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(it) Sicilia: Resoconto della Rete Antirazzista Siciliana sugli eventi a Lampedusa 09.10.04 (pt.IV)

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Date Tue, 19 Oct 2004 15:49:05 +0200 (CEST)


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Ultimo resoconto da Lampedusa:
La Rete Antirazzista Siciliana ha lasciato l'isola alle 16:30. Il campo è
vuoto. La Lega, che per l'occasione ha organizzato un convegno a
Lampedusa, ingrassa soddisfatta. Le sua bandierine verdi sventolano per
il paese che sembra la peggiore delle cittadine agrigentine trapiantate
in mezzo al mare. Tutti via, anche gli ultimi 90. Anche il ragazzo che
ieri stava male e sbatteva la testa contro il cancello. Le senatrici non
sono riuscite ad incontrarli per l'ultima volta. "C'è un'operazione in
corso, l'ingrasso è solo posticipato". Così ha detto il capitano dei
carabinieri, mentre in pompa magna arrivava all'aeroporto il questore di
Agrigento con un gran sorriso sulle labbra. Chiara Acciarini e Tana De
Zulueta riusciranno da accedere solo alla parte del campo dove stanno gli
uffici, non devono vedere cosa sta accadendo all'interno. Alessandra e
Barbara della Rete Antirazzista Siciliana non possono neppure
accompagnarle lì. Restano fuori, davanti al primo cancello, dove sono
schierati un numero enorme di finanzieri. Più che negli altri giorni, c'è
un esercito. È chiaro cosa sta per succedere. La sensazione è quella di
troppe volte, ma è al contempo nuova. Le persone conosciute nei giorni
passati stanno venendo legate. Escono da un campo di concentramento per
finire nel deserto, e stavolta lo sanno, lo hanno capito di certo. Solo
aspettare e guardare. Impotenza mentre tutto si consuma.

Arriva l'aereo. Civile questa volta. Alitalia, ovviamente, così la
salviamo dal fallimento. I ragazzi escono dal campo a piccoli gruppi
dentro le camionette dei carabinieri. Per fargli fare trenta metri hanno
scelto di fare 30 viaggi. Non si deve vedere nulla. La camionetta si
ferma accanto alla scaletta dell'aereo.

Ma i polsi legati si intravedono, e si intuisce che qualcuno cerca di
ribellarsi, quando si vede agitazione tra carabinieri, finanza e uomini
della misericordia che circondano la scaletta per nascondere il più
possibile. Il direttore dell'aeroporto viene a dire ai giornalisti che
stanno dietro le vetrate che non si può riprendere né fotografare, perché
non hanno autorizzazione... tutto deve avvenire nell'ombra mentre 91
cittadini dall'identità e dalla nazionalità non accertate vengono
deportati in Libia.

Da Palermo, chi scrive li ha ancora negli occhi. Si rende conto che
insieme alle Senatrici che sono state bravissime, si è cercato di fare il
possibile. Ma il possibile è sempre una sconfitta in questo paese oscuro
e violento, sempre più gretto e spietato.

Quel ragazzo che non ha sorriso neppure quando gli abbiamo stretto la
mano... quello che voleva restare solo con noi per dirci quanto sta
male... Quel padre che aveva rischiato la vita nella traversata e non
aveva avuto la possibilità di telefonare per dire ai figli che era ancora
vivo... quel signore coi capelli bianchi che continuava a ripetere di
essere palestinese. Dove saranno stanotte.


Chi scrive ha negli occhi i loro occhi e l'immagine di due deserti.
Quello di Lampedusa, dentro il campo svuotato come dopo la fine di una
mattanza quando i segni rimangono sparsi, e quello africano, dove spera
che loro non verranno abbandonati. Chi scrive vorrebbe essere
onnipotente, e si sente minuscola davanti a tutto questo. Chi scrive sa
che con i suoi compagni continuerà a cercare di fare, di agire, ancora e
sempre, anche se stanotte tutto fa così paura.

Da: FdCA Palermo <fdcapalermo@fdca.it>






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