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(it) Israele/Palestina: La giornata in tribunale di "Anarchici Contro il Muro" (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 21 Oct 2004 20:17:34 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Lunedì mattina, 18 ottobre, si sono riuniti 45 persone tra membri e
simpatizzanti di "Anarchici Contro il Muro e giornalisti nell'aula della
"Corte di Pace" di Tel-Aviv (la corte di prima istanza per i "reati"
minori). Le guardie davanti al tribunale bloccavano l'accesso a chi
portava magliette con slogan (valeva anche per gli 11 accusati) e solo
con l'intervento del giudice siamo potuti entrare.

I processi sono sembrati così tanto esaggerati per accuse così di poco
conta che i vari media (radio, telegiornali e quotidiani principali)
hanno incluso dei resoconti, a volte favorevoli. Notevole per la critica
a fronte di questo goffo tentativo statale di punire la protesta era un
servizio lungo del principale telegiornale di stato, che ha trasmesso la
piccola manifestazione davanti al tribunale, le guardie che ponevano fine
alla manifestazione e alcune interviste con accusati e sostenitori.

L'opinione pubblica ancora pretende che i diritti democratici degli ebrei
israeliani siano protetti pienamente, anche quando noi lottiamo in
sostegno dei diritti dei palestinesi e quando gli stessi media accettano
tranquillamente la soppressione dei diritti dei palestinesi.

"... Il tribunale di Tel-Aviv aveva un'atmosfera del Wild West oggi,
quando 11 membri di Anarchici Contro il Muro si sono presentati per
rispondere alle accuse contro di loro tra cui partecipare ad una
manifestazione non autorizzata, impedire l'azione dei pubblici ufficiali,
aggressioni contro pubblici ufficiali [*] e imbrattare proprietà
immobiliare (grafitti). Tutte i capi d'accusa fanno riferimento ad un
unico accadimento durato una decina di minuti quando il pomeriggio del 25
febbraio di quest'anno, giorno in cui la Corte internazionale dell'Aia ha
iniziato il suo deliberato dei confronti dello Stato d'Israele sulla
costruzione del Muro che squarcia la Palestina da parte del governo
Sharon.

Gli anarchici e le anarchiche avevano segnato quel giorno con una
manifestazione congiunta insieme agli abitanti di un villaggio che
avrebbe perso la maggior parte della sua terra a causa del Muro/Recinto.
Ma, avendo avuto sentore della manifestazione, la polizia e l'esercito ha
successivamente intercettato il gruppo mentre attraversava il confine con
la Cisgiordania, costringendolo di fare ritorno a Tel-Aviv. Arrivato
davanti al Ministero della Difesa a Tel-Aviv, il gruppo si è messo seduto
sulla strada davanti ai cancelli dove sono stati subito attaccati dalla
polizia. Uno del gruppo è stato picchiato così forte da perdere la
coscienza e un altro è stato portato in ospedale. 13 persone hanno
passato la notte in commissariato.

La matina dopo, la polizia ha chiesto al giudice che venissero concesso
gli arresti domiciliari agli arrestati "fino a che la Corte all'Aia non
termina il suo deliberato"! Il giudice non ha gradito la richiesta e i 13
sono stati liberati dietro cauzione.

A questo punto, la polizia e il pubblico ministero ha deciso di mandare a
processo il gruppo - ed eccoci quà oggi in mezzo ad un processo
grottesco.

Portando una vasta gamma di tatuaggi e acconciature e accompagnati dai
loro simpatizzanti (tra cui alcuni artisti e attori famosi), i giovani
imputati, uomini e donne, si sono presentati all'ingresso del tribunale
indossando delle magliette con scritto "non ci faranno tacere" e con le
bocche coperte con nastro adesivo nero.

Di fronte a questo, le guardie sono entrati in azione, gridando "niente
manifestazioni nel tribunale" e spingendo gli attivisti dentro un'aula
vuota dove hanno costretti tutt* a togliersi le magliette (le telecamere
avevano già filmato abbastanza, però). Ci ha voluto un bel po' di tempo
prima che tutt* sono riusciti ad entrare nell'aula del giudice Muki
Landman e sedersi. La sezione pubblica dell'aula era straccolma.

L'avvocato per la difesa, Gabi Lasky, ha esordito chiedendo alla corte di
archiviare le accuse in quanto precluse. Ha esposto a lungo sul Muro e su
come interferisce con la vita quotidiana dei palestinesi, citando molti
testi delle varie organizzazioni per i diritti umani che presentava come
prove. Molti giudici avrebbero rifiutato di accettare prove del genere
per motivi di rilevanza, ma non Landman.

L'avvocato Lasky ha fatto menzione speciale degli abitanti della
cosiddetta "Seam Zone" dove gli accusati intendevano manifestare il 25
febbraio:

"La 'Seam Zone' è stata dichiarata zona chiusa militare dove è vietato
entrare. Anche chi è nato lì e chi ci ha vissuto per tutta la vita deve
richiedere un permesso speciale dall'esercito per poter rimanere a vivere
nella propria casa e per lavorare i propri campi.
Sempre su ordine militare, i cittadini israeliani sono esenti e possono
entrare la zona senza alcun permesso. E non solo i cittadini israeliani,
ma anche tutti coloro che hanno il diritto di richiedere la cittadinanza
israeliana sotto la "legge del ritorno", ossia tutti gli ebrei. Sì, un
ebreo di Brooklyn o di Tomboktou può atterrare all'aeroporto di
Ben-Gurion e dirigersi verso la "Seam Zone" e rimanerci quanto vuole,
senza il bisogno di alcun permesso. Invece, un palestinese nato e
cresciuto lì deve avere un permesso rilasciato dall'esercito per poter
abitare nella propria casa! E' proprio contro ingiustizie di questo tipo
che gli accusati cercavano di protestare, inizialmente nella stessa "Seam
Zone" e visto che l'accesso all'area è stato negato loro, successivamente
davanti al Ministero della Difesa dove è nato l'ordine militare odiosa.
Hanno agito secondo l'Imperativo categorico del filosofo Kant, secondo il
quale ognuno deve agire come se la sua vita fosse un esempio morale per
tutto il mondo. Hanno agito secondo il Talmud che dice che nessun uomo
può essere considerato giusto (anche se osserva tutti i commandamenti di
dio) se non si oppone alle ingiustizie di cui è a conoscenza. In base
alla Legge naturale, il caso va archiviato."

La risposta del giudice Landman era:

"Risponderò all'argomento dell'avvocato più tardi. Prima devo portare
l'attenzione del pubblico ministero a certi difetti ovvii per quanto
riguarda i capi d'accusa. Ad esempio, l'imputato numero 7 viene acusata
di aver aggredito dei poliziotti ma non le è attribuito alcun gesto
concreto da supportare l'accusa[*]. Lo stesso vale per l'imputato numero
1, accusata di aver interferito con il normale servizio di un agente
della polizia. Esattamente che cosa avrebbe fatto, signor Pubblico
ministero? Si è messa seduta per la bellezza di 3 minuti e si è rifiutata
di alzarsi su ordine del poliziotto... questo sarebbe, secondo Lei,
interferenza con il normale servizio dell'agente? Hmmm.
Per quanto riguarda gli altri, in che cosa esattamente è consistita
l'aggressione contro la polizia? 'Scalciare mentre venivano portati al
furgone della polizia'? Bene, credo se riuscite a darci le prove
inconfutibli di questo, forse tecnicamente potrebbe valere come
aggressione. Tuttavia, mi sembra di ricordare che durante l'evacuazione
di Yamit e altri colonie nel Sinai [nel 1982], i coloni fecero ben più di
scalciare, e neanche uno di loro è stato processato. E meno male. CI
vuole un po' di tolleranza nella politica dell'Ufficio dei Pubblici
ministeri, un po' di elasticità.
Ora entriamo in un periodo di dibattito e controversie. Ci saranno molte
manifestazioni da parte di molte persone e molti gruppi che avranno
qualcosa di urgente da dire. A me non interessa se sono di destra o di
sinistra, se protestano contro la costruzione del recinto o lo
smantellamento delle colonie. A dire dall'azione dei Pubblici ministeri
in questo caso, mi immagino di vedere decine e decine di tutti questi
manifestanti entrare in quest'aula. Forse dovremmo costituire una corte
speciale per i manifestanti, come quella per la deportazione dei
lavoratori migranti. Se è questo che volete...
Tuttavia, per ora, do sei settimane di tempo al Pubblico ministero di
riconsiderare la sua posizione: vuole veramente procedere con questo
caso? Se la risposta sarà sì, a quel punto darò la mia risposta alla
richiesta della difesa. Fino a quel momento, la corte sospende la
seduta."

[* Sorpresa! Tra gli 11 imputati, solo quelli che si sono lamentati
all'Ufficio per le investigazioni contro la polizia sono stati accusati
anche di aggressione, mentre chi non l'ha fatto è stato accusato di reati
minori.]


Traduzione a cura dell'Ufficio Relazioni Internazionali FdCA
http://www.fdca.it/wall

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>





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