarizzazione dell’ateneo
goriziano. Ne è scaturito un lungo dibattito.

Nel pomeriggio, chiusi il bar e la cucina per consentire la
partecipazione di tutti, si è svolta l’assemblea conclusiva, mirante a
delineare i prossimi appuntamenti dell’“Assemblea Antimilitarista ed
Antiautoritaria”. Nei mesi uscirà un opuscoletto rivolto ai giovani delle
scuole superiori, quelli più soggetti alla martellante campagna di
arruolamento dell’esercito: la pubblicazione sarà agile e
semi-gratuita.

Un momento per tutti importante sarà l’opposizione alle celebrazioni
militariste del 4 novembre, la costruzione di una campagna contro la
prossima finanziaria di guerra, e la partecipazione alla manifestazione
nazionale anarchica contro la Nato promossa dal Coord. Anarchico Veneto
per sabato 13 novembre a Mestre.

Il prossimo incontro dell’Assemblea Antimilitarista ed Antiautoritaria è
fissato a Torino (corso Palermo 46) per domenica 5 dicembre.

Foto a questi indirizzi:
http://italy.indymedia.org/news/2004/09/613468.php
http://italy.indymedia.org/news/2004/09/613475.php
http://italy.indymedia.org/news/2004/09/613485.php

Dal forum di Contropotere
Mittente: FAI Torino <fat@inrete.it>




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