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(it) Anarchici contro il Muro: resoconti delle iniziative a Milano, Torino, Cuneo

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Date Tue, 12 Oct 2004 18:55:09 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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*Abbattere i muri dell'odio*
Prosegue e sta arrivando in dirittura di arrivo il giro di conferenze in
Italia della compagna israeliana di "Anarchici contro il Muro". Vi
proponiamo alcuni brevi resoconti delle iniziative svoltesi a Milano,
Torino, Cuneo. Ieri sera si è svolta l’iniziativa programmata a Savona,
stasera è la volta di Pisa. L’appuntamento è in piazza dei Vettovagli
alle ore 18.
* * * * *
MILANO
Giovedì 7 ottobre presso i locali dell’ Ateneo Libertario di Milano Liad
Kantorowicz compagna israeliana del gruppo "Anarchists against the wall"
ha tenuto un interessante dibattito sulla situazione dei diritti negati
dei palestinesi e i tentativi di organizzare relazioni umane e di lotta
comune contro il dominio del potere israeliano. Israeliani e palestinesi
contro lo stesso nemico: quello che vuole mettere muri e barriere e che
mantiene il potere con metodi che definire criminali è un eufemismo.

Liad ed il suo gruppo sono riusciti a creare momenti importanti di
aggregazione con pezzi di popolazione palestinese e rompere barriere alle
volte più dure dei muri, quelle culturali e politiche.

Il racconto è coadiuvato da un interessante video girato dai compagni di
A.a.t.w. che documenta il grave ferimento di un compagno, durante
un’azione diretta contro i cancelli del muro, ad opera di soldati
israeliani che avevano sparato ad altezza d’uomo .

Al dibattito, che è stato molto vivace, hanno partecipato circa 70
persone. I compagni della FAM ringraziano Liad della disponibilità e la
pazienza per la fatica fatta girando come una trottola per tutt’Italia da
oltre 20 giorni.

A.D.


TORINO

Oltre un centinaio le persone che hanno partecipato alla serata
organizzata dalla Federazione Anarchica Torinese in occasione del giro di
conferenze di “Anarchici contro il muro”. Erano presenti, oltre a
numerosi anarchici, esponenti della comunità ebraica e di quella
palestinese, persone impegnate in progetti di solidarietà e semplici
curiosi di un’esperienza per molti versi originale. Il pubblico, attento
e partecipe, ha mostrato vivo interesse sia all’esposizione sia al video
ed è intervenuto con interesse al dibattito, ponendo domande sulla
situazione politica e sociale in Israele e nei Territori, sul ruolo dei
sindacati, sulla capacità di coinvolgere la società civile sia in Israele
che in Cisgiordania, sulle prospettive della lotta, sulla difficoltà a
superare le barriere dell’odio e della diffidenza.

Non possiamo che augurarci che i compagni israeliani riescano a radicarsi
nel tessuto sociale, perché l’azione diretta, il metodo assembleare, la
costruzione dal basso di un’alternativa alla guerra, all’odio ed al
razzismo aprono la speranza che sia possibile porre un argine alla
barbarie. Che sia possibile costruire ponti ed abbattere i muri.

F. B.


CUNEO

La sera del 9 ottobre le 40 cadreghe sistemate nella sede provinciale dei
Cobas erano piene e la gente era in piedi sul marciapiede e nell'altra
stanza, insomma in termini numerici è andata più che bene per una città
fredda come Cuneo, e per un sabato sera con auto e musica per le strade.

Evidentemente quei 70, 80 dice Marco, erano lì proprio perché convinti di
esserci ed interessati all'argomento.

Era la prima volta che dall'interno di Israele si portava testimonianza
di una opposizione radicale al muro di Sharon, al razzismo dell'esercito
d'occupazione e allo stato di estrema rassegnazione che ha colpito
perfino la storica sinistra laburista e socialista d'Israele. Liad ha
parlato con pacatezza, seguendo un filo logico che parte non da
presupposti ideologici o politici, ma profondamente umani: la libertà di
ogni uomo o donna di muoversi, di incontrarsi, di stare bene, di non
doversi sacrificare alla ragion di stato dell'uno o dell'altro. Liad e
gli altri suoi compagni si rendevano conto di essere fortunati a vivere
in Israele e, nello stesso tempo, di essere considerati, in quanto
israeliani, oppressori. Nessuno di essi ha posti di blocco militari,
nessuno subisce quello che subiscono i palestinesi e questa loro libertà
di muoversi poteva essere messa a disposizione di una lotta con un
obiettivo concreto, possibile, visibile e comune: il muro dell'apartheid
che non ha alcuno scopo di difesa, visto che non segue i confini del
1967, ma ha scopi unicamente politici, di acquisizione di terre e di
rendere impossibile la costruzione di un focolare nazionale palestinese
in Cisgiordania. La scelta nonviolenta permette la condivisione con gente
araba comune e consente di attutire l'impatto estremamente violento con
l'esercito, il video che Liad ha trasmesso è stato chiarissimo nel
definire visivamente da che parte sta la violenza di una occupazione,
senza bisogno di ulteriori parole.

Vittime della guerra sono i giovani in Israele che non si sentono sicuri,
che nella paura e nel rifiuto di pensare votano a destra e giustificano
l'ingiustificabile, così come i giovani e le donne palestinesi che in uno
stato di guerra non hanno possibilità di parole diverse da quelle dei
loro capi di Hamas o dell’ANP, seppure tutti sanno che è mafia,
gerarchia, maschilismo sia laico che religioso, uomini che non lavorano e
non possono comandare fuori, comandano in casa, sulle donne e sui figli ,
tutto è assorbito dalla guerra. Il lavoro anarchico per Liad è sopratutto
di azione culturale, di comportamento, che deve sfociare in azione
diretta, significativa, non importa se vincente e produttiva, con le sole
mani e isolati non si abbatte il muro, ma si dà un segno forte di
contraddizione e si incontrano i cosiddetti nemici, i palestinesi. "Fa
bene a noi israeliani vedere i territori e incontrare lì gli arabi, e fa
bene a loro vedere che israeliani sono persone e non solo soldati e
oppressori" Questa, diretta e condivisa, è la unica possibile, via di
pace.

La discussione seguita ha mantenuto il livello umano e propositivo che
aveva aperto la serata.

FAI di Cuneo Antonio Lombardo <alombar@libero.it>


http://www.federazioneanarchica.org

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>





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