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(it) USI: per una rete territoriale

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 14 May 2004 11:49:51 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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http://ainfos.ca/index24.html
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DA UNA RETE TERRITORIALE AUTORGANIZZATA DI LOTTA E AZIONE DIRETTA
ALLA RETE EUROPEA DEL SINDACALISMO ALTERNATIVO
Questo proposta, costruita in questi ultimi mesi di
intervento TERRITORIALE, che oggi vede l’USI presente
sia a livello romano con i suoi 6 sportelli in
funzione (nel tentativo di costruire insieme alle
altre strutture di base una rete degli sportelli) che
con interventi a Milano, Udine ed in altre città, è
volutamente sintetica perché non ha lo scopo di
produrre l’ennesima, approfondita (o solo abbozzata)
analisi della drammatica realtà sociale di fasce
sempre più larghe di popolazione, ed è un primo
risultato di una riflessione e un confronto interno
all’USI-AIT sviluppatosi negli ultimi sette-otto mesi,
sul ruolo e sugli obiettivi di questa organizzazione –
praticare ed estendere la lotta di classe
autorganizzata, dentro e fuori i luoghi di lavoro e di
sfruttamento – e del sindacalismo di base più in
generale.

E’ una proposta aperta, unitaria, solidale,
egualitaria, conflittuale, rivolta a tutte/i coloro
che si ribellano al destino di restare o diventare
lavoratori sottopagati, precarizzati, intimoriti,
minacciati; o giovani senza lavoro e senza reddito,
anziani con pensioni sempre più di povertà; o utenti
di servizi pubblici sempre più costosi, scarsi,
scadenti e privatizzati; o consumatori taglieggiati da
un’inflazione reale ben più alta di quella ufficiale;
o famiglie, coppie e singole/i senza casa; o studenti
di una scuola pubblica sempre più degradata e
funzionale al profitto e alla selezione classista; o
abitatori di un ambiente sempre più inquinato,
deturpato, distrutto dal dissesto idrogeologico, dalla
cementificazione senza freni, dall’immenso esercito
dei veicoli a motore; o migranti vittime di razzismo,
umiliazioni e privazione o menomazione dei diritti di
cittadini e lavoratori; o esseri umani costretti a
subire (da vittime o da spettatori) l’orrore della
guerra, il massimo e peggiore dei terrorismi…
L’elencazione potrebbe continuare, ma ci siamo capiti.

Ma cosa significa “aperta, unitaria, solidale,
egualitaria, conflittuale”?

1) che non è limitata al mondo del lavoro, ma
allargata alla società nel suo insieme, senza alcun
“numero chiuso” alla partecipazione;

2) che ricerca, attraverso un confronto libero e
franco, l’unità d’azione più larga possibile tra
soggetti collettivi realmente antagonisti – cioè nei
fatti e non solo a parole;

3) che costruisce solidarietà reale, fondata su
comuni interessi concreti, tra settori, categorie,
gruppi, comunità diverse, che la classe dominante
cerca sempre di dividere e contrapporre;

4) che non vuole imporre alcuna predominanza
dell’USI-AIT, ma richiede pari dignità, importanza e
responsabilità tra i soggetti che aderiscono al
progetto;

5) che adotta come metodo il conflitto sociale,
utilizza come strumento l’autorganizzazione, propone
come finalità la liberazione collettiva dal bisogno e
dall’oppressione.


Come avviare questo percorso, complesso e difficile
ma potenzialmente capace di sprigionare enormi
energie?

A) Radicando il progetto nel territorio –
individuato nel municipio o in aree territoriali di
più municipi e/o comuni della provincia di Roma – e
proponendosi come momento e luogo di discussione e
organizzazione delle iniziative di lotta, tra soggetti
che in generale non hanno l’opportunità di uscire dal
proprio ristretto ambito di lavoro e di vita, per
costruire alleanze “trasversali” in grado di
rafforzare enormemente le lotte di ognuno.

B) Garantendo una continuità, attraverso riunioni
regolari e periodiche (p. es., una volta al mese) e
assemblee allargate (quando ritenute utili e/o
necessarie), da tenersi eventualmente anche in sedi
diverse, ma in date fissate con largo anticipo e
comunicate a tutti i soggetti partecipanti e a quelli
che si vorrebbero coinvolgere.


A questo proposito l’USI mette a disposizione sia il
suo servizo legale nazionale che quello della
struttura federata l’USICONS, associazione nazionale
in difesa e a tutela degli utenti e consumatori, per
tutte le situazioni lavorative o sociali che hanno
necessità di un appoggio o di un intervento.

Questo progetto di rete territoriale, che secondo noi
si deve diffondere a livello nazionale insieme ad
altre esperienze come quella degli sportelli del
precariato, si lega sempre di più alla necessità e
allo sviluppo di una rete europea del sindacalismo
alternativo, che ha incominciato a delinearsi a
partire dal Convegno di Barcellona (Spagna)
dell’ottobre passato. Varie organizzazioni sindacali
di base e/o autogestite infatti hanno elaborato un
documento unitario nel Convegno internazionale di
Barcellona del sindacalismo alternativo (svoltosi i
primi di ottobre del 2003) che riproduciamo sotto; al
Convegno erano presenti, tra gli altri; E.S.K. (Paesi
Baschi), C.U.B. (Italia), C.N.T. (Francia), S.U.
(Spagna), U.S.I. (Italia), S.U.D. (Francia),
S.U.D.-S.P. (Svizzera), C.G.T. (Spagna), Solidaires
(Francia), SAC (Svezia) ….

“Le politiche economiche disegnate dalle istituzioni
di Brettón Woods, il fondo monetario internazionale,
la Banca mondiale e la Organizzazione Mondiale del
Commercio sono quelli che condizionano e decidono le
politiche sociali e del lavoro in tutto il pianeta,
sotto la ideologia del neoliberismo ad oltranza,
definito oggi con l’eufemismo totalitario di “pensiero
unico”.

L’Unione Europea nella sua propria concezione di
fondazione rispecchia una costruzione sovranazionale
al servizio del capitale e capace di competere con
altre di caratteristiche simili nel mercato
internazionale attraverso le sue multinazionali; oggi
ratificato nella proposta di costituzione europea.

Gli obbiettivi di queste politiche sono: prima
liberalizzare e dopo privatizzare i servizi pubblici,
derogando alle regole e alle leggi esistenti ( diritto
del lavoro,diritti sindacali, difesa dell’ ambiente,
salute pubblica, educazione pubblica, assistenza ai
più diseredati, ecc.), normalmente con la compiacenza
e complicità degli stati.

Queste situazioni si ripetono dentro un contesto di
globalizzazione e omogenizzazione ideologica, della
vita, del lavoro e della cultura.

Tutto questo schema di smantellamento della copertura
sociale e di destrutturazione del mercato del lavoro,
si realizza in forma simile in ognuno dei differenti
paesi , seguendo cosi un medesimo schema:

• Liberalizzazione e privatizzazioni; Flessibilità
delle condizioni di lavoro; Precarizzazione dei
contratti di lavoro; Tagli alla protezione sociale;
Deterioramento dei servizi pubblici; Aumento degli
infortuni sul lavoro; Gestione privata del capitale
pubblico; Ridislocazione delle imprese; Aumento della
repressione e taglio delle libertà; Mantenimento della
discriminazione di genere.

Questi sono anche i principi fondanti della futura
costituzione europea.

Ugualmente impongono un discorso sulla paura, con la
scusa fabbricata sul terrorismo internazionale, che
giustifica guerra, invasioni di paesi ed eliminazioni
di popoli indigeni.

A sua volta il fenomeno della immigrazione si è
trasformato in una realtà indiscutibile dentro il
mercato del lavoro europeo evidenziando tutta una
moltitudine di persone ogni volta più grande che
formano parte delle prime linee della precarietà
lavorativa e sociale e che rendono economicamente
redditizi settori industriali e di servizi molto
concreti in Europa, grazie a condizioni di lavoro
indegne e a condizioni di precarietà, emarginazione e
esclusione insostenibili,con la legittimazione di tali
condizioni all’interno del quadro di una politica e
legislazione che condanna per tutta la vita questa
moltitudine alla impossibilità di regolarizzare la
propria situazione nella “Fortezza Europa”.

Il ruolo collaborativo e di sottomissione del
sindacalismo concertativo e’ conosciuto da tutti e
tutte sia nelle imprese (contrattazione collettiva con
accettazione dei tagli del personale,..) come a
livello nazionale ( accordi interconfederali
vergognosi, riforme del lavoro, tagli alle
pensioni,..) o a livello sovranazionale (il trattato
di Maastricht sostenuto dalla C.E.S., …)

Contro questa offensiva generalizzata del capitale,
come è già avvenuto in Spagna nel giugno 2002, in
Francia nel maggio/giugno 2003, ed in Italia il 7 di
novembre del 2003, le organizzazioni sindacali che
hanno firmato questo comunicato lanciano una chiamata
alla mobilitazione dei lavoratori.”

In linea di massima il prossimo incontro si terra’ in
Italia nel settembre del 2004 e sara’ coordinato dalle
organizzazioni sindacali di base italiane. C.U.B. ed
U.S.I., che gia’ hanno dato la propria disponibilita’
ad organizzarlo.

Ricordiamo che il documento approvato ben rappresenta
la nostra organizzazione; infatti l’USI ha
elaborato, nei suoi congressi, una propria piattaforma
di lotta:

* contro la disoccupazione, il precariato e l'esclusione sociale; *
contro l'Europa delle frontiere blindate;
* per la libera circolazione e residenza di tutti: uomini e donne; * per
il pieno diritto di cittadinanza indipendentemente dalla
nazionalità;
* contro lo smantellamento e la privatizzazione dei servizi sociali
pubblici (sanità, scuola, casa, trasporti, energia ...);
* per uno sviluppo ecocompatibile, per un piano di lavori non
mercantili ed ecosostenibili;
* per la riduzione generalizzata dell'orario di lavoro a parità di
salario e di ritmi, per un lavoro-reddito garantito per tutti;
* contro l'elevamento dell'età pensionabile;
* per la difesa della salute nei luoghi di lavoro;
* per la difesa e l'estensione delle libertà sindacali e di sciopero; *
per l’azione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori,
l’autorganizzazione e l’autogestione.

A questi punti si sono aggiunti quelli
delle ultime lotte: contro le esternalizzazioni,
contro i decreti della Moratti su scuola ed
Università, contro la legge 30/03, per una cultura di
pace e contro l’uso della guerra come soluzione dei
conflitti sociali.

Questa piattaforma, (con al centro la battaglia contro
la precarietà e per il reddito) interna al percorso
di costruzione di una rete internazionale del
sindacalismo alternativo, sarà riproposta e votata
nel prossimo XI Congresso dell’USI, che si terrà in
questo mese di maggio (il 15 ed il 16) a Roma.

SEGRETERIA USI AIT


USI AIT - UNIONE SINDACALE ITALIANA – fedele ai principi dell’A.I.T.

Confederazione di sindacati nazionali autogestiti
e di federazioni territoriali intercategoriali
Sede Nazionale: Via Iside 12, 00184 Roma Tel.
06/70451981, Fax 06/77201444


Da: usiait1@virgilio.it




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