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(it) Caselle T.se: coperto il monumento agli Alpini

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Date Mon, 3 May 2004 12:19:06 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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"Coprire le vergogne del militarismo". -- Una tenda sul monumento agli
alpini a Caselle Torinese. - Primo Maggio antimilitarista a Torino. --
Foto e comunicato a quest'indirizzo:
http://italy.indymedia.org/news/2004/05/540242.php
Prosegue la campagna antimilitarista volta a celare agli occhi della
gente la vergogna dei monumenti che celebrano il militarismo e la guerra.
Questa sera una vecchia tenda ha ricoperto il monumento agli Alpini nel
parcheggio posto all'ingresso di Caselle T.se. Sotto la tenda la scritta:
"Copriamo le vergogne del militarismo" e accanto "Ciao Aldo!". Aldo Greco
era un compagno della Federazione Anarchica Torinese scomparso il 24
aprile. La lotta contro il militarismo, l'ottusità della gerarchia, la
violenza legalizzata degli eserciti aveva segnato il suo impegno di uomo
e di anarchico. Aldo era stato tra i promotori di numerose iniziative di
controinformazione e lotta sia a Caselle dove viveva sia nei paesi
vicini. Quando l'esercito aveva cercato di arruolare uno dei suoi figli e
questi, anch'egli convinto antimilitarista, aveva scelto la non
sottomissione, l'obiezione totale sia al servizio militare sia a quello
civile, Aldo e la sua compagna, Eleonora, avevano inviato al ministero
dell'Interno una lettera nella quale comunicavano che loro non erano
produttori di carne da cannone e che, quindi, non desideravano essere più
disturbati a casa loro dagli emissari dell'esercito. Aldo vive e
continuerà a vivere nel nostro ricordo e nelle nostre lotte contro tutti
gli eserciti.

Quest'iniziativa arriva dopo un Primo Maggio in cui la presenza di piazza
degli oltre 200 anarchici raccolti dietro lo striscione della FAI
torinese, si è caratterizzata in senso fortemente antimilitarista con la
diffusione al corteo del volantone "Siamo tutti disertori!" in cui si
annuncia la manifestazione nazionale antimilitarista del 29 maggio a
Livorno.

In nostro nome uccidono, bombardano, torturano, depredano… noi non ci
stiamo Siamo tutti disertori!
Noi contro tutte le guerre, tutte le guerre contro di noi

Vogliamo un futuro senza eserciti, senza stati, senza padroni, perché non
c'è pace senza giustizia sociale

29 Maggio manifestazione antimilitarista a Livorno
Partenza h. 15,30 da piazza Magenta.
Il corteo terminerà alle ore 18,30 nella medesima piazza ove si svolgerà
una festa antimilitarista con musica, teatro, interventi di
controinformazione sulle basi militari e le guerre in corso. Da Torino
partenza collettiva in pullman o in treno (a seconda delle prenotazioni).
Tel 011 857850 oppure 338 6594361

Le nostre città sono piene di monumenti, targhe, lapidi che ricordano
assassini, gente che si è guadagnata una statua per aver ucciso,
bombardato, sgozzato, violentato. Questi sono i vergognosi esempi che i
nostri figli studiano a scuola, che incontrano in ogni piazza, in ogni
strada, queste sono le macerie sulle quali è edificata la nostra
"civiltà". Occorre che queste vergogne siano cancellate dalla nostra
storia, dalla nostra memoria, dal nostro futuro. Vogliamo che nelle
piazze siano raffigurati coloro che costruiscono, non i distruttori. Non
vogliamo che i nostri figli vedano per le strade delle nostre città le
effigi di chi si guadagna medaglie ed onori ammazzando altri bambini,
bambini che hanno avuto la sfortuna di nascere nella parte sbagliata del
mondo, bambini nati con la guerra e morti di guerra. Per loro nessuno
erige lapidi, né monumenti. Per loro persino la pietà è morta. In questi
anni, destra e sinistra, governo ed opposizione, hanno cercato di
arruolarci, di unirci con la paura, di coprire le nostre vite con un
sudario tricolore. Ma noi non ci siamo stati: abbiamo disertato la loro
guerra, stracciato le loro bandiere, sputato sulla loro retorica da
caserma. Opporsi alla guerra, agli eserciti è anche scegliere di
rifiutarne la disgustosa retorica, i simboli di odio e violenza, le
immagini in cui lo sfoggio di forza diviene l'emblema della ragion di
Stato. Le ormai quotidiane notizie delle stragi umanitarie perpetrate
dalle truppe di "pace" in Iraq mostrano ancora una volta il volto feroce
di un'occupazione che riporta alla mente gli orrori del colonialismo
nostrano, quello che oggi come allora si trincerava dietro il mito della
missione civilizzatrice. Incapaci di far da se gli iracheni vanno
"educati" alla democrazia, alla pace, alla convivenza. Anche a costo
della vita. Specie se è la loro. La definiscono "missione umanitaria",
ma le migliaia di morti civili massacrati a Falluja in una della più
spaventose rappresaglie che la storia recente ricordi, ci rammenta che in
guerra il solo gesto umanitario è la diserzione, il rifiuto di combattere
ed uccidere. Occorre fermare la mano di questi assassini in divisa, di
chi in nome della ragion di Stato si macchia dei più efferati delitti.

Federazione Anarchica Torinese - FAI

Da: fat@inrete.it




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