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(it) Ireland: MAYDAY Corteo vietato si è svolto comunque - e la polizia va all'attacco (en)

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Date Tue, 4 May 2004 13:53:59 +0200 (CEST)


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IL CORTEO PER FARMLEIGH SI E' SVOLTO
CAPI POLIZIA DECIDONO DI ATTACCARE LA FOLLA
Ieri notte il corteo "Bring the Noise" diretto a Farmleigh House a
mostrato due cose. Prima, molte persone ci tengono alla libertà di
assemblea e di opinione e vogliono un'altra Europa. Dopo un mese di
parole di odio dalle forze di sicurezza e da parti dei media, dopo che i
celerini sono stati piazzati al nostro punto di incontro con ordini di
non far manifestare nessuno, dopo che i nostri compagni sono stati
arrestati, dopo che i nostri locali sono stati perquisiti dagli sbirri,
non è stata una decisione facile per nessuno quello di iniziare il
corteo, armati solo con i nostri propri corpi, e di camminare tra le file
di sbirri sapendo che dietro ogni angolo aspettavano i celerini,
l'esercito, e tutte le altre minacce che ci hanno promesso.

E invece la gente l'ha fatto. Tra 3 e 5 mila persone hanno fatto il lungo
percorso a piedi lungo la Navan Road per due ore alla fine di una
giornata più che stancante. Alcuni amici hanno portato i propri figli,
altre sono venute anche se incinte o parzialmente disabili, altri sono
venuti anche da paesi extracomunitari. E siamo riusciti ad arrivare fino
al Phoenix Park [il parco cittadino più grande d'Europa]. Il parco che
hanno chiuso perché non venisse scomodato il governo, per
risparmiarlo da qualsiasi imbarazzo. Abbiamo portato il rumore. E
crediamo che le nostre voci si saranno sentite.

Poi, da diverse settimani diciamo che lo Stato e parti dei media stanno
publicizzano disordini. E invece non ci sono stati - ma ci mancava poco.
Fortunatamente erano poche le persone ferite, quando si
considerano le decisioni prese dalla polizia e i livelli di tensione
creati. Chiaramente al Ministro della Giustizia servivano i disordini e
qualche arresto per giustificare i milioni di euro spesi. Forse lo stesso
governo si è sentito addolorato che il suo evento mediatico (costato fior
di milioni) ha perso il primato nei media ad una protesta organizzato
dalla gente comune nel suo tempo libero e con un budget di qualche
migliaia di euro.

E allora che cos'è successo? Abbiamo raggiunto Ashtown Roundabout che si
trova ad un passo dal Phoenix Park e ci siamo trovati davanti ad una fila
di poliziotti in divisa. Alcuni manifestanti si sono avvicinati fino a
questa fila. Dopo tante settimani di intimidazioni da parte del governo e
la campagna allarmistica nei media, sia la polizia che i manifestanti si
aspettavano problemi e l'atmosfera era molto tesa. Infatti, c'è stata
qualche spintarella e lanci di lattine, bottiglie ecc.

Abbiamo notato che c'erano presenti tra i manifestanti diversi
poliziotti in borghese che facevano commenti tipo "tu hai un bastone [di
plastica, da bandiere] - perché non lo usi?" o che incitavano la gente a
spingere in avanti verso la fila di sbirri. Non era neanche di aiuto la
massa di telecamera e microfoni davanti che si concentravano su chi fosse
disponibile a confrontare la polizia.

Ad un certo punto è arrivato un gruppo con uno striscione. Si è sentito
chiaramente un ordine e i poliziotti in divisa si sono separati per far
passare quelli in tenuta anti-sommossa. Hanno attaccato con manganelli in
almeno due cariche, e hanno usato gli idranti [presi in prestito
specialmente per l'occasione dai colleghi nord-irlandesi]. Tuitto
questo è successo nel giro di pochi minuti, quasi subito dopo l'arrivo
dello striscione alla testa dei manifestanti.

Vogliamo qui chiarire due cose. La prima è la questione generale di
"provocazione". Ci hanno detto che abbiamo "provocato" la polizia. Ma qui
non si tratta di qualche poliziotto semplice che ha perso il
controllo. Si trattava di una decisione di comando quella di ritirare i
poliziotti semplici per far passare i celerini e lanciare un attacco
contro una folla di alcune migliaia di persone. Le cariche hanno quasi
provocato il panico totale, nella quale molte persone sarebbero state
ferite. Tutto ciò ha poco a che fare con "mantenere l'ordine pubblico".
Il secondo punto è una questione di reazione appropriata. Se io cerco di
andare da qualche parte e tu cerchi di fermarmi, è logico che ci può
essere qualche spintarella, specialmente se io considero il mio arrivo lì
molto importante e se tu vieni pagato per fermarmi. Cose del genere
accadono nei locali di Dublino in qualsiasi serata dell'anno.
Normalmente non finisce che il gorilla all'ingresso tiri fuori un
manganello e ti spacca la testa.

Ma così è successo sabato. Almeno due persone hanno avuto gravi ferite
alla testa grazie alle manganellate - e dopo tutto le storie
allarmistiche non si sono visti né caschi né imbottitura. Quando un
attivista della Dublin Grassroots Network ha cercato di accompagnare i
due feriti all'ospedale Meath, gli sbirri hanno bloccato l'accesso alla
strada dove si trova l'ospedale.

Abbiamo parlato con alcuni testimoni oculari che hanno visto la gente
bastonata, buttata contro il muro o colpita alla testa, anche quando
stava seduta, cosa che molti di noi hanno fatto in un tentativo di
calmare le tensioni. Almeno due persone sono state bastonate dietro la
linea della polizia. Sappiamo di due braccia rotte, una gamba rotta, e le
due teste spaccate di prima. Una persona arrestata (con tanta di gamba
rotta) è stata curata con un'aspirina, la radiografia neanche a parlarne!

Passiamo agli arrestati. Ci sono stati almeno 28 e a tutti quanti è stato
bnegato il diritto di fare una telefonata per diverse ore dopo l'arresto.
La prima telefonata è stata fatta nelle prime ore del
mattino.

Vediamo meglio uno degli arrestati. Dopo la carica iniziale, un grupo di
attivisti della Dublin Grassroots Network si sono piazzati a
braccetto in fila e si sono allontanati dalle linee della polizia in un
tentativo di allontanare la folla e salvaguardare la gente, ma i
celerini sono arrivati troppo velocemente, e non c'era tempo perché la
folla potesse indietreggiare. Gli attivisti hanno informato la polizia di
questo fatto ma sono stati ignorati. L'arrestato in questione è caduto in
mezzo a tutto ciò ed è stato immediatamente trascinato dietro le linee
della polizia e arrestato, non per qualche azione particolare sua, ma
solo perché, cercando di proteggere le altre persone, era
sfortunato di essere caduto. Sembra chiaro che semplicemente esserci
stato in quel luogo e a quel momento è considerato un reato, anche se uno
stava cercando di salvaguardare gli altri. Il nostro compagno si trova
ora nel carcere di Cloverhill.

La reazione della polizia era esaggerata. Non c'era mai la speranza che
la folla avrebbe rotto le linee della polizia. Eravamo letteralmente
circondati dai celerini che si trovavano nelle strade vicine e sulla via
North Circular, in attesa e pronti per l'azione. Ripetiamo: se io ti
spingo, questo non ti da il diritto di spaccarmi il cranio.

Dobbiamo chiederci se tutto ciò è importante. Il governo voleva che ci
fossero disordini, e indubitamente descriveranno gli eventi di oggi come
tali. Se è così, allora non sono stati i manifestanti a creare i
disordini. I disordini li cercavano anche molti giornalisti: da molte
settimane chiediamo come mai nessuno vuole parlarci riguarda ai motivi
per le nostre proteste, ci parlono solo di eventuali disordini, di
saccheggio ecc. Non ha certamente aiutato a calmare le tensioni un mese
di quasi-isteria nei media, alimentata dalle invenzioni fantastiche delle
forze di sicurezza.

Per la precisione: dov'erano i 20 mila anarchici che avrebbero raso al
suolo la città di Dublino? Dov'erano gli attacchi con gas nervino?
Dov'erano le casse di armi pronti per l'uso? Dove'era il famigerato
progetto per il caos? Forse possiamo rispondere noi a queste domande:
nella questura centrale!

Quindi, vediamo invece esattamente quello che è successo durante il fine
settimana. 700 persone hanno passeggiato (a piedi e in bici) per la città
nel Critical Mass più grande che si è visto finora a Dublino. 200 persone
hanno partecipato alla festa "No Borders" con esebizioni di teatro di
strada, e fino a 1000 persone hanno partecipato alla festa di "Reclaim
The Streets". Poi, diverse migliaia di persone hanno fatto il percorso
lungo da O'Connell Street fino a Ashtown Roundabout in un corteo che ha
visto un'operazione di sicurezza enorme e una campagna di vilificazione
mai visto in tanti anni. C'è stato qualche spintarella e la polizia ha
cominciato a manganellare a destra e sinistra. La folla ha indietreggiato
e tutti sono tornati al centro, ad eccezione dei 28 arrestati. Dal centro
della città tutti se ne sono andati tranquilli a casa.

Tutte le azioni durante il fine settimana, il corteo di ieri incluso,
erano degli eventi tranquilli, simpatici e colorati. Sul percorso per e
dal Phoenix Park abbiamo cantato, ballato e suonato. Molti abitanti lungo
le strade sono usciti dalle case a guardarci e moltissimi ci hanno
salutati. Hanno anche aperte le loro porte per le donne che
volevano usare magari il bagno. Gli abitanti non erano certo
terrorizzati, e nemmeno noi lo eravamo.

Abbiamo dimostrato che non è così facile togliere le libertà
democratiche. Potete romperci le ossa. Potete buttarci in carcere. Ma la
gente che vuole assemblarsi in pubblico lo farà nonostante. E non
rinuncerà facilmente al diritto di manifestarsi.

E domani [domenica - tr.]? Proseguiamo con le nostre proteste. Alle ore
11,30 inizia il campo No Borders, che durerà tutto il giorno. Lunedì
termina la protesta con una festa di "Reclaim The Streets". Al
contrario del governo che non sa neanche trovare la volontà politica di
fare una festa quando gli interessi commerciali ne sono contro, noi sì
che sappiamo festeggiare. E domani non sarà un'eccezione - ci
aspettiamo una festa meravigliosa e invitiamo tutta la città a
partecipare!


Dublin Grassroots Network

Comunicati stampa:
http://groups.yahoo.com/group/eufortress

Per ulteriori informazioni:
http://www.struggle.ws/eufortress

Traduzione di nmcn/ainfos




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