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(it) Comunicato dei compagni italiani a Zurigo

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Date Mon, 10 May 2004 09:46:52 +0200 (CEST)


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8 MAGGIO 2004 - MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE PER LA LIBERTA' DI MARCO
CAMENISCH E CONTRO LA REPRESSIONE.Circa 150 compagni, tra cui molti italiani, si incontrano in Hechtplatz,
luogo concordato del concentramento dei manifestanti in previsione
dell'apertura, il 10 maggio, dell'ennesimo processo a carico
dell'anarchico rivoluzionario ecologista Marco Camenisch.
In Italia nei giorni precedenti si sono gia' tenuti diversi momenti di
mobilitazione, ultimo dei quali il presidio sotto il consolato svizzero a
Milano venerdi' 7 maggio.
Il clima generale non appare particolarmente disteso, visti anche gli
scontri e poi gli arresti di massa operati dalla sbirraglia di Zurigo in
occasione della manifestazione del primo maggio scorso. La manifestazione
non e' autorizzata e sulla piazza del concentramento e nei dintorni sono
presenti numerosi raggruppamenti di sbirri in divisa e non che procedono
subito, prima che tutti possano raggiungere la piazza, all'arresto di
alcuni compagni che erano rimasti isolati.
Lo schieramento degli sbirri controlla gli accessi della piazza e il
corso principale sul quale dovrebbe snodarsi il corteo, ma i compagni
riescono a raggrupparsi. Passati i momenti iniziali di tensione tra i
compagni e gli sbirri, questi ultimi sgombrano un lato del corso ed il
corteo parte con striscioni e slogans.
Oltre a percorrere le strade del centro cittadino il nostro obiettivo e',
urlando la nostra rabbia e manifestando la nostra solidarieta' a Marco e
a tutti compagni colpiti dalla repressione, raggiungere il Palazzo di
Giustizia di Zurigo, dove lunedi' iniziera' il processo a Marco, e
possibilmente le finestre degli uffici del famigerato PM Claudia
Wiederkehr che si occupa del caso di Marco.
Il corteo si svolge tranquillamente fino all'arrivo nei pressi del
tribunale dove troviamo varie dotazioni anti sommossa schierate a difesa
del palazzo mentre altri reparti iniziano a confluire dai corsi adiacenti
con l'evidente obiettivo di circondarci.
I compagni, di fronte ad un cosi' imponente schieramento di sbirraglia da
cui parte subito una scarica di proiettili di gomma sparati in aria, sono
costretti ad arretrare, il palazzo di giustizia risulta inavvicinabile.
Ci si infila in una stradina laterale rimasta apparentemente libera, ma
gli sbirri accorrono anche dall'altro lato e ci si ritrova chiusi nel
portico della Casa della Cultura senza vie di uscita. Da un lato un
ristorante, dall'altro la pinacoteca. Gli sbirri caricano e la maggior
parte dei compagni, alcuni colpiti dalle manganellate, altri dagli spray
urticanti, entrano nei due locali. Dopo aver immobilizzato i compagni
fuori, alcuni sbirri in borghese e con il passamontagna guidano l'assalto
ai compagni asserragliati nella pinacoteca. Si teme che l'irruzione degli
sbirri possa portare a conseguenze ben peggiori. Non siamo attrezzati e
organizzati per opporre unaqualsiasi forma di resistenza efficace. Alcuni
di noi riescono a nascondersi, altri a scappare per tempo. La piu' parte
dei compagni rimasti intrappolati nel recinto della Casa della Cultura
vengono fermati. Questo anche grazie alla complicita' della maggior parte
del personale e dei visitatori della pinacoteca che scelgono di stare
dalla parte della sbirraglia chiudendo possibili vie di uscita ed
indicando i movimenti di quelli che scappano.
Un centinaio di compagni vengono fermati, ammanettati e identificati. I
cellulari provvedono al trasferimento dei fermati all' interno di un
grande commissariato di polizia di Zurigo. Ammanettati veniamo suddivisi,
uomini e donne, in due grandi stanzoni e da li' richiamati, singolarmente
e a gruppetti, per le pratiche di rito dell' identificazione e delle foto
segnaletiche. Infine, gli interrogatori, che per tutti si svolgono in un
clima generale di intimidazione. Naturalmente i compagni si rifiutano di
firmare verbali e ricevute e di rilasciare dichiarazioni. Sembra che un
giudice dovra' valutare i termini di un' accusa che pare essere quella di
aver partecipato ad una manifestazione illegale e che comportera' molto
probabilmente una multa. Ad alcuni compagni vengono trattenuti i denari
in loro possesso quale forma di iniziale rimborso per i danni che, la
sbirraglia sostiene , si sarebbero provocati durante la manifestazione.
In serata, e senza fogli di via, siamo tutti quanti rilasciati.
Purtroppo pero' tre compagni, Andy compagna di Zurigo (che a quanto ci
dicono i compagni del posto sicuramente e' trattenuta a causa della sua
militanza politica e ben oltre le eventuali accuse formali), Michele e
Giulio italiani, sono trattenuti nelle celle. Di fatto non sappiamo con
precisione quale sia l' accusa mossa nei confronti di Andy, mentre per i
compagni italiani sembra essere " violenza e minaccia contro pubblico
ufficiale".
Oggi nel pomeriggio , un giudice di detenzione (l'equivalente al giudice
italiano che in stato di fermo, dopo interrogatorio, convalida l'arresto)
dovra' eventualmente convalidare il loro arresto e decidere in merito
all'eventuale processo.
A tuttora, le 16, il giudice che e' intervenuto non ha ancora preso
nessuna decisione. Appena avremo info piu' precise informeremo
tempestivamente tutti.
Molti compagni, italiani compresi, sono tutt'ora mobilitati ed attivi. La
solidarieta' non si arresta.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti e comunicazioni.
Diffondiamo la solidarieta' e la resistenza. Non accettiamo i ricatti, le
minacce e le intimidazioni della repressione internazionale.

Liberta' per Marco! Liberta' per Andy, Michele e Giulio!

Estendiamo la mobilitazione. Distruggiamo ogni prigione!

Solidali in lotta!

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Aggiornamenti delle 18.00 sugli arresti di Zurigo


La mobilitazione non si ferma. Sulla situazione dei compagn* arrestati.
Aggiornamento delle h.18.00

Relativamente alla situazione del compagno marchigiano, Giulio.

L'intenzione del Giudice svizzero sembra essere di affidarlo al corpo
speciale di polizia per gli stranieri.
Cio' fa presumere che probabilmente a questo seguira' accompgnamento
coatto alla frontiera con l'italia con relativo provvedimento di
espulsione (si pensa ai confini ferroviari).
Tutto cio' si sta verificando nel mentre i compagn* mobilitati stanno
facendo del loro meglio per supportare le iniziative del caso.
Purtroppo, la legislazione svizzera (infame quanto quella di altri
paesi), consente alla polizia nelle prime 48h di
fermo di agire in qualsiasi modo senza che la persona fermata possa
usufruire dell'assistenza di un legale.

Per Andy e Michele, compagno di Milano.

Sembra che le intenzioni degli svizzeri (magistrati e poliziotti) siano
quelle di trattenerli nelle celle di sicurezza. Non siamo purtroppo
ancora nelle condizioni di conoscere il motivo formale (quello reale,
evidentemente, e' facilmente desumibile da tutti) del prolungamento del
fermo dei compagn*, per i motivi gia' indicati per Giulio, ovvero la
possibilita' per le forze della repressione di agire a loro totale
discrezione nelle prime 48h di fermo.
Si pensa pertanto che e' plausibile l'ipotesi che si stia cercando di
cucire loro addosso una accusa suffragata da elementi tali da poterli
processare ed eventualmente condannare.
Uno tra i tanti motivi, in particolare per la compagna Andy, e'
sicuramente quello di impedirle la partecipazione da domani al processo a
carico di Marco Camenisch.

Seguiranno prossimi aggiornamenti.

Solidarieta' e lotta. Inceppare e contrastare la repressione

Comitato Anarchico Difesa e Solidarietà


Da: "anarcotico.net" <info@anarcotico.net>





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