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(it) Lotta di Classe n.79: Zurueckshlagen

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Date Fri, 26 Mar 2004 10:01:29 +0100 (CET)


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La struttura profonda della società sta cambiando. Impercettibilmente i
meccanismi di relazione tra le persone vengono orientati ed incanalati
verso comportamenti che mirano ad ottenere uno stretto controllo
interno tra i membri della società. Se il guidatore viene punito e
multato quando non allaccia la cintura di sicurezza, viene anche
castigato nel caso in cui la persona al suo fianco trascuri di farlo.
Stessa musica per il fumo, che colpisce pure il gestore del locale se
omette di trasformarsi in repressore. Alla responsabilità individuale
viene affiancata una nuova responsabilità ‘collettiva’ per cui, nel
timore - concreto - di diventare rei per le altrui azioni, si innesca un
automatismo di ‘sorveglianza’ reciproca che dispensa lo stato dall’ onere
del controllo, un tempo suo, delegandolo forzosamente ai
cittadini. Lo stesso fenomeno si avverte anche in molti luoghi di
lavoro. E la stessa acre puzza nel controllo totalizzante sulle
relazioni politiche. Anche i ‘liberi’ cittadini, come i pregiudicati, non
possono permettersi di frequentare persone che lo Stato ritiene
‘pericolose’ soltanto perché inquisite. Unica eccezione la parentela.
Meccanismi inquietanti ben radicati nel concetto di gerarchia e che hanno
trovato le loro massime espressione nei lager nazisti (ma anche quelli
sovietici): ‘laboratori’ in cui la classe ibrida dei
prigionieri-funzionari ha costituito l’ossatura.

Che dire poi del governo israeliano che abbatte le case dei civili
palestinesi, covi (veri o presunti) di terroristi, incurante del fatto
che le persone che vi abitino siano o meno complici della loro
presenza. O degli Stati Uniti che hanno devastato l’Afghanistan, ‘stato
canaglia’ che protegge i terroristi, uccidendo migliaia di civili
colpevoli solo di esistere?

E dello stato Italiano che si promette di svelare la verità sulle foibe
del Carso? In apparenza un proposito condivisibile se non altro per
rivelare le nefandezze dei comunisti di allora. Ma nel profondo pieno di
inquietudine perché se ne sottolinea la gravità quasi solo sul fatto che
avvenne a guerra finita, giustificando con ciò, per implicita
simmetria, la guerra come contenitore ‘legale’ in cui possono accadere
infinite atrocità. Salvo poi dall’altra parte tacere sulle stragi
Hiroshima e Nagasaki (extra bellum) e su Dresda bombardata senza alcun
fine strategico-militare (500 mila morti).

La menzogna circola sovrana. Poiché è da supporre che l’unica verità
‘svelata’ sulle foibe saranno le cifre e le bugie propagandati dalla
destra e accolte dalla ‘sinistra’ mentre la guerra (con i suoi
stermini) rimarrà culturalmente sempre un evento legittimo che si
giustifica da sé. L’Iraq insegna.

Sta di fatto che il malessere si approfondisce sempre di più. Non c’è più
destra né sinistra, perché in realtà c’è solo un pensiero unico di
‘destra’. La stessa dissociazione dei fascisti dalla (loro) storia
rappresenta un evento preoccupante e senza precedenti. Tranciati i rami
secchi, a destra e a sinistra, colmati i confini che separano marxismo e
fascismo (su cui grava l’abiura - finta - di entrambi) nulla più separa
le due forze maggioritarie ad affrontare l’ipotesi di un regno - e di un
potere - unicum.

Già in molte regioni i governi ‘federali’ esercitano il loro dominio in
una stabile alleanza di intenti con l’opposizione’ (sic!). Ed anche il
governo nazionale non è da meno nella gestione politica dell’esistente,
pur camuffando l’intesa dietro finti contrasti.

E intanto, a furor di popolo, guizza come una fiamma la riscoperta
dell’amor patrio tricolore. Un ideale al di sopra delle parti che
scioglie le differenze e ricompatta tutti insieme appassionatamente:
contro un nemico comune e per un bene comune. Un macabro de ja vu che non
ci può lasciare indifferenti e che si somma alle piccole dosi di veleno
quotidianamente propinate. La guerra scioglierà ogni dubbio, per chi
l’avesse, e convincerà tutti (o la maggioranza della maggioranza) che in
fondo in fondo può esser giusto rinunciare ad un po’ di libertà (mica si
mangia la libertà).

Eccolo, di nuovo nella storia, l’epifenomeno. L’evento che non incide
sull’esplicazione di un fenomeno, ma che è semplicemente un mutare della
coscienza che sbarra il passo alla libertà poter pensare con la propria
testa. Dal momento che oggi si diffonde sempre di più la
convinzione che forse non è più tanto sbagliato tifare per la patria. O
per un governo antifascista pur anche se porta il fez a tre colori.
Sembra poi non esserci molta scelta dal momento che la libera opinione
può in qualsiasi istante trasformarsi in ‘collaborazione’ con il
nemico, reato penalmente perseguibile, come insegnano gli imam espulsi
dall’Italia.

Triste destino il nostro se la storia non ci ha insegnato nulla. Come, ad
esempio, che il fascismo non nacque esclusivamente con la farsesca Marcia
su Roma, ma si alimentò da un fenomeno di condivisione culturale
fortemente allargata, rotta soltanto qua e là da frammenti minoritari di
vera opposizione.

Se noi pensiamo che tutto ciò potrà risolversi con la caduta del
governo Berlusconi, sarà meglio che torniamo a casa, ci piazziamo
dinanzi al televisore e dormiamo il sonno degli incoscienti.
Ma se crediamo che questa volta riusciremo ad analizzare la realtà con le
lenti della verità, senza fronzoli ed omissioni, e saremo capaci di
rispondere ‘colpo su colpo’ (zurückshlagen) con la forza della
intelligenza e le ragioni del cuore alla pesante restaurazione attuata
dall’Impero mondiale emergente (frattale di questa Italia), allora,
forse, riusciremo a far andare in modo diverso le sorti del futuro.

Io me lo auguro, perché credo sia l’unico modo che abbiamo per
fronteggiare il delirio che devasta il mondo: le dittature consensuali
delle ‘democrazie’.

Che alzano muri, costruiscono lager e tracciano ‘zone grigie’ ovunque
elargendo menzogne nell’indifferenza più totale.

Mariella Caressa


http://www.lottadiclasse.it/

Organo periodico mensile dell'Unione Sindacale Italiana sezione
dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori fondato nel 1915 da
Armando Borghi




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